Ed Sheeran incanta Torino con una chitarra

Ed Sheeran incanta Torino con una chitarra

Ed Sheeran in questi ultimi anni si è dimostrato un mix inaspettato ma vincente, una alternativa trasandata ai bei ragazzi con voce sottile e canzoni acustiche. Nell’era social, in cui tutto sembra dover essere perfetto, sembra impossibile che il normale ragazzo inglese dai capelli rossi possa essere un idolo delle folle, ancora di più delle ragazzine.

Il ventiseienne inglese rappa a gran velocità e poi canta di amori impossibili, ride e poi si dispera, fa sognare e fa ballare. Forse è per questo strano e inaspettato miscuglio che il cantante è diventato uno dei più amati nel mondo e il suo tour mondiale è andato sold out nel giro di qualche ora.

La questione dei”biglietti fantasma”, esauriti in poco più di due minuti su TicketOne, non ha fatto altro che aumentare l’aspettativa dell’album Divide e delle date italiane del tour. Ed Sheeran non si è però fatto attendere a lungo in Italia, paese che ha ammesso di amare particolarmente, e ha deciso di partire dal nostro Bel Paese per il suo lungo viaggio musicale. Un onore per chi c’era, una delusione ulteriore per le tante vittime del bagarinaggio online.

Il concerto del 16 marzo al Pala Alpitour di Torino, con la conseguente replica il 17, si è quindi rivelato un evento simbolo e un momento mediatico importante. Chi ha avuto la possibilità di partecipare ha vissuto una notte piena di stelle, una di quelle che difficilmente si dimentica. Con una giusta alternanza di ritmo e malinconia, Ed Sheeran si è esibito per quasi due ore in un one man show accompagnato sempre e solo dalla sua chitarra.

I fan più sfegatati si sono presentati già dalla mattina muniti di tanta pazienza, coperte e cibo. I cancelli infatti si sono aperti soltanto verso le 18, momento di inevitabile delirio generale, dominato da urla e scatti da maratoneti, tutti alla ricerca del posto migliore. Quando verso le 20.30 Ed si è presentato sul palco con una chitarra acustica e una t-shirt nera tutti hanno capito che avrebbe puntato tutto sul suo vero punto di forza: la semplicità. E proprio con il sorriso di un ragazzo normale ha stregato gli undicimila spettatori della prima data mondiale, un modo per travolgere il pubblico completamente diverso.

Non ha bisogno di grandi scenografie o coreografie: bastano grandi schermi, luci, immagini e la sua voce per creare uno show a cui non manca davvero nulla. Il pubblico lo segue per tutto il tempo, cantando e ridendo, ballando e magari anche facendosi scendere qualche lacrima. Lui ammette di essere emozionato: «è da due anni che non salgo su un palco per un vero concerto ed è davvero un onore ricominciare da qui».

La scelta di chiudere il concerto con un pezzo nuovo e relativamente poco conosciuto che racconta dell’amore e dei buoni valori che servono nel mondo, What do i know?, è la risposta a chi ancora non lo aveva inquadrato del tutto. Non gli serve lasciare il pubblico con il suo pezzo da novanta, preferisce regalare il messaggio più bello alla fine, così da portarlo a casa e farlo durare più a lungo.

Dopo le date italiane il cantante inglese continuerà il resto del tour in Europa, in Perù e in Cile. E parte anche una promessa che lascia la speranza per tutti: «Tornerò l’anno prossimo per più date, magari con una band».

La scaletta: del concerto: Castle on the hill, Eraser, A Team, Don’t/New Man, Lego House, I’m a mess, Happier, Galway Girl, How would you feel, I see fire, Photograph, Perfect, Bloodstream, Thinking out loud, Sing, Shape of you, You need me, What do I know?.

Giulia Toninelli per MIfacciodicultura

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By on marzo 18th, 2017 in Articoli Recenti, MUSIC

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