“Storie della buonanotte per bambine ribelli”: insegnare il coraggio alle bambine (e ai bambini)

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Storie della buonanotte per bambine ribelli: insegnare il coraggio alle bambine (e ai bambini)

È uscito in Italia il 28 febbraio Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo, edito da Mondadori. Il libro, già uscito in diversi Paesi, ha già riscosso un enorme successo divenendo un caso editoriale non solo per il contenuto, ma soprattutto per essere il libro inedito più finanziato nella storia del crowdfunding: sono stati raccolti più di un milione di dollari sulla piattaforma Kickstarter per la sua pubblicazione.
Le autrici vivono entrambe a San Francisco ed hanno fondato la Timbuktu Labs, un laboratorio di innovazione dei media per l’infanzia. La Timbuktu vanta due milioni di utenti in oltre settanta Paesi, dodici applicazioni mobili app e sette libri.

Il libro racconta cento storie di donne straordinarie sia del passato che contemporanee: viene raccontata in maniera molto sintetica la loro biografia accompagnata da bellissime illustrazioni e da una massima famosa di ciascun personaggio. Hanno collaborato per le illustrazioni sessanta artiste provenienti da ogni parte del mondo.

Le donne che vengono raccontate in Storie della buonanotte per bambine ribelli  sono eccezionali per i più svariati motivi: si va dalla modella Alek Wek alla tennista Serena Williams, dalla scienziata Rita Levi Montalcini alla ciclista Alfonsina Strada, oltre ovviamente alle immancabili icone Frida Kahlo, Coco Chanel, Maria Callas. Queste donne sono state inserite nel libro perché ognuna di loro nel proprio campo ha dimostrato di potercela fare e realizzarsi, nonostante le menomazioni fisiche, le discriminazioni razziali, la povertà e l’essere donna in primis.

L’idea delle autrici è quella di abituare le bambine a credere in loro stesse da piccole, mostrando loro modelli femminili ai quali ispirarsi: purtroppo, le figure femminili di rilievo sono ancora penalizzate anche dal sistema scolastico, infatti l’insegnamento per quanto riguarda tutte le materie si concentra principalmente su personaggi maschili come Galileo Galilei, Napoleone  Bonaparte, Leonardo ecc, lasciando pochissimo spazio alle donne.

Qualcuno forse è stato così fortunato da apprendere le biografie delle signore contenute in questo volume o per diletto personale o grazie a qualche docente particolarmente capace che si è preso qualche licenza sul programma scolastico canonico, ma è davvero un caso eccezionale.

Chi di voi conosce la storia della partigiana Claudia Ruggerini?  Dell’imperatrice giapponese Jingu? Della matematica Ada Lovelace? Queste sono solo alcune delle donne raccontate in Storie della buonanotte per bambine ribelli: sfogliando le pagine di questo libro si prende davvero coscienza di quante storie meravigliose sono ancora tuttora sconosciute.

Questo libro permette alle bambine, ma anche ai bambini, di scoprire insieme all’adulto che legge il libro insieme a loro che sono esistite ed esistono donne fuori dal comune che non si sono fatte scoraggiare dalle discriminazioni legate al genere o all’etnia.

Particolarmente interessante è  la storia di Coy Mathis, raccontata con una tenerezza struggente ed un linguaggio appropriato a chi legge: è la storia vera di un bambino che si sente bambina e che ottiene dal giudice la possibilità di poter usufruire dei bagni femminili. È importante che i bambini vengano a contatto con queste storie da piccoli: il comprendere, il sapere che ci sono bambine come Coy, potrebbe prevenire atti di bullismo e favorire maggior naturalezza nell’accettarsi e nell’accettare il prossimo.

Alla fine del libro di Storie della buonanotte per bambine ribelli la proprietaria del libro può scrivere la sua storia e fare il suo ritratto come per le protagoniste del  volume: è un modo per avvicinare la bimba a queste grandi personalità e quindi farla sentire in grado di poter diventare una donna straordinaria.

Il libro è dedicato «alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate:  avete ragione voi».

 

Chiara Napoli per MIfacciodiCultura

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