One hour photo – Eve Arnold: la prima donna dell'agenzia Magnum

One Hour Photo – Eve Arnold: la prima donna dell’agenzia Magnum

Eve Arnold è oggi ricordata come una delle più grandi fotogiornaliste del Novecento: con la sua macchina fotografica ha ritratto alcuni dei volti più noti dagli anni ’50 in poi, coltivando contemporaneamente un forte interesse per le realtà povere ed emarginate.

Nata nel 1912 in Pennsylvania, di umili origini, Eve Arnold si avvicina alla fotografia tardi: riceve in regalo la sua prima macchina fotografica a 34 anni. I suoi primi soggetti sono particolari: la fotografa si reca ad Harlem, un quartiere di Manhattan, centro della cultura afroamericana. Lì documenta le sfilate di moda degli stilisti neri, mettendo al centro le modelle e la loro espressività. È chiara sin da subito la capacità della fotografa di catturare l’emozione suoi volti dei suoi soggetti.
Le sue immagini sono ritenute scandalose: in America è ancora forte la segregazione razziale e le riviste di moda, rivolte esclusivamente ad un pubblico bianco, rifiutano la pubblicazione. Ad Harlem Eve Arnold tornerà successivamente: famosissima è la fotografia che in quei luoghi ritrae Malcom X, l’attivista americano per i diritti umani.

Marilyn

Le sue fotografie le permetteranno, già agli inizi degli anni ’50, di essere riconosciuta come una grande fotografa. Infatti nel 1951 entra nell’agenzia Magnum: è la prima donna, inizialmente freelance e poi associata.

Un momento di crescita per la carriera della fotografa, che le farà acquisire fama mondiale, è l’incontro, sempre negli anni ’50, con Marilyn Monroe. Le due donne si legano con una complicità e un’amicizia che ha un suo effetto nelle fotografie. Eve Arnold è infatti considerata l’unica fotografa in grado di ritrarre la vera Marilyn: accanto agli scatti posati e all’abituale sorriso smagliante, si può trovare una donna seria, nostalgica, ben diversa dall’immagine-icona cui sempre è associata. Marilyn Monroe non è l’unica star che la fotografa ritrae: il mondo di Hollywood le sarà sempre caro. Tra i suoi soggetti più famosi ci sono anche Joan Crawfors e Marlene Dietrich, considerate due delle più grandi star del cinema americano.

Accanto al mondo delle stelle del cinema, Eve Arnold documenta una realtà ben diversa: la condizione di vita delle persone povere, dei migranti e delle donne è un interesse costante, per il quale si la fotografa si recherà in Cina, Mongolia, Afghanistan.

Tra i suoi reportage più importanti si ricorda A baby’s first five minutes (I primi cinque minuti di un bambino), progetto che scaturisce da un trauma: un aborto porta Eve sull’orlo della depressione. La fotografa trova inaspettatamente la sua cura nella documentazione ossessiva dei primi attimi di nuove vite.

Il legame profondo tra l’esperienza personale e il lavoro fotografico è una costante nella vita di Eve, lei stessa lo riconosce:

Sono stata povera e ho voluto documentare la povertà; ho perso un figlio e sono stata ossessionata dalle nascite; ero interessata alla politica e volevo capire come questa incidesse sulle nostre vite. Sono una donna e per questo ho provato a capire meglio le donne.

Eve Arnold è stata una poliedrica testimone dei tempi: ha saputo raccontare storie diverse con la stessa evidente sensibilità. La sua fotografia è instancabile, lei stessa ne rivela il segreto:

Che cosa mi ha spinto e mi ha fatto andare avanti nel corso dei decenni? Qual è stata la forza motrice? Se dovessi usare una parola sola, sarebbe curiosità.

Chiara Vitali per MIfacciodiCultura

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By on marzo 19th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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