65 milioni di dollari: ecco il valore d’asta delle autobiografie di Barack Obama e Michelle

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65 milioni di dollari: ecco il valore d’asta delle autobiografie di Barack Obama e Michelle

65 milioni di dollari: ecco il valore d'asta delle autobiografie di Barack Obama e Michelle
Obama e il Nobel per la Pace

Obama non è più il Presidente degli Stati Uniti ma riesce ancora ad avere i riflettori puntati su di sé. Sono in arrivo le autobiografie di Barack Obama e Michelle sugli 8 anni trascorsi alla Casa Bianca ed è subito scattata la corsa tra le maggiori case editrici per accaparrarsi i diritti d’autore. Infatti, secondo il Financial Times, l’asta per i diritti globali delle autobiografie di Barack Obama e Michelle ha raggiunto la cifra da capogiro di 65 milioni di dollari. Alla fine ha vinto la Penguin Random House, che aveva già pubblicato i precendenti tre libri di Obama: tuttavia, non si conosce ancora la cifra finale. Oltretutto la Penguin, in base all’accordo, dovrà donare un milione di libri ai bambini in difficoltà dell’associazione no profit First Book.

Obama nella sua autobiografia si ispirerà ancora una volta al saggio Profiles in Courage di John Fitzgerald Kennedy, grazie al quale quest’ultimo ottenne un premio Pulitzer nel 1957. L’autobiografia poi sarà probabilmente molto dettagliata e precisa dato che l’ex presidente era solito scrivere un diario per tenere annotati i particolari del suo mandato. Sicuramente molta sarà la curiosità del pubblico nel conoscere la storia di Obama, raccontanta dal suo punto di vista, trattandosi di un personaggio che ha decisamente cambiato l’immagine degli Stati Uniti.

65 milioni di dollari: ecco il valore d'asta delle autobiografie di Barack Obama e Michelle
Obama e Bebe Vio

Innanzitutto la sua elezione ha generato parecchio rumore poichè è stato il primo afroamericano ad aver ricoperto la carica di Presidente degli Stati Uniti battendo nel 2008 il senatore repubblicano John McCain. Dopo 88 anni è il primo presidente degli USA ad essersi recato in visita a Cuba – l’ultimo presidente fu Calvin Coolidge nel 1928 – per riaprire un dialogo con l’Havana. É riuscito oltretutto nell’impresa di eliminare nel 2011 il pericolo numero uno degli Stati Uniti: Osama Bin Laden. L’avvenimento è rimasto impresso nella foto scattata da Peter J. Souza che ritrae Obama, Hillary Clinton allora segretario di stato e Joe Biden, vice presidente, seduti nella Situation Room in trepida attesa degli sviluppi della situazione.

Nel 2009 Barack Obama ha inoltre ricevuto il Premio Nobel per la pace (molto contestato) per «i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e a cooperazione tra i popoli».

Obama verrà ricordato sicuramente anche per un aspetto meno ufficiale della sua figura, ovvero la passione per i selfie, atteggiamento che se ne infischia del protocollo: per esempio si è scattato una foto con Bebe Vio durante una cena alla Casa Bianca e con l’attrice comica Ellen DeGeneres durante il suo show. Non per niente Obama è stato il primo social media president americano grazie alla sua attività su tutte le piattaforme social e sul sito ufficiale della Casa Bianca. Non bisogna poi dimenticare la sua naturalezza davanti a fotografi e telecamere che non è una caratteristica propria di tutti i politici.

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La campagna francese per l’elezione di Obama

Obama è una figura talmente interessante che colpisce anche le persone al di fuori dell’America. Addirittura in Francia alcuni cittadini hanno lanciato per scherzo una petizione online per proporre Barack Obama come candidato per la presidenza della Repubblica. L’iniziativa si è poi estesa fisicamente in città dove sono stati affissi dei manifesti con la faccia di Obama e la scritta «Oui, on peut», il corrispettivo francese del suo tipico slogan «Yes, we can». L’idea d’altronde non è poi tanto campata per aria visto che sulla petizione sono state raccolte più di 40 mila firme. Un segno importante da tener presente per capire quanto sia diffuso il malcontento nei riguardi di candidati come Marine Le Pen o Emmanuel Macron, se i cittadini arrivano a supportare un politico di un altro stato.

Senza dubbio la pubblicazione delle autobiografie di Barack Obama e Michelle sarà solo l’inizio. Anche se ora è Trump il presidente degli Stati Uniti,  si continuerà comunque a parlare di questa coppia presidenziale che ha colpito l’immaginario collettivo.

Andrea Porro per MIfacciodiCultura

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