All’asta un trittico di Francis Bacon per finanziare il Teatro Hébertot di Parigi

Teatro Hébertot

A New York per finanziare un teatro si vende un capolavoro artistico del ‘900; è stata proprio la casa d’aste Christie’s ad annunciare un’asta serale di arte contemporanea a maggio inserendo nel catalogo il trittico del pittore irlandese Francis Bacon, Three studies for a portrait of George Dyer. Il venditore del quadro è Francis Lombrail, conosciuto già come manager teatrale e commissaire-priseur. Lombrail ha dichiarato di aver messo in vendita il quadro per finanziare un teatro del quale Lombrail è titolare e attore a Parigi, il Théatre Hébertot.     

 

Il Théatre Hébertot è stato costruito nel 1830 a Parigi, stato progettato per accogliere differenti generi teatrali. Nonostante gli aiuti comunali, il teatro chiuse nel 1833 e nel corso degli anni fu ricostruito ed ingrandito, acquisendo anche funzionalità politiche. Nel 1893 fu ribattezzato come Théathe des Arts riconoscendo numerosi gestori. Chiuse completamente i battenti nel 1939, ma l’anno successivo Jacques Hébertot  lo riaprì dandogli il proprio nome: dopo i numerosi lavori di riqualificazione e la morte nel ’70 del direttore Jacques, nel 1976 il teatro si presentò al pubblico con un’immagine nuova. Diversi sono stati i direttori artistici che si sono susseguiti negli anni fino a quando nel 2013 la sua gestione è stata affidata a Francis Lombrail.

L’opera di Bacon messa all’asta, in precedenza era appartenuta allo scrittore britannico Roald Dahl, ma questa è la prima volta che viene inserita in un’asta: al momento il suo valore stato stimato da Christie’s è tra i 50 e i 70 milioni di dollari. Dipinto da Bacon nel 1963, questo trittico fu il primo ritratto che l’artista fece al compagno all’inizio della loro relazione.

Francis Bacon

Francis Bacon è stato un pittore irlandese nella cui arte riversò tutto il suo dramma esistenziale. Il rapporto conflittuale col padre determinato dalla sua anaffettività, non fece altro che sminuire le sue capacità del futuro artista, che cercò affetto nella nonna materna.
A causa dei suoi attacchi d’asma, Bacon non poté seguire regolarmente la scuola fino a quando nel 1924 i genitori non decisero di mandarlo in collegio, dove vi rimase fino al 1926. In questo periodo Bacon comprese la sua omosessualità: questa ammissione portò a duri scontri col padre che iniziò a non accettare anche la sua passione per l’arte, vedendola come una pericolosa decadenza di costumi che lo avrebbe condotto alla povertà.
Il susseguirsi di liti e il crescente atteggiamento ambiguo di Francis, spinsero il padre a cacciarlo di casa. Bacon entrò in contatto con l’eccentrico ambiente artistico londinese. Nel giro di pochi anni conobbe molti artisti, visitò diverse mostre ed ammirò i pittori del passato, iniziando anche a concepire il proprio stile grafico, compiendo nel 1929 la sua prima esposizione personale all’interno del suo studio. Di lì a breve la carriera di Francis prese il via, diventando un artista importante.

 

Bacon all’interno delle sue opere inserisce sempre il dramma della condizione umana, prediligendo per tanto la rappresentazione del corpo umano,  spesso inserito  in situazioni violente che urtano lo sguardo dello spettatore, provocando attrazione e repulsione. Per questo motivo l’artista fu considerato il pittore della violenza, ma nei suoi corpi e volti deformati molti ci videro la sua biografia: con le sue pennellate dure, l’artista mette in risaltò la vulnerabilità dell’essere umano.

Il trittico all’asta si compone di tre ritratti che raffigurano il compagno di Bacon, George Dyer, nonché musa dell’artista, ispirati a una serie di fotografie scattata da John Deakin. Three studies for a portrait of George Dyer, come gli altri 40 trittici realizzati dal pittore, è di piccolo formato, non vi sono presenti delle fonti luminose e lo sfondo è completamente scuro, mettendo così in risalto il volto del soggetto.

 

Nel novembre 2013 il trittico Three Studies of Lucian Freud è stato venduto ad un’asta di New York risultando il quadro più pagato sino a quel momento, con una cifra record di 142,4 milioni di dollari: le premesse per battere nuovamente tutti i record ci sono tutti.

Non ci rimane che attendere l’asta e conoscere il reale valore di vendita di un’importante opera d’arte, eseguita da un artista che ha fatto delle sue tele le sue pagine di vita, raccontando attraverso i colori e i pennelli la sua storia e le sue emozioni.

Tutta questa situazione infine ci porta a chiederci, chi supporta economicamente le spese teatrali? Può un direttore teatrale essere costretto a dover vendere un proprio bene per  finanziare la riqualificazione del proprio teatro? Anche in Italia ci possiamo accorgere di quanti teatri ormai chiudano i battenti in favore di cinema e multisala all’avanguardia: che sia davvero arrivato il declino del teatro o questa è solo una delle tante crisi passeggere? Ciò che sicuramente possiamo stabilire è che il teatro è un bene artistico che dovrebbe essere  tutelato, in quanto rappresenta un polo sociale conoscitivo ed informativo a 360° che non prevede esclusioni ma inclusione.

Veronica Valentini per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
By on marzo 19th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

RELATED ARTICLES

Leave Comments

diciotto + quindici =

Su Facebook

Su Instagram

Su Twitter