Florence Korea Film Fest

“Florence Korea Film Fest”: il cinema coreano arriva a Firenze dal 23 al 31 marzo

Florence Korea Film Fest
The Age of Shadows

Il cinema occidentale ci ha abituato a trame su barriere e divisioni, conflitti sociali e tormenti interiori. Questi temi non appartengono però solo alla nostra cultura. Anche il cinema asiatico si occupa di storie di questo tipo, ma difficilmente riusciamo a entrare in contatto con le sue produzioni. Un’occasione per farlo nelle prossime settimane però ci sarà: dal 23 al 31 marzo si terrà infatti a Firenze il Florence Korea Film Fest, una rassegna dedicata al cinema della Corea del Sud. Il festival, curato dall’Associazione Culturale Taegukgi – Toscana Korea Association, presenterà numerose pellicole di autori coreani contemporanei illustri ma anche diverse nuove proposte. Grazie a questo evento l’Italia può così imparare a conoscere una delle realtà più floride del mercato cinematografico asiatico e confrontarsi con le sue tematiche. Confrontare la nostra società e le nostre rappresentazioni con quelle coreane può essere un’operazione molto utile: la storia coreana e l’analisi delle sue tematiche, insieme alle narrazioni proposte dal cinema, possono diventare fonte di nuove idee per affrontare i problemi della nostra società.

L’opera che aprirà il festival sarà The Age of Shadows di Kim Jee-woon. Il film, ambientato negli anni ’20 durante l’occupazione giapponese, racconta la storia di un agente della polizia coreana schiacciato da un dilemma: aiutare la resistenza o svolgere rigorosamente il proprio lavoro? L’attore che veste i panni del protagonista è la celebre stella asiatica Song Kang-ho, che già nel 2008 aveva collaborato con il regista nel folle western ispirato a Sergio Leone Il buono, il matto, il cattivo. In questo caso però siamo di fronte a un action-thriller dalle tinte cupe capace di rivolgere anche uno sguardo al passato, verso un conflitto che non è mai stato realmente superato.

Florence Korea Film Fest
Una scena da The Handmaiden

Un altro film presentato durante il festival che utilizza la storia della Corea come sfondo per la sua narrazione è The Handmaiden, l’ultimo lavoro di Park Chan-wook. L’autore, conosciuto principalmente per la sua trilogia della vendetta e in particolare per il cult Old Boy, ritorna così ad una produzione coreana dopo la sua parentesi hollywoodiana nel 2013 con Stoker. Diversamente dai suoi film precedenti, il regista abbandona i suoi classici viaggi introspettivi e contorti sulle emozioni umane più primitive per offrire un thriller erotico-psicologico fondato sul rapporto tra una giovane domestica truffatrice e la donna che vorrebbe imbrogliare.

Florence Korea Film Fest
Train to Busan

Uno spazio della rassegna sarà destinato inoltre al cinema dell’orrore. Nella sezione Notte Horror infatti verranno presentate in particolare due pellicole molto interessanti: The Wailing di Na Hong-jinTrain to Busan di Yeon Sang-oh. Entrambi grandi successi commerciali in patria, si presentano come due prodotti estremamente differenti pur condividendo il genere di appartenenza. Il primo, a cavallo tra il poliziesco e il sovrannaturale, esplora il diffondersi di una malattia in un piccolo villaggio e il suo terribile impatto sulla gente. Train to Busan, invece, riprende il topos dell’apocalisse zombie ma lo fa in maniera molto originale: il protagonista, intrappolato sul treno insieme a sua figlia, si ritrova a dover continuamente fuggire dalle orde di morti viventi presenti sul mezzo stesso. Il setting sembra richiamare lontanamente Snowpiercer del collega Bong Joon-ho ma la sua realizzazione è estremamente diversa e strizza l’occhio a blockbuster americani come World War Z di Marc Forster.

Florence Korea Film Fest
Una scena da The Net

Tra i film che chiuderanno l’evento vi sarà infine The Net di Kim Ki-duk, regista vincitore del Leone d’oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2012 con Pietà. L’opera narra la storia di un pescatore nordcoreano che senza accorgersene sorpassa il confine con la Corea del Sud e viene arrestato. La storia del cinema coreano è costellata di produzioni che riflettono sul tema delle due Coree e The Net sembra inserirsi in questa tradizione. Uno dei film più celebri ad aver trattato questo tema è Joint Security Area di Park Chan-wook. Soffermandosi sulle vite dei soldati che hanno il compito di sorvegliare la zona demilitarizzata che separa i due Stati, il ritratto che ne viene presentato è quello di persone comuni uguali tra di loro, separate solo dal volere politico. Probabilmente anche The Net si muoverà in questa direzione, ma il romanticismo disincantato di Joint Security Area difficilmente troverà spazio a fianco al cinismo e alla violenza della poetica di Kim Ki-duk.

Il Florence Korea Film Fest si presenta così come una realtà efficace per entrare in contatto con una cultura molto distante dalla nostra. I temi indagati in queste pellicole interessano anche noi da vicino e grazie a una rassegna di questo tipo possiamo imparare ad osservarli da un punto di vista differente. Attraverso la produzione culturale coreana e attraverso la rappresentazione dei drammi di una società intera possiamo così apprendere qualcosa in più anche sui problemi che ci riguardano. Allo stesso modo, questi film possono aiutarci a trovare la forza e gli strumenti per superarli.

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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By on marzo 20th, 2017 in Articoli Recenti, SCREENs

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