Libri Come 2017: Maurizio De Giovanni e Carlo Lucarelli in dialogo

Libri Come 2017: Maurizio De Giovanni e Carlo Lucarelli in dialogo

In sala in attesa dell’arrivo dei due autori Carlo Lucarelli e Maurizio De Giovanni

A Roma, negli ampi spazi, progettati da Renzo Piano, dell’Auditorium Parco della Musica, si è svolto dal 16 al 19 marzo il festival del libro e della lettura Libri Come, che giunto alla sua VIII edizione ha proposto un programma ricco di eventi tra presentazioni di libri e incontri con importanti autori.

Nella giornata di sabato ci siamo imbattuti in uno dei tanti appuntamenti organizzati per l’occasione riuscendo a prendere parte ad un dialogo noir tra due dei più importanti scrittori italiani di gialli: parliamo di Maurizio De Giovanni e Carlo Lucarelli. Due autori, entrambi molto amati dalla RAI – vista la trasposizione in fiction che la televisione pubblica ha curato dei loro stessi romanzi – e di formazione diversa che hanno intrattenuto il pubblico della sala Petrassi per circa un’ora raccontando aneddoti e svelando curiosità.

Se il lettore può provare un senso di sicurezza nel ritrovare nelle pagine scritte dagli autori che ama i medesimi personaggi e le medesime ambientazioni di romanzi già letti, chi scrive, nonostante sia profondamente affezionato al personaggio principale (del quale sente sempre il desiderio di continuare a raccontare), allo stesso tempo avverte la necessità di sperimentare altri mondi confrontandosi con diversi tratti caratteriali e altre ambientazioni.

È così che ad esempio Maurizio De Giovanni dopo aver scritto i primi 5 libri della serie del commissario Ricciardi, ambientati in una Napoli degli anni ’30, in piena epoca fascista, decide di affiancare allo schivo ispettore, un altro personaggio poliziesco, il commissario Lojacono. È così che nasce dunque, nel 2012, un secondo filone di libri gialli firmato da De Giovanni – da cui tra l’altro è stata tratta la fiction I Bastardi di Pizzo Falcone con Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini – in cui non solo è una Napoli contemporanea a fare da sfondo alla trama dei libri, ma sono diversi anche i tratti caratteriali del protagonista che proiettano lo scrittore – ed insieme a lui il lettore – in mondi diversi da esplorare e sperimentare.

L’ispettore Coliandro, interpretato da Giampaolo Morelli, nella serie tratta dai romanzi di Carlo Lucarelli

Dalla stesura del libro alla trasposizione dello stesso in TV spesso accade che gli scrittori dei romanzi reinterpretati possano sentirsi traditi. Oltre al fatto che nel passaggio dal romanzo alla fiction necessariamente devono essere rispettati tempi diversi (e questo spiega ad esempio perché vengano tagliate parti non influenti della trama come le false piste che invece, nel libro rendono accattivante la lettura) può accadere che interi pezzi vengano censurati dalla televisione perché ritenuti non adatti al pubblico dei telespettatori. È proprio trattando questo argomento che Carlo Lucarelli ha fatto notare come alle volte la censura attuata possa esprimersi in tutte le sue contraddizioni: se la scena del gatto morto viene scartata perché ritenuta inopportuna e fastidiosa, la stessa valutazione non viene effettuata  per le molteplici scene di violenza tra umani che vengono invece riproposte senza che alcun disagio venga avvertito.

Tuttavia Lucarelli, che è stato anche sceneggiatore de L’ispettore Coliandro (interpretato da Giampaolo Morelli) e de Il Commissario De Luca (impersonato da Alessandro Preziosi), serie televisive entrambe tratte dai suoi romanzi gialli, sembra aver accettato il fatto che i suoi libri possano essere traditi una volta messi in scena: non sono d’altronde gli autori e i registi come dei lettori? Perché dunque non concedergli la possibilità di offrire la loro personale interpretazione del romanzo?

In posa parte del cast della fiction Schiavone ideata dall’autore Antonio Manzini

Sperando in un futuro di fiction italiane come quella di grande successo statunitense True Detective, creata da Nic Pizzolatto in cui attori di grande calibro come Matthew McConaughey, Rachel McAdams, Vincent Anthony Vaughn (solo per citarne alcuni) si confrontano con tecniche cinematografiche nuove e sperimentali, gli autori si sentono nel complesso soddisfatti delle rese televisive dei loro scritti e alla domanda se avessero mai il coraggio di raccontare dell’uccisione di uno dei loro protagonisti, determinando così la fine di una serie letteraria e televisiva, rispondono facendo riferimento ad Agatha Christie che poco dopo aver raccontato della morte di Poirot nel libro Sipario (pubblicato nel 1975) morì nel 1976.

È un periodo di grande fervore per questi scrittori italiani contemporanei specializzati nel genere poliziesco come dimostrano i successi televisivi del momento: i commissari Ricciardi, Lojacono, De Luca, Montalbano e lo stesso vicequestore Schiavone, tutti interpretati da attori intriganti, fanno raggiungere alla RAI audience sempre più alti confermando il genere in questione tra quelli più apprezzati dai telespettatori italiani.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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By on marzo 20th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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