Una nuova scoperta rivela il passato letterario di Walt Whitman

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Una nuova scoperta rivela il passato letterario di Walt Whitman

«O Capitano! Mio capitano!» Quanti hanno immediatamente ricollegato queste parole allo splendido film del 1989 L’attimo fuggente, che vede Robin Williams nei panni di un insegnante illuminato e fuori dagli schemi? Eppure la celeberrima citazione non nasce direttamente dalla fortunata pellicola cinematografica, bensì fa parte di un componimento del grande poeta americano Walt Whitman (West Hills, 31 maggio 1819 – Camden, 26 marzo 1892).

Nell’ultimo periodo si è tornato a parlare di lui non solo per le sue poesie, ma anche per una scoperta molto interessante fatta dal ricercatore Zachary Turpin. Seguendo vari indizi apparsi su giornali dell’epoca, Turpin ha ritrovato tra le pagine di un domenicale di New York, il Sunday Dispatch, un romanzo di appendice pubblicato nel 1852, ben 165 anni fa, in maniera anonima proprio da Walt Whitman. Vita e avventure di Jack Engle è ambientato a Manhattan e narra la storia di un orfano, di un avvocato corrotto, di una ragazzina indifesa e ingannata e racconta le vicissitudini che legano i vari personaggi tra loro. Personaggi e vicende ricordano le avventure di Oliver Twist e con esse un’ambientazione di dickensiana memoria tra ingiustizie, soprusi e denunce sociali.

La scoperta appare molto stimolante per gli studiosi dal momento che getta una più chiara luce su un passato letterario prosastico di un autore che, fino a questo momento, era conosciuto per la sua maggiore dedizione alla poesia. Ed Folsom, direttore della Walt Whitman Quarterly Review, che ha pubblicato online il romanzo, ha sottolineato come questo ritrovamento cambi l’idea e la conoscenza riguardo gli inizi della carriera di Whitman. In modo particolare, il libro mostra come l’autore abbia sperimentato diversi generi prima di capire la via a lui più confacente per esprimere le sue idee e la sua personalità: si trovano in nuce  già alcune tematiche che caratterizzano il suo percorso poetico e che esprimono il suo pensiero. Esse, però, troveranno terreno fertile e possibilità di totale espressione solo nella poesia.

A pochi anni dopo risale, infatti, la pubblicazione dell’opera più importante del poeta, Foglie d’erba: un lavoro complesso che inizialmente non ebbe molto successo, ma che poi si articolò sempre di più fino ad arrivare alla nona edizione e a contare un corpus di circa 500 poesie. Le ragioni per cui le poesie non furono immediatamente accolte positivamente sono da ricollegarsi agli argomenti trattati: Whitman parla di esperienze umane, di avventure, di sessualità, di centralità dell’individuo avvicinandosi al pensiero trascendentalista di Ralph Waldo Emerson il quale vede l’uomo al centro di tutto, e non più Dio, e  incoraggia un certo individualismo. Tutto ciò si contrapponeva alla concezione puritana della vita che dominava la tradizione letteraria americana nonché il pensiero comune.

I componimenti di Foglie d’Erba sono degli inni dedicati alla libertà individuale, alla natura, all’iniziativa, alla solidarietà umana, al senso di giustizia, alla democrazia e all’amore: le poesie sono cariche di metafore sessuali e omoerotiche, cosa che non fu accettata con benevolenza dalla società americana dell’epoca.

Walt Whitman

L’innovazione rappresentata da Walt Whitman emerge anche dallo stile utilizzato: non più rime perfette, ma versi liberi, dove non esiste ordine metrico e dove il verso diventa spazio per dare voce all’estro creativo del poeta. La sua poesia rompe gli schemi del Romanticismo, utilizza uno stile più prosaico e crea le premesse per la nascita di una poesia tipicamente americana.

Io canto l’individuo, la singola persona. Al tempo stesso canto la Democrazia, la massa. L’organismo da capo a piedi canto. […] Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza […] Canto l’Uomo Moderno.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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