#TravelConnection – Gente di Madrid

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Mercato de San Miguel

La cosa più incredibile di Madrid, tra tutte quelle che si potrebbero elencare, è la gente.

Nessuna possibilità di sentirsi soli, spaesati, estranei.

Madrid vi permetterà di vivere molte cose, ma la più inestimabile sarà scambiare saluti e storie con perfetti sconosciuti che imparerete a conoscere.

Il pomeriggio, fermi ad un tavolino collocato su un marciapiede di un locale della Gran Via, vi potrete trovare a bere una caña, il tipico bicchiere di birra madrileno che si beve a ogni ora con una coppia di mezza età che fino a pochi minuti prima era seduta nel tavolo di fianco a voi. Sentire i racconti di come si sono incontrati, innamorati e non ancora sposati, trovarvi a descrivere la vostra città di fronte a labbra che sorridono estasiate.

Parco del Retiro

Potrete perdervi al Parco del Retiro ascoltando per ore i suonatori di spacedrum, sdraiarvi sul prato e guardare giocolieri di varia natura esercitarsi con le bolas, chiacchierare con due ragazze che stanno allestendo una mostra, senza nemmeno accorgervene.

Potrete entrare nell’emblematico (e bellissimo) Mercato de San Miguel, fatto di vetro e ferro, osservare le tapas e la frutta sui banchi all’interno e voler assaggiare tutto. Tutto. Non esiste cosa che non mettereste nell’elenco dei vorrei. Ma di fronte alla necessità di scegliere sarete sostenuti da chi vende, da chi guarda con voi le leccornie oltre le vetrine e  da chi “vivo a cento metri, vengo ogni giorno, fidatevi di me.”

Potrete entrare al Museo Nacional con il solo scopo di passare ore in estasi di fronte a Guernica, senza stancarvi, senza chiedervi cosa ci sia nelle altre stanze. Prendere l’ascensore trasparente che vi farà godere della vista, uscire e sdraiarvi su un muretto, assistere alle gare di parkour tra adolescenti, che con un occhio guardano avanti e con l’altro controllano quanta attenzione stanno attirando. Trovarvi a fare da giudice a fronte di un conteso. Perché vi verrà esplicitamente richiesto.

La stazione centrale

La sera, poi, potrete uscire tra le vie di Malasaña. Entrare in tre in un locale dove si beve sidro a caduta e dove ad ogni bicchiere vuoto vi regaleranno un piatto di gamberetti minuscoli, fritti, buonissimi. Può finire che da tre si esca dalla porta d’ingresso per andare a ballare in cinque perché si aggiunge il barista e un signore di mezza età che vi ha erroneamente urtato con la porta del bagno in fondo a destra, come sempre. E proseguire la serata cercando cibo servito in un orario che scavalca la notte, con una coppia di ragazze che hanno la vostra stessa missione.

Potrete assaporare la meraviglia di sapere che chi vi parla, uomini compresi, non  è mosso dall’interesse ad abbordarvi, che vi ascolterà con attenzione e che a fine serata vi saluterà come un vecchio amico senza aggiungere altro.

Percorrerete le vie deserte del centro incontrando le decadenze di Madrid, le prostitute che passeggiano lungo la Gran Via per adescare i passanti, scorci in pieno centro che assomigliano a periferie abbandonate da tempo.

Mercato del Rastro

La domenica mattina, poi, potrete trovare la forza di svegliarvi presto, per non perdervi il Mercato del Rasto, partendo da Piazza di Cascorro verso Calle Ribera de Curtidores, visionare le chincaglierie di ogni bancarella tenendovi stretta la borsa perché avete letto che sì, il quartiere non è dei più sicuri e la folla che abita il mercato crea una situazione favorevole per tutti i borseggiatori. Alla quarta bancarella ve ne sarete già dimenticati e penserete solo a tutto quello che non sapevate di volere e che adesso bramate. Vi proverete un abito di seta bianca dietro a un pareo, in mezzo alla strada. Vi parleranno chiunque. Come se vi conoscesse.

E comprerete occhiali che tutti, al ritorno, vi invidieranno a 5 euro. Occhiali che forse perderete la stessa estate.

E vi convincerete che sia un segno.

Un segno che vi suggerisce di ritornare presto nelle vie di Madrid.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

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