#KeyWord - Borges e "L'invenzione della poesia" che accade

#KeyWord – Borges e L’invenzione della poesia che accade

#KeyWord - Borges e "L'invenzione della poesia" che accade
J. L. Borges

La domenica, in teoria, è il giorno più adatto per riposarsi e la lettura può essere una buona attività per rilassarsi, per prendersi una pausa, per riflettere un po’. Questa rubrica domenicale quindi può essere d’aiuto per allargare i nostri orizzonti letterari e artistici, a partire da coloro che dell’arte della parola hanno fatto la loro vita. Allora, attraverso #KeyWord andiamo alla ricerca delle parole chiave. Questo è il turno di Jorge Luis Borges (1899-1986).

Un po’ come Italo Calvino scrisse Le lezioni americane a partire da un ciclo di conferenze sulla poesia che tenne nel 1985 presso l’Università di Harvard, lo stesso fece l’autore argentino Jorge Luis Borges, sempre ad Harvard anni prima, con la stesura de L’invenzione della poesia. Infatti organizzò una serie di conferenze proprio sul tema della poesia nell’autunno del 1967, al fine di far comprendere agli studenti, o per lo meno apprezzare, il segreto dell’arte poetica, che in un certo senso semplicemente accade.

Le lezioni di Borges non si possono considerare soltanto delle lezioni di storia della poesia, perché sono molto di più. Sono una raccolta di spunti di riflessione, di studio, di esempi elaborati grazie alla lettura delle più grandi opere del passato. E, anche in questo caso, le origini dell’antica poesia greca non si smentiscono: Omero con i suoi poemi epici per eccellenza, poi Virgilio con L’Eneide. La panoramica di suggestioni letterarie prosegue con, ad esempio, Stevenson, Joyce, Cervantes, Keats. Borges voleva trasmettere la sensazione di bellezza che la parola poetica è in grado di regalare una volta penetrata nel nostro cuore e nella nostra mente. Anche se ciò sembra ripetitivo come concetto ribadito dai poeti in generale, la novità sta nel fatto che ogni autore lo esprime in maniera personale. E Borges l’ha espresso così.

E la vita è – ne sono sicuro – fatta di poesia. La poesia non è un’estranea; la poesia è, come vedremo, sempre in agguato dietro l’angolo. Ci può balzare addosso in ogni momento. [] Quando mi fu rivelato che la poesia, il linguaggio non erano solo un mezzo di comunicazione, visto che potevano essere pure una passione e una gioia, penso di non averne capito le parole [della poesia di Keats che Borges stava rileggendo], sebbene mi fossi accorto che qualcosa mi stava accadendo. Non stava accadendo solo alla mia intelligenza, ma a tutto il mio essere, alla mia carne, al mio sangue.

Borges
Oscar Mondadori de L’invenzione della poesia

Secondo Borges, la poesia non parla esclusivamente per immagini, sarebbe riduttivo parlarne in questi termini. Ecco perché, nel corso delle sue lezioni, l’autore argentino si è dedicato anche a spiegare il significato della metafora, dell’arte del raccontare in generale, l’importanza della traduzione perché non si perda la magia del testo poetico originale. Il tutto, ovviamente, seguendo il filo rosso del suo credo poetico. Il piacere che le parole suscitano può essere talmente intenso che di esse non si può non notare la musicalità, il ritmo. Poiché ogni componimento ha il suo ritmo e ogni verso il suo andamento, anche il nostro ritmo di lettura, la nostra percezione cambiano, in virtù del fatto che ognuno, nella propria autenticità, può lasciarsi suggestionare in maniera diversa dal testo. Infatti Jorge Luis Borges non impone niente, non afferma verità assolute: le sue sono sì argomentazioni da un punto di vista privilegiato, però, come ogni forma artistica che si rispetti, lasciano spazio alla libertà di espressione, di gusto, di provocazione.

Questo invita a riflettere sul fatto che il saggio dell’autore sudamericano non sia un testo banalmente accademico. Anzi, la sua esposizione può ricordare quella del memorabile professor Keating de L’attimo fuggente, che già a inizio film non esita a chiedere che cosa sia la poesia. Certamente non è qualcosa definibile geometricamente, statisticamente. Infatti, prima di tutto, è gioia, passione ed enigma. Un enigma che può essere, se non sciolto, almeno illuminato grazie alla sensibilità umana. Senza nessuna ironia, lo scrittore era cieco. Purtroppo non aveva mai goduto di una buona vista, e alla fine degli anni Cinquanta, dopo varie operazioni chirurgiche, la perse totalmente. Tuttavia, nonostante questo dramma quotidiano, Borges riuscì a trasformare questa mancanza in potenza creativa, in capacità visionaria. Perciò basta questa, a volte, non tanto per spiegare fino in fondo, quanto per sentire.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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By on marzo 19th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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