Alla scoperta di Douglas Adams, autostoppista intergalattico

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Alla scoperta di Douglas Adams, autostoppista intergalattico

Non puoi vedere quel che vedo io perché vedi quel che vedi. Non puoi sapere quel che so io perché sai quel che sai. Quel che io vedo e so non si può aggiungere a quel che vedi e sai tu, perché le due cose non sono dello stesso tipo. Né quel che vedo e so io può sostituire quel che vedi e sai tu, perché questo significherebbe sostituire te stesso.

Una biografia che sembra ricordarne tante altre. Un ragazzino profondamente innamorato delle lettere e talentuoso, che costruisce con studio e sacrifici i suoi sogni, che si impegna costantemente nel migliorarsi ma vittima delle mode. Sarà questo il suo più grande ostacolo: la moda del tempo. Molteplici saranno le opere che il pubblico non apprezzerà e innumerevoli saranno i sacrifici che gli parranno inutili, privi di alcuna logica. Tutto ciò lo condurrà in uno stato di depressione.

Il periodo di depressione è stato, nel suo caso, paragonabile ad una lunga e progressiva rincorsa. Si riprese, infatti, con maggior motivazione per raggiungere il successo.

Ma chi è Douglas Adams?

Nato a Cambridge l’11 marzo 1952 , dopo qualche anno, a causa di vicende familiari, fu costretto a trasferirsi con la madre dai nonni materni a Brentwood, nell’Essex. Fu in questo periodo che un insegnante iniziò a notare un talento desideroso di crescere e meritevole di attenzione. Gli anni gli avrebbero dato ragione. Sarebbe infatti divenuto uno dei più grandi scrittori di fantascienza, umoristi e sceneggiatori.

1979: è questo l’anno in cui Douglas ottenne il massimo successo con Guida Galattica per autostoppisti. Si tratta di un romanzo di fantascienza umoristica ed è l’adattamento delle prime quattro puntate della serie radiofonica omonima. Arthur Dent, il protagonista, dopo aver scoperto che alcune ruspe gialle stanno per demolire la sua casa per fare spazio ad una nuova superstrada, viene salvato da un suo amico, che scopre essere un alieno e condotto alla scoperta di un universo sconosciuto in cui la sua unica bussola sarà la Guida Galattica per gli Autostoppisti. Si tratta di un libro in forma di un piccolo computer. Cuore d’oro è il nome dell’astronave che condurrà i due amici a vivere esperienze entusiasmanti ed improbabili.

Evitiamo di svelarvi troppi dettagli perché è sicuramente un’opera che merita di essere letta e conosciuta.

Solo nel 2005 è uscito un lungometraggio diretto da Garth Jennings basato proprio sulla sceneggiatura scritta anni prima da Adams che purtroppo non ha avuto modo di portare a termine il suo progetto. Il film è uno tra i preferiti degli appassionati del genere e si occupa di un viaggio intrapreso da alcuni alieni attraverso le galassie alla ricerca del senso della vita.

A proposito è necessario sottolineare quanto l’opera di Douglas Adams sia in realtà particolarmente sottile: insiste infatti sulla dimensione umana che è nulla di fronte alla vastità dell’universo. A dimostrazione di quanto Adams sia amato, vi è anche una giornata a lui dedicata: il 25 maggio è il Towel Day, che venne celebrato per la prima volta due settimane dopo la morte dello scrittore. È una giornata che prende il nome dall’oggetto che secondo la Guida galattica è indispensabile per viaggiare nell’universo: un asciugamano. I suoi fan ne portano uno insieme per tutta la giornata.

Lo scrittore britannico ci ha lasciati a soli 49 anni l’11 maggio 2001, con un romanzo incompiuto, Il salmone del dubbio. È stato pubblicato postumo insieme a tanto altro materiale da lui scritto ed accantonato nel cassetto nel corso del tempo.

Douglas Adams è indubbiamente un talento che merita ampia considerazione e che avrebbe meritato molti più riconoscimenti ed apprezzamenti in vita. Ora ci restano le sue opere, il modo più grande che possediamo per riconoscere la sua grandezza è fare nostri e custodire intimamente i suoi scritti.

Élia Franchini per MIfacciodiCultura

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