“Gomorra”: la seconda stagione arriva in chiaro sulla Rai

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Gomorra“: la seconda stagione arriva in chiaro sulla Rai

Gomorra
Gomorra, la serie tv

In seguito al successo editoriale del romanzo omonimo del 2006 di Roberto Saviano, anche la serie televisiva Gomorra è riuscita ad affermarsi come un vero e proprio fenomeno globale. Distribuita infatti in tutto il mondo, la serie è riuscita ad essere apprezzata non solo dal pubblico ma anche della critica. Un fatto che, per quanto riguarda le produzioni televisive italiane, è assai raro e per questo meritevole di attenzione. In attesa dell’arrivo della terza stagione su Sky tra maggio e giugno, la seconda stagione verrà trasmessa in chiaro su Rai 3 a partire dal 31 marzo. La serie si occupa delle vicende del clan camorrista napoletano dei Savastano e la seconda stagione riprenderà la loro storia a partire dall’evasione dal carcere del boss don Pietro.

Ma quali sono le ragioni del grande successo di Gomorra?

Innanzitutto, il tema trattato ci riguarda estremamente da vicino. La presenza di organizzazioni criminali mafiose sul nostro territorio è purtroppo ancora una realtà diffusa nel nostro paese. Una drammatizzazione televisiva di produzione italiana che riguarda le vicende di un clan legato alla camorra appare tuttavia come una novità. Il cinema italiano infatti ha cercato di indagare da sempre e in modo critico il mondo criminale, raccontandolo tuttavia dal punto di vista di coloro che si sono battuti contro di esso. Un film come I cento passi ad esempio, diretto da Marco Tullio Giordana nel 2000, si era soffermato sulla lotta alla mafia siciliana da parte di Peppino Impastato, raccontandone la vita e gli eventi che condussero al suo omicidio. La mafia uccide solo d’estate, film diretto da Pierfrancesco Diliberto nel 2013, si occupava allo stesso modo di raccontare il clima di terrore seminato da Cosa Nostra a Palermo dagli anni ’70 sino ad oggi.

Gomorra
Gomorra, il film di Matteo Garrone

Gomorra invece cerca di immergere lo spettatore direttamente all’interno del mondo criminale, provando a far emergere le sue contraddizioni attraverso un’opera di finzione non fondata su fatti realmente accaduti. La chiave del successo di Gomorra si nasconde proprio qui. Forte di una scrittura e di una regia magistrale, la serie offre uno sguardo lucido sulla criminalità italiana indagando nel profondo la condizione sociale che si trova dietro ad essa. In questo modo la serie assume i tratti di un’inevitabile critica ai meccanismi che governano la criminalità organizzata in Italia. Allo stesso tempo però Gomorra cerca di individuare le problematiche che conducono alla nascita e allo sviluppo di un sistema criminale come quello mafioso all’interno del nostro Stato. Il merito della serie sta proprio nel suo riuscire a canalizzare questi aspetti critici della nostra società all’interno di un prodotto dagli standard qualitativi molto alti rispetto alle classiche fiction televisive italiane. Gomorra si presenta così sia come un ottimo esempio di serie drammatica di finzione sia come una rappresentazione fedele e accurata dei problemi del nostro paese.

Anche il film omonimo del 2008 diretto da Matteo Garrone e ispirato al romanzo di Roberto Saviano partiva da quest’ultimo presupposto. La differenza con la serie prodotta da Sky, Cattleya e Fandango però risiede nella modalità espressiva. Lo scopo della pellicola di Garrone era di restituire l’immagine di una Napoli che si confronta costantemente con la criminalità diffusa per le sue strade. Nella serie televisiva invece la riflessione passa per l’intrattenimento e raggiunge così uno spettro più ampio di persone, dimostrando come un argomento così importante possa essere trattato anche da un punto di vista diverso rispetto a prodotti televisivi e cinematografici che si ispirano direttamente a eventi realmente accaduti.

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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