#EtinArcadiaEgo – Salvate la tana del Bianconiglio

0 874

#EtinArcadiaEgo – Salvate la tana del Bianconiglio

Il Bianconiglio
Il Bianconiglio di Carrol nella versione Disney

Esistono ancora le fiabe? C’è ancora spazio, in questo mondo, per il mistero, per l’avventura e per la bellezza di ciò che è nascosto? Dipende, di certo, da come ognuno di noi vuole vedere quello che gli sta intorno, ma alle volte i risultati sono davvero mortificanti.

Anno di grazia 2012: il fotografo Michael Scott pubblica alcune stupende fotografie di una caverna dello Shropshire, in Inghilterra. Si trova nella tenuta di una contadino ed è, probabilmente, un’antica chiesa dei Cavalieri Templari di più di settecento anni fa. Ci sono anche altre teorie a riguardo, ma la struttura interna della caverna, disegnata come una chiesa a pianta centrale con navate circolari, ricorda esattamente quella delle altre chiese templari, diverse da tutte le altre dell’epoca (di solito a croce latina o a croce greca) perché modellate sulla chiesa “di riferimento” per i cavalieri templari: la Chiesa del Santo Sepolcro, in Gerusalemme.

Il dettaglio più incredibile della caverna è l’ingresso: un vero e proprio buco nel terreno situato nella proprietà di un contadino inglese qualunque. Tant’è vero che fra gli addetti ai lavori e in tutto il mondo è nato un parallelismo piuttosto comprensibile con la tana del Bianconglio, celebre personaggio della fantasia di Lewis Carrol.

L’ingresso della caverna in cui si trova la chiesa

Purtroppo, prima di Michael Scott non era stata Alice ad entrare nella caverna. La chiesa templare, infatti, non è una scoperta del fotografo: era già venuta alla luce negli anni ’80, per merito e fortuna dello stesso contadino. Erano arrivati gli studiosi, avevano messo in sicurezza l’ambiente e si erano fregati le mani, credendo di avere fra le mani un vero “pezzo” unico.

Invece dei turisti, però, sono arrivati altri tipi di visitatori. Non si sa se le comunità druidiche neo-pagane abbiano deciso di appropriarsi del luogo per le loro cerimonie (ah, una delle teorie sul ruolo della “tana del Bianconiglio” è quella di essere stato un tempio druidico, ipotesi ritenuta poco probabile) o se qualche gruppo di ragazzi coraggiosi abbia deciso di sfidare il destino, ma a pochi anni dal primo ritrovamento i proprietari del terreno su cui si trova la “tana” sono stati costretti a chiudere il sito, per evitare il continuo viavai notturno di gente dalla loro proprietà. Nella caverna sono state ritrovate candele, cenere sparsa e sporcizia diffusa, e alcuni muri erano perfino stati imbrattati.

La caverna è letteralmente caduta nel dimenticatoio fino al 2012, quando le stupende immagini di Michael Scott hanno fatto tornare alla ribalta questo luogo pieno di misteri. Subito dopo la riscoperta, una domanda generale è stata più che legittima: e ora? Come si può gestire un ambiente così, situato in un terreno privato e inoltre costruito per accogliere poche persone. Bisognerebbe comprare il terreno, mettere sorveglianza, ma ancora peggio bisognerebbe allargare l’ingresso, distruggendo secoli di storia e mistero ma soprattutto ponendo fine alla “tana del Bianconiglio”, che di questo luogo è simbolo. Mistero da lasciare in pace o meraviglia da mostrare al mondo? Impossibile, ad oggi, prevedere il destino della chiesa-tana, ma una cosa è certa: salviamo le fiabe dalla confusione del mondo. Questa è una preghiera, un lamento, qualcosa di necessario.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.