Luc Besson: la forza delle immagini e dei tecnicismi sul grande schermo

Luc Besson: la forza delle immagini e dei tecnicismi sul grande schermo

Il quinto elemento

In un mondo ancora realistico, il 18 marzo del 1959 nasceva a Parigi Luc Besson, celebre regista, ma anche sceneggiatore, produttore, e scrittore. La fantascienza è sempre stato il suo genere di riferimento, forse anche influenzato dall’esperienza negli Stati Uniti, che l’ha allontanato dai canoni del cinema europeo rendendo però poi difficile il suo apprezzamento nel Vecchio Continente. Besson infatti ha sempre trovato estimatori nei grandi appassionati di effetti speciali e virtuosismi con la macchina da presa, ma non è riuscito quasi mai a colpire con la forza dei suoi racconti.

Si parte con il futuro apocalittico di Le Dernier Combat (1982), il suo primo lungometraggio, che gli permise di ottenere un contratto con la casa di produzione francese Gaumont, per poi arrivare nel 1988 al famoso Le Grand Bleu, con il quale Besson tornò alla sua infanzia e alla passione per l’immersione subacquea, troncata in giovane età a causa di un incidente. Questo film, che racconta in maniera sceneggiata la vita dell’apneista francese Jacques Mayol e la sua rivalità con Enzo Maiorca, è diventato un fenomeno cult, anche se non fu particolarmente apprezzato al Festival di Cannes ed ebbe problemi per la distribuzione in Italia, in quanto Maiorca si lamentò del fatto che il suo personaggio, chiamato Enzo Molinari, era soltanto uno stereotipo dell’italiano medio.

Gli anni Novanta rappresentarono il grande successo commerciale del regista, con tre film in particolare: Nikita (1990), da cui è stata tratta recentemente una serie televisiva, Leon (1994) e Il quinto elemento (1997), quest’ultimo con protagonista la star internazionale Bruce Willis e che raggiungerà un record di spesa per il cinema francese, a ulteriore conferma della sua differente modalità di fare cinema, molto più vicina alle grandi produzioni hollywoodiane piuttosto che alla riflessività del suo Paese e del resto d’Europa.

Lucy

I suoi lavori infatti sono perfetti per la sala del cinema, con l’audio amplificato e uno schermo che copre interamente la visione dello spettatore, ma quando questo viene a mancare, ecco che la sua opera comincia a perdere pezzi.

L’ultimo suo lavoro, Lucy (2014), è la conferma di questa considerazione, in quanto tratta di una tematica molto interessante ma sviluppata in maniera un po’ approssimativa, lasciando molto spazio alla spettacolarità e poco all’approfondimento. Questo film prende in esame una questione scientifica, relativa al fatto che l’essere umano è in grado di usare soltanto l’1% del suo cervello. La protagonista, interpretata da Scarlett Johansson, è presentata come una ragazza che si dà solo a feste e frequenta cattive compagnie, ricalcando un po’ la figura di Nikita, fino a quando finisce nelle mani di un’associazione criminale asiatica che la usa come incubatrice di una sostanza stupefacente. A causa di alcune percosse, però, la sostanza viene rilasciata all’interno del suo corpo, portandola a sviluppare le capacità cerebrali fino al massimo, arrivando addirittura a controllare lo spazio-tempo. Besson non ha lasciato molto spazio a riflessioni filosofiche o sociali sull’argomento, se non nella figura dello scienziato interpretato da Morgan Freeman, e ha puntato tutto sull’azione, che caratterizza gran parte dei suoi lavori.

Valerian et Laureline

Il prossimo film di Besson è già in cantiere e si tratta di un adattamento della serie a fumetti francese Valerián et Laureline, un racconto fantascientifico ambientato in una metropoli immaginaria del futuro. Non abbiamo sicuramente dubbi su quanto risulterà spettacolare la visione, in quanto Besson è ormai da considerarsi uno dei maestri di questo genere, e dei tecnicismi cinematografici, e ci affidiamo alla solidità di un fumetto che va avanti dal 1962 per avere anche un racconto in grado di trasmetterci qualcosa di profondo, di farci riflettere su un mondo che un giorno potrebbe essere il nostro.

Mattia Lobosco per MIfacciodiCultura

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By on marzo 18th, 2017 in Articoli Recenti, SCREENs
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