Città della Scienza, gioiello nel Mezzogiorno: riaprono due padiglioni

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Città della Scienza, gioiello nel Mezzogiorno: riaprono due padiglioni

La Città della Scienza, proprio come una fenice, è rinata dalle sue ceneri e ha riaperto al pubblico due sezioni che furono colpite dall’incendio del 4 marzo 2013. Il 4 marzo 2017, data per l’appunto non casuale, è stato riaperto Corporea, un innovativo museo interattivo, mentre il 19 marzo 2017 sarà riaperto il nuovo grande Planetario con un cinema 3D. L’evento ospitato da Corporea è incentrato sulla scoperta del corpo umano, sulla prevenzione e sulla salute. Il visitatore potrà compiere un affascinante viaggio all’interno di sé stesso, letteralmente. I cinquemila metri quadrati di superficie espositiva sono dotate di postazioni interattive che permettono di camminare nelle vene e nelle arterie, ed il tutto è arricchito da video immersivi, macro istallazioni ed esperienze di realtà virtuale, che consentono di conoscere i meccanismi alla base della vita e le zone più recondite del corpo umano. Il Planetario invece ospiterà un cinema 3D con 120 posti a sedere: costituito da tecnologie di ultima generazione, consentirà di vivere delle vere e proprie esperienze immersive. Il visitatore in questo caso esplorerà un’altra affascinante realtà: i misteri dell’universo, ripercorrerà la storia dell’astronomia e delle prime navicelle spaziali.

La Città della Scienza torna a giocare un ruolo di protagonista nel panorama culturale italiano, proseguendo nella sua missione di coniugare conoscenza, educazione e divertimento. Divulgatore di scienza e conoscenza, Città della Scienza è nata ufficialmente a Bagnoli (NA) nel 1996 da un accordo fra il Ministero del bilancio, Regione Campania, provincia di Napoli, comune di Napoli e fondazione IDIS, costituita già precedentemente da Vittorio Silvestrini.

Il 4 marzo 2013, nel giorno di chiusura al pubblico, Città della Scienza fu colpita da uno degli eventi che più sconvolse l’opinione pubblica, non solo napoletana, ma italiana: un immenso incendio danneggiò quattro dei sei padiglioni, provocando la perdita di quasi tutti i beni all’interno. Dopo un anno da quel terribile avvenimento, l’unica persona sottoposta a indagine fu il custode in servizio la sera dell’incendio, ma non è mai stata esclusa la matrice criminale dell’atto, visto il rapidissimo propagarsi delle fiamme contemporaneamente nei quattro capannoni.

Sorta in una città difficile, contraddittoria, come lo è appunto Bagnoli, Città della Scienza rappresenta uno spiraglio di speranza, e di un futuro migliore. Nella sua organizzazione infatti integra un museo scientifico interattivo a un’area dedicata alla formazione e alla creazione di imprenditorialità nel Mezzogiorno, con incubatori per imprese, inoltre, presenta: un planetario, un centro congressi, e un’area per mostre d’arte. Un piccolo e raro gioiello della città, insomma.

Città della Scienza sorge, come già detto, nell’incantevole scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l’era dell’acciaio e dell’Italsider, aveva visto proprio in questa struttura il primo simbolo concreto di un progetto di rinascita del quartiere. Con l’incendio è come se fossero andate bruciate anche quelle speranze. Affacciarsi sopra il capo di Posillipo, tanto prediletto da Virgilio, Cicerone, Marziale, e vedere un’area sventrata e annerita dalle fiamme fa rabbia.

Città della Scienza era e continuerà ad essere uno tra i luoghi-simbolo della speranza. La sua riapertura è sinonimo non di una resa, ma bensì di grande coraggio e amore per questa terra. Un monito per tutti noi, un’esortazione che ci spinge a renderci conto, prima fra tutti, delle meraviglie che possediamo, combattendo contro chi cerca ignobilmente di distruggerle!

Rosanna D’Alessandro per MIfacciodiCultura

 

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