Il diritto di contare: tre donne alla conquista dello spazio

Il diritto di contare: tre donne alla conquista dello spazio

Il film di Theodore Melfi Il diritto di contare (candidato a tre Oscar: Miglior film, Miglior attrice non protagonista a Octavia Spencer, Migliore sceneggiatura non originale a Theodore Melfi e Allison Schroeder) si apre in Virginia, stato segregazionista nel 1961: tre donne afroamericane lavorano alla NASA, Katherine, Mary e Dorothy, e fanno parte del gruppo che, prima dell’avvento dei computer, si occupa di fare tutti i calcoli che servono poi a ingegneri, matematici, scienziati del programma spaziale.

Le tre donne, che sono anche grandi amiche, hanno però capacità e sogni più grandi. Con la loro forza e l’aiuto di qualche superiore lungimirante riescono a farsi strada in un ambiente maschile e maschilista, che vede e giudica solo il colore della pelle.

Il film racconta la storia vera di Katherine G. Johnson, che ha calcolato le traiettorie per le missioni Friendship 7, Apollo 11 e 13, ed ha ottenuto la Medaglia presidenziale per la libertà nel 2015, di  Mery Jackson, che ha dovuto battersi per poter frequentare la scuola di specializzazione riservata a soli bianchi, ed è diventata il primo ingegnere aeronautico afroamericano donna, e di Dorothy Vaughn, primo supervisore afroamericano donna alla NASA e programmatrice IBM. Il film parla della rivoluzione che queste donne iniziarono, del cambiamento che le tre protagoniste affrontano e che si rivelerà un grande passo avanti per la società americana e non solo.

Una delle prime scene de Il diritto di contare mostra le tre amiche e colleghe ferme sul ciglio della strada con la macchina in panne: un poliziotto le vede ed subito è pronto ad arrestarle, ma quando viene a conoscenza del loro lavoro si offre di scortarle a destinazione. La scena rappresenta un chiaro esempio del razzismo di quegli anni, del pregiudizio dilagante a cui dovevano sottostare gli afroamericani, come quando Katherine, che ha ottenuto un nuovo incarico per la sua straordinaria capacità con i calcoli, appena arrivata nel nuovo ufficio si accorge di essere l’unica persona nera: automaticamente viene scambiata per la donna delle pulizie.
Questi momenti degradanti, che danno uno scorcio della situazione sociale degli anni Sessanta, vengono alternati ad altri più leggeri di vita famigliare, oppure quando le tre amiche sono da sole e libere di esprimersi.

Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe danno il volto rispettivamente a Katherine, Dorothy e Mary, e riescono ad entrare perfettamente nel ruolo che ha portato loro stesse a scoprire nuovi lati della storia delle persone di colore e della lotta per raggiungere i diritti civili. In quel periodo bisognava essere molto più attente a come si parlava, a come si guardavano le altre persone e bisognava agire sempre secondo una strategia: «È qualcosa che non riesco neanche a immaginare di dover pensare, ogni singolo giorno», dice Janelle Monáe.

Coprotagonisti sono Kevin Costner, che interpreta Al Harrison, capo di Katherine che ne capisce l’intelligenza e il contributo che può portare alla missione Friendship 7, grazie alla quale John Glenn compirà l’orbita intorno alla terra nel 1962; e Kirsten Dunst, che ricopre il ruolo di Miss Mitchell, la responsabile di tutto il gruppo di computazione, che si confronta in particolare con Dorothy: è la tipica persona bianca “che non crede di essere razzista”. Infine Jim Parsons, famoso per interpretare Sheldon in The Big Bang Theory, è un collega di Katherine che non accetta mai davvero che lei abbia il diritto di lavorare fianco a fianco con lui.

Il diritto di contare è l’adattamento cinematografico del libro Hidden Figures di Margot Lee Shetterly, uscito nel 2016 negli Stati Uniti e pubblicato in Italia nel gennaio 2017, sempre da Harper Collins. È un fenomeno comune in questo periodo che i registi scelgano di raccontare vicende tratte da libri, ma questo ha in più il merito di far conoscere delle storie importanti e necessarie, che altrimenti resterebbero estranee e dimenticate. Le donne e gli uomini di oggi danno per scontati tanti diritti che sono stati conquistati con sofferenze e umiliazioni. La vita di Katherine, Mary e Dorothy è qui per ricordarlo.

Giulia Varalta per MIfacciodiCultura

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By on marzo 18th, 2017 in Articoli Recenti, SCREENs

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