“Forest of numbers”: le sfumature di numeri e colori di Emmanuelle Moureaux

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Forest of numbers: le sfumature di numeri e colori di Emmanuelle Moureaux

La foresta si sa, è un insieme di piante distribuito su una vasta superficie di terreno, come quella che ha invaso la sala espositiva del National Art Center di Tokyo, ma con qualcosa di speciale in più. Si tratta dell’installazione permanente Forest of Numbers dell’architetto francese Emmanuelle Moureaux, creata per celebrare, all’insegna della positività, il decennale del centro culturale di arte moderna nipponico. L’opera è interamente composta da sfumature di numeri e colori il cui scopo è di visualizzare gli anni futuri, dal 2017 al 2026 creando un’immobilità sospesa.
La rappresentazione della foresta è data dalla composizione di 60 mila numeri di carta variopinta, sospesi, distribuiti su 2000 metri quadrati di superficie, che creano livelli tridimensionali e dinamici grazie all’utilizzo di esattamente 100 tonalità cromatiche. I visitatori si trovano a compiere un percorso attraverso la cascata di cifre che sono poi le uniche partizioni all’interno della sala, che diventa quindi una tela inondata da colori vivaci.

L’opera appartiene alla serie 100colors: cento è il numero delle tonalità che l’architetto francese Emmanuelle Moureaux utilizza sempre nei suoi lavori, diffusi in diverse città del mondo per celebrare il decennale dello suo studio a Tokyo, aperto dal 1996 ed ora membro del Tokyo Society of Architects e del Japan Institute of Architects.
Il progetto creativo della designer è nato nel suo laboratorio, nel quale esplora la svariate possibilità di utilizzo dei colori. Per il progetto 100colorslab, per esempio, gli studenti dell’università di Arte e Design sono stati chiamati a creare 100 tavolozze colorate di un qualunque oggetto della loro vita quotidiana.

L’installazione Forest of Numbers non a caso è dunque focalizzata sullo spettro dei colori e sulle suggestioni legate dalla città di Tokyo che l’architetto Moureaux, affascinata dai tradizionali elementi spaziali che la caratterizzano, ha saputo cogliere e reinterpretare.

Quando sono arrivata a Tokyo, ero completamente affascinata dai colori che incontravo lungo le strade. In quel momento, la mia mente ha deciso di trasferirsi in Giappone. Il numero enorme di insegne luminose dei negozi, di cavi elettrici volanti e il cielo blu incorniciato da diversi volumi degli edifici, ha creato tre strati dimensionali della città. Queste esperienze indelebili di colori e strati di Tokyo sono stati l’ispirazione e l’essenza del mio concetto di design di “shikiri”, che significa dividere lo spazio (la creazione) con colori.

Emmanuelle Moureaux

I colori. dunque, in questa installazione diventano strumenti per scuotere gli animi e stimolare emozioni. Il visitatore non si soffermerà infatti solo sulla percezione visiva delle varie tonalità, ma entrerà in contatto con esse attraverso i suoi sensi. Lo straripante effetto delle differenti cromie nello spazio mostrerà come esse non siano solo pareti divisorie ma rappresentazione degli strati emozionali umani.

La possibilità di fotografare l’installazione ne ha generato un grosso successo sui social network quindi un numero considerevole di visitatori, mossi dalla curiosità, dall’interesse o dalla voglia di cercare la propria tonalità preferita, quella più rappresentativa.
I colori influenzano lo stato mentale, le azioni, le decisioni e l’umore, tendono, cioè, a suscitare sull’essere umano un grosso impatto emotivo: proprio quello che Emmanuelle Moureaux vuole evocare nello spettatore delle sue creazioni.

Azzurra Carucci per MIfacciodiCultura

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