“Kandinskij, il cavaliere errante” vi attende al MUDEC per un meraviglioso viaggio nell’arte

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Kandinskij, il cavaliere errante vi attende al MUDEC per un meraviglioso viaggio nell’arte

Kandinskij, il cavaliere errante
Vasilij Kandinskij, Il Cavaliere (San Giorgio), 1914-15, Mosca Galleria Tret’jakov

Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione è la mostra che dal 15 marzo al 9 luglio 2017 sarà in essere al MUDEC – Museo delle Culture di Milano. 49 opere dell’artista russo nel suo viaggio dalla pittura più tradizionale all’astrattismo, raccontata anche attraverso 85 pezzi, tra icone, stampe e arte decorativa: tutti i piccoli elementi della grande Russia che hanno fatto l’arte di Kandinskij. Ogni vibrazione prodotta dalla materia si riversa nell’arte del pittore, ogni piccolo input, ogni aspetto più insignificante poteva assumere un vastissimo significato: rimandi iconografici e fiabeschi sono continui, e alcuni anche affermati dallo stesso poeta.

Proprio di questi piccoli rimandi, di questi sprazzi di Russia e di tradizione popolare, sono quelli che sono stati indagati in questa mostra, grazie all’aiuto dei tanti musei di tutto il mondo.

Le opere, alcune delle quali mai giunte in Italia, arrivano dai più importanti musei russi: l’Ermitage di San Pietroburgo, la Galleria Tret’jakov, il Museo di Belle Arti A. S. Puškin e il Museo Panrusso delle Arti Decorative, delle Arti Applicate e dell’Arte Popolare di Mosca. Promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24ORE, nasce da un connubio tra privato e statale, dimostrando nuovamente come il MUDEC possa inserirsi nel palinsesto culturale milanese pur essendo un’istituzione privata.

L’arte popolare e la Russia la fanno da padrone in questa mostra che cerca di sottolineare, anche attraverso lo studio e l’utilizzo delle pagine dei diari di Kandinskij, gli elementi che hanno fatto parte del background culturale dell’artista, anche al fine di capire meglio la sua pittura che, per i più, può essere di complicato accesso.

I curatori hanno cercato di approfondire proprio il periodo che Kandinskij passò in Russia nell’ultimo Ottocento, fino al fatidico 1921 in cui si trasferì in Germania. In seguito, non tornò mai più in madre patria. In particolare, alle spalle della mostra ci sono Silvia Burini, professoressa di Storia dell’Arte Russa e direttrice del Centro Studi sulle arti della Russia CSAR Unità Ca’ Foscari Venezia, e Ada Masero, critico d’arte e giornalista.

Il viaggio è il centro della mostra: quello verso altri nidi, quello verso l’astrattismo, quello attraverso la Russia stessa e le sue tradizioni, quello dell’anima e delle sue vibrazioni attraverso lo spirito che si svolge nell’arte.

Il Cavaliere Azzurro, Vasilij Kandinskij

Questo cammino si inizia da Vologda, nella prima sala, Il viaggio “dentro il quadro”. Volgoda, che si trova a 500 km da Mosca, è la meta di una spedizione che Kandinskij volle fare in quello che allora era il Governatorato del Volga. Era il 1889, era solo e immerso nella natura selvaggia. Qui vide gli abiti coloratissimi degli abitanti Komi-Zirjani, nonché dei panni delle isbe, le stanze popolari ammantate da bellissime stampe. Abiti, tessuti, piccoli giocattoli e oggetti di tutti i giorni fanno parte di questa prima sala della mostra: ed ecco che lì, davanti a noi, nella seconda stanza ci si mostra Il cavaliere errante.

Il tema del cavaliere e del cavallo sono tipici dell’arte di Kandinskij, e molto ne ne è parlato, anche per il famoso Cavaliere azzurro del 1903. Ma cosa c’è alle spalle di questi lavori iconici della sua produzione? Il cavaliere errante mescola diversi ambiti della vita, dall’infanzia all’iconografia del San Giorgio: i piccoli cavallini, balocchi di bambini, si mescolano nella visione del pittore al santo a cavallo che, con la sua spada, uccide il drago (o il mostro). San Giorgio, che non a caso è patrono di Mosca, viene illustrato in questa sala in diverse incisioni fiabesche: draghi e cavalieri circondano, quasi abbracciano, l’opera di Kandinskij che dà nome alla mostra e che, illuminata e centrale nella sala, diventa il fulcro di tutti gli spunti che hanno condotto alla sua realizzazione.

Mosca, senza dubbio, è una madre per l’artista russo, e è dipinta in diversi quadri: colori e movimenti animano la Piazza Rossa della sua città, opera già astratta in cui però si vedono i tipici elementi dell’architettura russa, tra alti campanili e i colori tipici del crepuscolo moscovita. Affianco a Mosca, un bellissimo quadro non ancora astratto del Porto di Odessa, che mostra quanto un pittore spesso non capito e ritenuto uno scarabocchiatore, era in grado di maneggiare il colore e la tecnica artistica dipingendo un’acqua talmente reale da lasciarvi ammaliati.

L’ultima sala, Musica dell’astrazione, ha seguito un’esigenza molto sentita dal pittore, che riteneva la musica come l’arte più astratta di tutte. Accostando le note ai quadri di Kandinskij, si possono ammirare tele come Quadro con cerchio del 1910 e Tratto Nero del 1920, entrambi arrivati addirittura dalla Georgia.

Kandinskij, il cavaliere errante
Vasilij Kandinskij, Destino (Cupole), 1909, Astrakhan State Picture Gallery

Il tutto culmina in un’istallazione multimediale, una stanza sonora interattiva dove ascoltando brani di Schonbergh si possono rivivere con i movimenti del corpo proprio le opere viste precedentemente. Durante la mostra vi sono anche due altre installazioni, tutte curate e progettate da Giuseppe Barbieri, professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università Ca’ Foscari, e dagli artisti visivi di CamerAnebbia.

Musica, piccoli oggetti del quotidiano, Mosca e Volgoda: sono solo alcune delle grandi ispirazioni di Kandinskij, che lo colpiscono e lo folgorano nel momento in cui decide di cambiare la sua tecnica pittorica, rendendolo alla fine il grande padre dell’astrattismo.

Un Kandinskij inedito, potremmo dire minore, ma in realtà custode di tanti piccoli segreti che possono far capire molto di più sui suoi grandi quadri famosi: tutte le Composizioni che conosciamo arrivano esattamente da queste influenze dal folklore russo.

Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione
A cura di Silvia Burini e Ada Masoero
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
Dal 15 marzo 2017 al 9 luglio 2017

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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