L’emittente norvegese NRKBeta e il test per commentare: “hai letto davvero l’articolo?”

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L’emittente norvegese NRKBeta e il test prima di commentare: “hai letto davvero l’articolo?”

NRKBeta
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«Prima di parlare collega la bocca al cervello», «Pensa e poi parla»: non sono forse frasi che chiunque ha sentito da piccolo? Certamente nella nostra infanzia ci sarà capitato di sentirle da parte di chi si è impegnato ad educarci: maestre, genitori… Pare però che non l’hanno ripetute abbastanza. Chi oggi infatti negherebbe che, soprattutto nel mondo dei social e dei nuovi media, abbiamo un grosso problema con i commenti violenti, senza senso o volutamente fuorvianti? Una lezione utile in queste settimane su come districarci da questa jungla di commenti fuori luogo ci viene, ancora una volta, dai paesi nordici, in particolare dalla Norvegia. Si tratta di un vero e proprio quiz che chi vuole commentare deve superare riguardo alla notizia di cui si sta parlando per verificarne la comprensione.  Gli sperimentatori in questione sono i gestori del sito di NRKBeta, un’emittente radiofonica. Vengono richiesti solamente 15 secondi nei quali rapide domande verificano che l’aspirante commentatore abbia capito i contenuti dei reportage che l’emittente pubblica.

In un’intervista alla BBC, uno degli ideatori di questo sistema, Marius Arneson, ha esposto chiaramente il perché di tale filtro:

In tal modo ci possiamo liberare dai commenti inopportuni di chi magari critica o insulta senza aver letto l’articolo.

Gli esempi che si possono citare in questo senso potrebbero essere infiniti, tanto che alcune pagine Facebook si sono attrezzate per registrarne il più possibile e mettere in ridicolo i perennemente indignati o i non-lettori di notizie. È proprio questo il problema: l’informazione è sempre più trattata con superficialità, tanto che nella stragrande maggioranza dei casi, prima di commentare si legge a malapena il titolo del link. È ovvio che intavolare una discussione che abbia un minimo fondamento e scambiarsi opinioni anche opposte in un clima di dibattito, senza la lettura e la comprensione del testo di partenza, restano attività praticamente impossibili.

Un’infografica sull’analfabetismo funzionale

Per ora, il quiz è riservato solo agli approfondimenti di argomento tecnologico, ma molto probabilmente verrà usato anche per altre notizie fornite dalla radio. L’obiezione più ovvia che si potrebbe fare a questa sorta di barriera riguarda la libertà degli utenti, che in questo modo verrebbe diminuita attraverso una sorta di scrematura tra chi è degno di dire la sua e chi non lo è. Nonostante a molti queste critiche possano sembrare un po’ fuori luogo, è giusto fermarsi a chiarirle definitivamente, per dimostrarne i paradossi. Infatti, è proprio chi non ha interesse a prestare attenzione e ha comprendere il testo, quindi ad “ascoltare”, che limita la libertà altrui, costringendo un dibattito che poteva essere interessante, e che resta un’opportunità offerta dal mondo virtuale, a tornare su slogan già noti, scoraggiando l’intervento di chi magari ha qualcosa di importante da dire.

Se vogliamo poi mostrare il controsenso da un punto di vista più etico, non è banale in queste circostanze ricordare che è la conoscenza a renderci più liberi, non l’aprioristica espressione dei nostri sentimenti: perché sono proprio le sensazioni di pancia che i commentatori selvaggi esprimono continuamente.

Il quiz della NRKBeta sembra ricordarci come si sia persa la discussione logica e razionale, poiché quest’ultima continuamente si confonde con l’esigenza maniacale, in certi casi, di esprimere la nostra sfera emotiva. Fermarsi un attimo, solo 15 secondi, a riflettere prima di schiacciare i tasti, non è certo una fatica titanica per chi ci tiene a dare una sua visione sensata su un argomento. Quindi, altra cosa che a quanto pare non è affatto banale, questa idea nata in Norvegia ci rammenta anche che nessuno può essere esperto di tutto, e se appunto vogliamo essere davvero liberi certe volte è meglio fare silenzio e ascoltare chi ne sa un po’ più di noi: un’attività che è diversa dal sentire e dal percepire.

Daniele Rigamonti per MIfacciodiCultura

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