A Città di Castello inaugurato il terzo museo dedicato ad Alberto Burri

Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri

È stata inaugurata ieri, nel giorno del suo anniversario di nascita, una nuova ala museale della Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri di Città di Castello. Con questa nuova apertura di conclude il “lungo anno” di iniziative legate al centenario dalla nascita di Alberto Burri (Città di Castello, 12 marzo 1915 – Nizza, 13 febbraio 1995).

Questo incredibile polo museale dedicato al principale esponente dell’Arte Povera, collocato nella sua città natale, si arricchisce quindi di uno spazio di oltre 4000 metri quadrati raggiungendo i complessivi undicimila, un tempo occupati dai Seccatoi del Tabacco, che ospiterà l’opera grafica.

Con questa inaugurazione non solo questo diviene il Museo d’Artista più grande del mondo, ma va anche a completarsi l’area espositiva della Fondazione, che quindi può iniziare un nuovo ciclo di esposizione e iniziative dedicate ad Alberto Burri, che in persona studiò l’allestimento della sua produzione grafica, ovvero dei Grandi Cicli.

Alberto Burri, Sestante 14, 1989, Serigrafia

Ma perché dedicare un’intera sezione all’opera grafica di Burri? È stata così fondamentale? L’ha spiegato il direttore della Fondazione Bruno Corà:

Nel caso di Burri, parlare di grafica non significa parlare di una produzione minore rispetto ai dipinti, ma soltanto di una modalità artistica diversa e parallela, nella concezione e nell’esecuzione, tale insomma da potersi annoverare con assoluto rilievo nella produzione del grande pittore, a fianco di tutti gli altri suoi rivoluzionari pronunciamenti innovativi. Anche nella grafica, Burri ha cercato di superare sfide tecniche e di spingere i confini sia degli strumenti che dei materiali utilizzati. Con esiti di interesse straordinario, come le opere esposte confermano.

L’artista umbro si dedicò alla grafica per oltre 40 anni e fino a poco prima di morire. Sperimentò e si aggiornò, rimanendo sempre coerente con la sua idea di arte, proseguendo instancabile la sua ricerca sui materiali grezzi, i colori e le sovrapposizioni. Le serie grafiche da lui realizzate e che saranno in mostra sono Cretti (1971), Multiplex (1981), Mixoblack (1988), Oro e Nero (1993) e Monotex (1994). Nonostante l’evoluzione tecnica e artistica, si nota un filo conduttore formale che ci permette di comprendere l’artista nel suo incessante creare.
A riprova dell’importanza del suo lavoro grafico, nel 1973 Alberto Burri ricevette dall’Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Grafica, per la purezza espressiva e la coerenza stilistica,

Ora che le opere di grafica sono riunite in un’unica ala del polo museale, le sale lasciate vuote che prima ne accoglievano una parte ora saranno destinate ai bozzetti della serie Grandi Cicli oltre che ai plastici ed ai modelli preparatori.

Questa nuova apertura è un’importante avvenimento per la cultura italiana, poiché rende giustizia ad uno dei più geniale esponenti dell’arte mondiale del XX secolo ed allo stesso tempo ha dato vita ad un polo museale di rilevante importanza per grandezza e completezza. Inoltre è un input consistente per il turismo, poiché aggiunge un’importante attrattiva al già florido insieme di beni ed iniziative culturali della Regione Umbria.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on marzo 13th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Visual & Performing ARTs

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