“Va’, metti una sentinella”: Harper Lee e il sequel-non sequel

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Va’, metti una sentinella: Harper Lee e il sequel-non sequel

Va', metti una sentinella
Harper Lee

«Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all’epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro» è l’incipit di una storia catturata in una precisa sequenza temporale, Il buio oltre la siepe, romanzo con cui la signora Harper Lee è meglio conosciuta e grazie al quale ha vinto il prestigioso Pulitzer Prize nel 1961. Un libro che segna la storia della letteratura moderna americana e che, assieme a capolavori quali Moby Dick e Il giovane Holden, va a costituire i fondamenti della tradizione culturale oltre oceano. Ma con il sequel Va’, metti una sentinella, giunto a noi dopo ben 55 anni dall’uscita del best seller, si avverte un leggero cambio di rotta nella storia ma soprattutto nello stile della narrazione. A conferma di ciò, è emerso che il sequel in realtà risulterebbe essere un prequel. Anzi, a dirla tutta, quest’ultimo romanzo rappresenta la prima stesura di ciò che ora conosciamo come Il buio oltre la siepe. Questa prima versione del best seller, ritrovato a distanza di anni dalla collaboratrice della signora Lee, va così a chiudere un capitolo di storia lasciato in sospeso per lungo tempo.

Jean Louise “Scout” Finch è tornata da New York, as usual per lei da quando ha terminato gli studi: è un ritorno come un altro che però assume una sottile sfumatura di attenzione da parte nostra, pare di dover aspettarsi qualcosa. Ci troviamo lì, insieme a lei, su quel treno che la sta portando a Maycomb, col fiato sospeso da parecchio tempo, desiderosi di scoprire come sono andate le cose quando non c’eravamo, annusiamo l’aria di casa.

Niente di nuovo a prima vista, se non che Jem, suo fratello, è morto un paio di anni prima. Una notizia disarmante per il lettore, ma che viene inserita in un flusso di parole quotidiane.

Quasi nello stesso periodo, un giorno il fratello di Louise morì da un momento all’altro […]

L’autrice, che credevamo nostra amica, in un attimo non lo è più. Ormai la situazione si è anestetizzata in casa Finch, è chiaro da ogni punto di vista, mentre noi continuiamo a girovagare, nell’attesa di ricordare e assuefarci ai cambiamenti, col pensiero di Jem che ritorna. Non siamo ancora pronti a sostituirlo con Hank.

Io non voglio semplicemente che il mio mondo venga messo a soqquadro senza preavviso.

Il mondo sta cambiando per la protagonista, senza preavvisi né telegrammi.

Per fortuna i flashback consentono una tregua, una decisione ben più che calcolata quella di prendere in prestito i ricordi di Scout. La storia, così, trova una sua indagine nell’utilizzare il testo quasi fosse una cinepresa, ci si trova non più di fronte ad una narrazione storica degli eventi ma ad una continua considerazione sullo svolgimento di una vita che più sembra appartenerla, Jean Louise sceglie la strada dei confronti.

Va’, metti una sentinella

L’episodio al famoso caffè assume una veste strana, come quei film in cui vediamo a rallentatore con gli occhi del protagonista il semicerchio di maschere urlanti e starnazzanti attorno a noi, e pare che si avvicini sempre più in una soffocante morsa. È proprio così che la storia si srotola.
La sua vista è annebbiata, gli stravolgimenti e il caos di parole relative alle vicende sconosciute della contea la fanno sentire “indisposta”, come pure il lettore ha bisogno di chiarimenti.

Cieca, ecco quello che sono. Non ho mai aperto gli occhi. […] Ho bisogno di una sentinella che mi guidi e dica ciò che vede ora per ora.

Ma la sentinella è proprio la nostra coscienza, “l’isola di ogni uomo”, grazie alla quale poterci rifugiare nelle nostre considerazioni, prendere posizione e staccarci una volta per tutte dalle soluzioni di qualcun altro, del padre Atticus per esempio. Jean Louise sarà così una donna indipendente, capace di fare la differenza.

Tutte le citazioni, quelle di zio Jack, alla fine di un lungo pomeriggio al limite della tragicità, non fanno altro che incrementare il senso di una storia premeditata e resa coinvolgimento teatrale nella situazione. La povera Miss Scout ha raggiunto la casa base di questo gioco messo in scena da suo zio assieme ad Atticus. Il cordone ombelicale è stato tagliato.

Fabio De Liso per MIfacciodiCultura

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