La tormentata Diane Arbus, fotografa dei “freak”

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La tormentata Diane Arbus, fotografa dei “freak”

winogrand-diane-arbus-love-in-central-park-new-yorkIl 14 marzo ricorre l’anniversario della nascita di una delle fotografe più discusse del XX secolo: Diane Arbus (vero nome Diane Nemerov: New York, 14 marzo 1923 – Greenwich Village, 26 luglio 1971).

Parlare di lei non è semplice, è come voler racchiudere in poche parole genio, originalità, sregolatezza, passione. Nata nel 1923 da una ricca famiglia di ebrei newyorchesi, crebbe in un ambiente fertile e favorevole allo sviluppo della sua indole artistica: suo padre, pur dirigendo un grande magazzino, fu un pittore dal discreto successo commerciale, suo fratello Howard divenne uno dei maggiori poeti americani mentre sua sorella minore Renée una scultrice.

Fin da piccola si appassiona alla fotografia e grazie all’incontro con suo marito Allan, sposato a soli diciannove anni, comincia a muovere i primi passi nell’ambito della fotografia professionale. Aiutata da studi in materia e da un’ottima insegnante come Lisette Model, la Arbus abbandona ogni timidezza e reticenza e si lancia a capofitto nella sua attività.

diane-arbus-3Con il marito firma servizi fotografici di successo per le riviste Glamour, Vogue e Seventeen, e una loro foto è addirittura scelta per la celeberrima mostra di Edward Steichen The Family Man al MoMA di New York.

Per divergenze personali, la Arbus e il marito si separano e la fotografa inizia a caratterizzarsi per uno stile tutto suo, molto particolare e facilmente riconoscibile. Ama infatti fotografare persone strane, deformi, nane, personaggi da circo, al limite dello spaventoso. Li segue, li incontra, si appassiona alle loro storie diventandone amica. Personaggi che più e più volte ritroveremo nella sua immensa produzione fotografica.

Proprio per l’eccentricità dei suoi soggetti, fatica spesso a farsi esporre nelle gallerie: la gente si scandalizza per le sue foto che ritraggono persone con handicap, bordelli sadomaso, transgender. A volte si arriva anche all’indignazione, tanto che i giornali che osano pubblicare i suoi servizi fotografici vedono diminuire le vendite. Le viene affibbiata l’etichetta di “fotografa dei mostri“.

hand grenadeMa Diane va avanti per la sua strada e le collaborazioni con le grandi riviste continuano, Harper’s Bazaar e Esquire pubblicano i suoi lavori che riscuotono successo su larga scala e le permettono di lavorare con il famosissimo fotografo di moda Richard Avedon. Riesce addirittura ad ottenere una pubblicazione dal MoMA e una borsa di studio dal Guggenheim. Viaggia molto, arriva anche in Giamaica per un servizio di moda per bambini commissionato dal New York Times.

Ma i soggetti che predilige resteranno sempre le persone particolari che incontra per strada, prediligendo i personaggi che frequentano l’Hubert’s Museum, luogo di intrattenimento per le classi operaie, dove si esibiscono mangiatori di spade, maghi, nani e ballerine, fenomeni da baraccone. Famosi resteranno il nano messicano Cha Cha Cha e Miss Stormè de Larverie, una donna che ama vestire da uomo. In questo luoghi la Arbus ci tornerà spesso, tanto che di lei si dice «she come to them», è lei che va da loro.
Tra le sue foto più famose, ricordiamo Il bambino con granata, Il gigante ebreo a casa con la sua famiglia e Le gemelle identiche. Proprio prendendo spunto da quest’ultima fotografia, il regista, nonché amico della Arbus, Stanley Kubrik riuscirà a creare un momento cult in uno dei suoi maggior film di successo, Shining.

diane_arbus_tribute_2_by_terriberriA soli 48 anni decide di porre fine alla sua vita, dopo aver lottato contro la depressione che la affligge da anni. La consuetudine di immedesimarsi nei suoi personaggi la spinge negli ultimi anni a frequentare manicomi e case di cura, e forse, per una personalità ormai fragile, tutto ciò divenne insopportabile.

Come spesso accade, solo dopo la sua morte ne fu riconosciuta la bravura e il genio. Una delle più grandi mostre a lei dedicata è stata la Diane Arbus Revelations del 2004, composta da decine di foto inedite, pubblicate poi in un libro-raccolta dall’omonimo titolo. Anche il cinema si è interessato alla sua storia, con il film Fur – Un ritratto immaginario di Diane Arbus con Nicole Kidman.

Nel mondo della fotografia Diane Arbus resta uno dei più importanti esempi della corrente Realista. Il suo mondo fra luce e ombra è proiettato costantemente nelle sue foto. Un dualismo tra patinato e mondo oscuro che non la abbandonerà mai per tutta la vita.

Take pictures of what you fear.

Diane Arbus

Fabiana Lisita per MIfacciodiCultura

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