Lo spettro dell’AIDS dagli anni ’80 a oggi: uno sguardo sulla malattia tra cinema e società

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Lo spettro dell’AIDS dagli anni ’80 a oggi: uno sguardo sulla malattia tra cinema e società

AIDS
Les Démons

Rispetto a qualche anno fa, oggi l’AIDS non è più al centro dell’attenzione dei media. Per questo motivo molte persone, sopratutto di giovane età, ignorano l’esistenza del virus dell’HIV e non ricorrono alle misure adatte per prevenirlo. È dunque necessario avviare un nuovo processo di sensibilizzazione e di informazione che abbia come scopo principale quello di evitare la diffusione di pregiudizi e false notizie nei confronti dell’AIDS, com’era invece frequente a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90.

A tal proposito, il regista quebecchese Philippe Lesage ha cercato di catturare nel suo film Les Démons molte delle paranoie che circolavano durante gli anni ’80.

Presentato a Milano durante le Giornate del cinema quebecchese in Italia, al centro della sua narrazione troviamo la crescita del piccolo Félix e il suo rapporto con la sessualità. Lesage ha costruito il personaggio di Félix prendendo spunto dalle sue esperienze personali e in particolare dalla sua paura di contrarre l’AIDS, veicolata proprio dalle false informazioni che circolavano durante quegli anni. In un’intervista, il regista ricorda infatti che per un periodo aveva sofferto di un vero e proprio crollo psicologico, convinto di aver contratto la malattia.

AIDS
Philadelphia

Le problematiche che la diffusione dell’AIDS ha portato con sé hanno avuto un impatto enorme sulla società. Molte persone hanno subito discriminazioni, anche sul luogo di lavoro.

Un film che si è soffermato su questo argomento è stato Philadelphia. Diretto da Jonathan Demme nel 1994, si ispira ai fatti realmente accaduti agli avvocati Geoffrey Bowers e Clarence B. Cain per mostrare proprio un caso di discriminazione sul lavoro legato all’AIDS. Il protagonista Andrew Beckett, interpretato da Tom Hanks, viene infatti licenziato perché omosessuale e malato. Atteggiamenti di questo tipo, guidati da false credenze e ignoranza, erano all’ordine del giorno durante gli anni ’90.

Presentando il tormento del suo protagonista, sia personale nella sua lotta con la malattia sia nella causa contro i suoi ex datori di lavoro, Demme fornisce una rappresentazione dell’AIDS realistica e in linea con le tensioni e i problemi dell’epoca. Le condizioni di Beckett si aggravano progressivamente ma allo stesso tempo le sue convinzioni e il suo animo si rinsaldano. La forza nell’affrontare il suo declino fisico diventa così un’immagine potente che colpisce lo spettatore nel profondo.

AIDS
Dallas Buyers Club

Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée, ambientato nel Texas di fine anni ’80, affronta la stessa tematica di Philadelphia ma da un punto di vista differente. Ron Woodroof, un operaio violento e omofobo, modifica gradualmente il suo carattere nel suo rapporto con la malattia. Mostrando il mutamento sensibile della personalità di Ron, Vallée presenta un ritratto realistico delle oppressioni che i malati di AIDS hanno subito per lungo tempo. Grazie a film di questo tipo, il cinema assume la funzione di vero e proprio commento sociale.

Al giorno d’oggi diversi problemi continuano a permanere. Se da un lato il clima di paranoia e discriminazione tanto diffuso in passato non è più presente, dall’altro lato molti problemi rimangono. L’UNICEF ad esempio ha avviato diversi programmi di prevenzione dell’AIDS ma la sua diffusione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, rimane alta. Dobbiamo chiederci cosa possiamo fare attivamente per aumentare la consapevolezza attorno a questa sindrome e alle sue modalità di trasmissione.

La produzione culturale può essere un aiuto: i film di Demme, Vallée e Lesage qui citati sono esempi concreti di produzioni che mirano a sensibilizzare attivamente sull’argomento. Il film di Demme è riuscito negli anni ’90 a costruire attorno a sé una eco mediatica tale da riuscire a raggiungere molte persone e a cambiare molte delle convinzioni errate allora diffuse. I film di Philippe Lesage e Jean-Marc Vallée richiamano un passato non tanto lontano le cui problematiche risultano ancora attuali: opere di questo tipo possono diventare così fonte di nuove sensibilità.

https://www.youtube.com/watch?v=1OqLoR4KTgQ

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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