Oliviero Toscani in mostra, tra la memoria dal passato e il protagonismo estetico odierno

Oliviero Toscani in mostra, tra la memoria dal passato e il protagonismo estetico odierno

La Whitelight Art Gallery di Milano celebra, fino al 28 aprile, la carriera di Oliviero Toscani, fotografo irriverente e innovatore di questo secolo i cui scatti hanno scosso le coscienze del mondo dagli anni ’70 ad oggi. Difatti, il formato interattivo della mostra permette di entrare a pieno nel suo ultimo progetto Razza Umana. Negli spazi della galleria tra l’altro è stato anche organizzato un set fotografico per uno speciale shooting firmato proprio da Oliviero Toscani, a cui 40 visitatori, il 15 febbraio, hanno potuto accedere come protagonisti al progetto del fotografo.

Toscani, formatosi presso la Kunstgewerbeschule, scuola di fotografia di Zurigo, è in mostra con Più di 50 anni di magnifici fallimenti, questo il titolo dell’esposizione dell’indiscusso testimone per immagini della sua generazione, quella degli anni dei Beatles e degli Stones, della minigonna inventata da Mary Quant e delle contestazioni. Il vortice irriverente degli scatti di Toscani esplode già dal 1973, anno in cui fotografa in primissimo piano il fondoschiena di Donna Jordan con addosso jeans della marca Jesus e ci piazza sopra lo slogan “Chi mi ama, mi segua“. Il manifesto farà il giro del mondo e le polemiche infuriano come mai prima era successo attorno ad una pubblicità. È Pier Paolo Pasolini, sulla prima pagina del Corriere della Sera, ad ammonire tutti quei facili moralismi, spiegando di come quell’immagine ponesse un fatto nuovo, un’eccezione nel canone fisso dello slogan, rivelandone una possibilità espressiva imprevista.

Da lì a seguire, gli scandali si perpetuano fino a stigmatizzare quella che era invece una svolta sociale dell’epoca. È la forza creativa – dietro i più grandi giornali e marchi di tutto il mondo: Vogue, Harper’s Bazaar, GQ, Elle –  a sdoganare i moralismi del “non detto” e del “c’è, ma non si può dire”. Nel 1982 Toscani inizia a realizzare le campagne per Benetton, dando vita a una serie che rivoluzionerà la storia della comunicazione fino ad oggi.  Si registra il marchio United Colors Of Benetton e anziché usare foto tradizionali del settore moda, Toscani nelle campagne del marchio ci parla di razzismo, fame nel mondo, AIDS, religione, guerra, violenza, sesso, pena di morte. In quegli anni attira su di sé pesantissime accuse, tra le quali quella di sfruttare i problemi del mondo per fare pubblicità a dei maglioni.

Il fotografo usa il mezzo pubblicitario per parlare dei temi della società in cui vive, anche dopo Benetton. I suoi “scandali via advertising”, in mostra presso la Whitelight Art Gallery, comprendono il famoso Bacio tra prete e suora del 1991, i Tre Cuori White/Black/Yellow del 1996, No-Anorexia del 2007 e anche il primissimo piano di un africano con gli  occhi diversi tra loro, a cui David Bowie dedicò il pezzo musicale Black Tie, White Noise.

Ieri come oggi, Toscani ci accompagna nell’evoluzione rapidissima dei nostri tempi, rendendo perpetua la memoria.

Il formato della mostra, a cura di Nicolas Ballario, con la presenza di un set fotografico scorpora la visualizzazione tradizionale del visitatore per far emergere la volontà di rinsaldare l’importante relazione tra fruitore e artista e  sottolineare i temi del protagonismo estetico di questa società.

Razza Umana è frutto di un soggetto collettivo. Lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze.

 Achille Bonito Oliva

Oliviero Toscani – Più di 50 anni di magnifici fallimenti
a cura di Nicolas Ballario
Whitelight Art Gallery, Milano
Dal 16 febbraio al 28 aprile

Simona La Neve per MIfacciodiCultura

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By on marzo 19th, 2017 in Articoli Recenti, Mostre, Visual & Performing ARTs

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