La fotografia nel rock, un’alchimia fra musica ed arte visiva

La fotografia nel rock, un’alchimia fra musica ed arte visiva
LONDON CALLING – THE CLASH

Dimenticati in qualche cassetto, impolverati, sbiaditi o segnati dal tempo: quanti dischi vivono in queste condizioni? Oggetti che hanno il delicatissimo compito di riprodurre emozioni. Quello che ruota attorno ad un disco però non è soltanto il risultato finale. Sono molteplici le cose a renderlo unico: l’artista che lo ha prodotto, il periodo storico e soprattutto la fotografia della sua copertina. Le copertine nei cari vecchi LP non sono soltanto delle immagini inserite per riempire un vuoto. La fotografia o la grafica di una copertina è a tutti gli effetti parte del disco. Può emarginarsi dall’artista e dar vita a simboli generazionali entrando nell’immaginario collettivo. Gli scatti passati alla storia, diventando delle vere e proprie icone sono moltissimi: eccone alcuni dei più celebri, in cui le fotografie della storia del rock  si emancipano dal disco, creando un’ulteriore forma d’arte.

LONDON CALLING – THE CLASH

Nel settembre del ’79, i Clash volarono in America per intraprendere un tour di sette settimane, per un totale di 23 date. Questo storico tour fu seguito ed immortalato dalla fotografa della rivista britannica NME, Pennie Smith. Racchiuse tutti i suoi scatti nel libro fotografico The Clash: Before an after.

Dopo aver girato gran parte degli Stati Uniti, i Clash approdarono a New York, dove avevano in programma due concerti al Palladium. Il primo rimane nella memoria solo degli spettatori, il secondo, grazie agli scatti di Pennie Smith è diventata una serata epica, famosa in tutto il mondo.

La fotografia nel rock, un’alchimia fra musica ed arte visiva
NEVERMIND – NIRVANA

A rendere la loro seconda esibizione unica fu uno scatto che Pennie fece a Paul Simonon, quando nell’ultimo bis, White riot, distrusse il suo basso, un Fender Precision. Pennie era sul palco, Paul a pochi metri da lei; la fotografa utilizzò un grandangolo che faceva apparire il bassista molto più lontano e immortalò il momento, scattando quella che è ritenuta la fotografia più rock di tutti i tempi. 

Paul giustificò il suo gesto dicendo che al Palladium non c’era un bel clima. Pubblico distante, assente e poco coinvolto, tutto l’opposto di quanto accadeva nei loro concerti, in cui il pubblico era a ridosso del palco al punto da poter toccare i musicisti. Paul dunque era frustrato e così come sfogo impugnò il basso e lo scaraventò al suolo. Durante l’urto ruppe il suo orologio che regalò a Pennie, fermo alle 9.50.

La fotografa si oppose alla scelta della foto perché la riteneva sfocata, in realtà fu una scelta azzeccatissima. London Calling è ancora oggi una delle pietre miliari del rock e la storica fotografia di Pennie Smith un simbolo di quegli anni.

ABBEY ROAD – THE BEATLES  (in copertina)

Scattata l’8 agosto del 1969 a Londra, davanti gli studi di Abbey Road, dal fotografo Ian McMillan. Foto sobria, senza titolo o descrizione, in cui i Beatles attraversano le strisce pedonali della via vicino gli studi. Fu scelto il quinto di sei scatti dal fotografo, perché i componenti della band era perfettamente allineati e andavano via dalla sala di registrazione, simbolo quindi della fine dei Beatles e del movimento culturale che avevano creato. Attorno a questa foto inoltre c’è una leggenda che parla della morte di Paul McCartney, mistero ancora irrisolto che meriterebbe pagine e pagine di riflessioni.

NEVERMIND – NIRVANA

La fotografia nel rock, un’alchimia fra musica ed arte visiva
ALADDIN SANE – DAVID BOWIE

La foto immortala un bambino di quattro mesi, Spencer Elden, fotografato in una piscina di Pasadena, California, dal fotografo Kirk Weddle. L’idea venne direttamente a  Kurt Cobain,  incuriosito da un documentario su un parto in acqua, il dollaro che il bambino insegue fu aggiunto dopo. Durante la produzione per paura della censura venne preparata un’altra copertina dove veniva coperto il pene del bambino. Cobain si oppose duramente, considerando dei pedofili repressi quelli che si scandalizzano per una foto del genere. Nevermind schizzò in testa alle classifiche, non solo per la musica e i testi ben scritti da Cobain ma anche per quella copertina provocatoria e decisamente fuori dagli schemi.

ALADDIN SANE – DAVID BOWIE

È lo scatto più celebre del Duca Bianco, per certi aspetti simbolo della Pop art, con richiami vistosi a questa corrente non solo per la scelta dei colori ma anche per la posa utilizzata da David Bowie.  Scattata dal fotografo ufficiale di Bowie dal 1972 al 1980, Brian Duffy, che ha immortalato l’artista camaleontico per ben cinque sessioni fotografiche. In questo scatto Bowie veste i panni di Ziggy Sturdast, l’uomo caduto da Marte. Questa foto, specialmente dopo la morte di Bowie ha assunto un’importanza notevole. Sono tante le mostre dedicate all’artista in cui sono presenti i suoi costumi, le copertine dei suoi dischi o storiche fotografie. Alla Gallery Vassie di Amsterdam è possibile ammirare la mostra fotografica intitolata A Lad Insane che omaggia la Gioconda del Pop.

Scattata dal fotografo Joel Brodsky, sotto esplicita richiesta di Jim Morrison. Il cantante non voleva nessun componente della band in copertina perché odiava lo show business. La gente doveva apprezzare la musica per la sua qualità e non per quelli che la suonavano. La foto immortala personaggi grotteschi, quasi felliniani in una via di Manhattan.

WAR – U2

Nel terzo disco della leggendaria band irlandese è presente un bambino di nove anni, Peter Rowen. Era il fratello minore di un amico di Bono Vox che ricevette soltanto una scatola di Mars come compenso per il servizio fotografico. La foto è di forte impatto e racchiude tutta l’essenza del disco, in particolare del singolo Sunday bloody Sunday, canzone contro la guerra civile irlandese.

La fotografia nel rock, un’alchimia fra musica ed arte visiva
RAMONES – RAMONES

TRANSFORMER – LOU REED

Scattata dall’uomo conosciuto come colui che immortalò gli anni Settanta, Mick Rock. Questa foto fece di Lou Reed il simbolo della trasgressione e della vita sregolata, facendolo diventare il Frankenstein del rock.  L’immagine presente sul retro della copertina venne censurata in Italia. La posa artistica di Ernst Thormahlen, giovane ragazzo ritratto in jeans, maglietta bianca e cappello da biker, non fu accettata. Nulla di eclatante, a parte i pantaloni attillati che mostravano una vistosa erezione.

RAMONES – RAMONES

Leggendario scatto dei fratelli nel loro classico abbigliamento rock e ribelle. La foto fu scattata da Roberta Bayley fuori dal CBGB’s, storico locale di Manhattan. La fotografia della band è passata alla storia e ancora oggi oltre alla musica i Ramones sono ricordati per il loro atteggiamento privo di regole e tipicamente rock anni Settanta. Questo scatto è presente su migliaia di poster, riviste rock e gadget, diventando dunque quasi uno stile di vita, a prescindere dalla conoscenza (non giustificata) dei Ramones.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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By on marzo 12th, 2017 in Articoli Recenti, MUSIC

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