Migranti: non si fermano i morti, ma scende l’afflusso. Una panoramica europea del problema

0 1.028

Migranti: non si fermano i morti, ma scende l’afflusso. Una panoramica europea del problema

Juncker

Non si ferma il flusso migratorio che vede protagoniste le coste del Mediterraneo europeo, in particolare quelle di Italia, Spagna e Grecia. Secondo lo studio dell’Oim, Organizzazione internazionale dei migranti, dall’inizio dell’anno sono morti 485 migranti, 60 vittime in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Al 26 febbraio sono state 16.775 le persone che sono sbarcate sulle coste europee, delle quali 13.457 in Italia, quindi circa l’80% degli sbarchi. C’è però da registrare un dato significativo: nei primi 57 giorni del 2016 erano stati registrati 124.986 sbarchi.

Per quanto riguarda le vittime, rivela l’ente, delle 485, 440 sarebbero scomparse nel tratto Libia-Italia, un incremento del 400% rispetto alle 97 morti dell’anno scorso.

Questi i dati numerici. Per quanto riguarda le azioni dei governi e delle istituzioni, questo 2017 sembra essere cominciato in maniera positiva. Il 2 febbraio, infatti, il governo Gentiloni ha stretto un accordo con la Libia, sulla questione migranti. L’accordo firmato si inserisce all’interno del Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione italo-libico firmato, ai tempi di Muammar Gheddafi, nel 2008.  In sostanza l’Italia provvederà al «sostegno e finanziamento a programmi di crescita nelle regioni colpite in vari settori economici e infrastrutturali», fornendo «supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta all’immigrazione clandestina e che sono rappresentati dalla guardia di frontiera e dalla guardia costiera [libica]», oltreché alla fornitura medica, all’adeguamento e potenziamento  dei centri di accoglienza attivi e alla formazione del personale libico.

Segnali anche dall’Ue che, nel nuovo Piano d’azione, prevede di  «aumentare il sostegno finanziario agli Stati membri con 200 milioni di euro nel 2017 destinati alle attività nazionali in materia di rimpatrio, nonché a specifiche attività comuni europee di rimpatrio e reintegrazione».

I rimpatri previsti dall’Unione europea  ammontano a circa un milione: « nel 2015 i migranti irregolari che hanno ricevuto l’espulsione sono stati 533.395, mentre nel 2014 470.080. Con circa 2,6 milioni di richieste d’asilo presentate nel 2015-2016, e visto che nei primi tre trimestri del 2016 hanno ottenuto l’asilo solo il 57%, gli Stati potrebbero dover rimpatriare oltre un milione di persone». C’è bisogno, secondo Avramopoulos (Commissario europeo alla migrazione) di velocizzare i rimpatri, così da scoraggiare i tentativi di migrazione. Inoltre, spiega la Commissione europea, c’è bisogno che gli Stati membri aumentino i rispettivi ricollocamenti, altrimenti vi saranno delle sanzioni: «Grecia e Italia hanno fatto sforzi importanti per rendere possibili i ricollocamenti: ora tocca agli altri Stati far fronte ai propri obblighi». Così scrive il presidente della Commissione europea al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Migranti: non si fermano i morti, ma scende l'afflusso. Una panoramica europea del problema
Il muro in Ungheria

Per chi non lo sapesse, i centri per l’immigrazione, in Italia, sono di diversi tipi. Centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa) dove i migranti arrivano, sono fotografati e schedati e ricevono le prime cure. Da qui vengono smistati in base alle loro richieste. I centri di accoglienza (Cda) e i centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara)  garantiscono prima accoglienza mentre si attendono le pratiche burocratiche di identificazione e accertamento. Se lo straniero è irregolare e richiede asilo viene mandato ai Cara. I centri di identificazione ed espulsione (Cie) che non sono considerati idonei per l’asilo politico vengono mandati ai Cie per non disperdersi nel territorio essendo soggetti al respingimento e rimpatrio.

Nel frattempo in Ungheria, si sta erigendo un muro hi-tech, al confine con la Serbia, dotato di telecamere notturne e sensori di calore e movimento per monitorare costantemente la situazione. Questo secondo muro si andrà ad aggiungere alla prima barriera, costruita nel 2015 e lunga 175km.

Inoltre, in Gran Bretagna, è stata accordata dalla Camera dei Lord la cittadinanza ai 3,3 milioni di cittadini europei residenti nel Regno Unito, emendamento contenuto nella votazione avvenuta per l’approvazione della attivazione dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona che prevede «un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall’Unione europea» . Ora la palla passa in mano alla Camera dei Comuni.

È indispensabile e inevitabile una politica corale, unitaria e unita, lungimirante, che metta da parte gli egoismi nazionali. Altrimenti, i migranti saremo anche noi cittadini Ue e non solo coloro che affollano, e periscono, alla ricerca di una speranza, le coste del Mediterraneo europeo.

Edoardo Poli per MIfacciodiCultura

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.