#perlaGloria – Biotestamento, volontà ignorate

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#perlaGloria – Biotestamento, volontà ignorate

Lunedì 13 marzo, in Parlamento, è iniziata la discussione sul biotestamento. Il tema non è proprio una cosina da nulla. Parliamo di volontà del cittadino, o meglio, dell’individuo, rispetto a trattamenti terapeutici che intende o non intende accettare nel caso in cui sia costretto a cure permanenti a seguito di una malattia o un incidente invalidante e irreversibile. Parliamo di mettere un essere umano in condizioni di scegliere liberamente per se stesso.

Eppure quel lunedì l’aula era deserta.

Attenzione, non è mio intento parlare della mia posizione sul testamento biologico, né sull’eutanasia, né sul suicidio assistito. Non perchè non voglia compromettermi, ma perchè qui le posizioni personali non contano nulla. Qui si parla di chi non prende posizioni, ignora i fatti, finge indifferenza, nasconde il pachiderma sotto il tappeto.

Quel lunedì in aula erano presenti una ventina di deputati. Gli altri 610 ci chiediamo dove fossero. A fare cosa di più urgente e significativo rispetto a costruire una legge in merito alla vita e alla morte?

Non è consuetudine definire per frase fatta una questione di vita o di morte qualcosa che sia di una valenza imprescindibile?

Ci siamo trovati di fronte non a un dibattito acceso, magari con difficile conclusione e mediazione delle parti, ci siamo trovati di fronte al disinteresse totale rispetto alla questione. Rispetto alle persone.

Eppure quando Dj Fabo, il 27 febbraio, è morto per scelta in un Paese non suo tutti i politici avevano tante cose da dire in merito. Hanno schiacciato tanti tastini per pubblicare tweet e stati sui loro profili. Ma il giorno in cui le loro parole avrebbero avuto una valenza determinate, casualmente, nessuno era presente.biotestamento

I fatti sono questi: un cittadino italiano che vuole scientemente mettere fine alla sua vita  è costretto ad andare all’Estero e morire secondo le leggi di una Paese straniero, perchè nel suo non esiste una legge vera e propria, e chi decide, evidentemente, non ha interesse che ci sia.

Perchè? Io non l’ho capito. Se qualcuno ha una risposta me la dica.

Perchè accetto che sia una decisione difficile, delicata, che tocca i più svariati temi religiosi, morali e personali ma il disinteresse quello no, non si può accettare. Avrei preferito, da cittadina a cui tutto può succedere, come la vita ci insegna, vederli accapigliarsi, insultarsi, trovarli come, spesso accade, in un disaccordo inconcludente. Invece niente, come se nulla fosse.

Inoltre, su più testate ho letto che l’aula era vuota complice il fatto che fosse lunedì intorno alle 13.00. E qui scopro che è un’abitudine che i deputati non si presentino in aula il lunedì. Che tradotto significa che è loro uso non andare a lavorare il lunedì.

Voi ci andate a lavorare di lunedì?

Voi con i vostri contratti precari, labili, instabili entrate in ufficio, in fabbrica o in negozio il lunedì?

Bene, loro a quanto pare no. Possono scegliere, dimentichi del fatto che se è vero che il datore di lavoro è colui che eroga lo stipendio, i loro datori di lavoro siamo tutti noi.

E non si dimenticano solo di questo.

Si scordano anche che loro possono evitare il problema del biotestamento, possono non presentarsi, possono fingere che la questione non esista, possono scegliere di non vedere, ma chi si sveglia in un corpo che è divenuto una prigione e con famigliari che devo assisterlo e supportarlo non possono dimenticare, fingere o non esserci nemmeno un giorno solo.

Pensateci, non perlagloria ma per ben più alti trionfi.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

 

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