I ritratti evanescenti dei Miaz Brothers: uno stato vago di cose che attiva la percezione

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I ritratti evanescenti dei Miaz Brothers: uno stato vago di cose che attiva la percezione

Young Lady 05 (2016)

In una società che sente il costante bisogno di documentare se stessa in modo analitico, ossessivo e costante, quali reazioni emotive può suscitare l’annientamento del dettaglio? Con Hazy state of affairs, presso la Wunderkammern di Milano, i  Miaz Brothers mettono alla prova le capacità percettive dello spettatore attraverso ritratti che stravolgono il concetto stesso di ritratto.

Roberto e Renato Miaz, nati a Milano rispettivamente nel 1965 e nel 1968, sono fratelli nella vita e nell’arte. Prima del debutto artistico hanno viaggiato per acquisire nuove tecniche e competenze, per respirare il mondo e assorbirne gli influssi artistici. Prima di approdare nei contenti istituzionali e vincere il Premio Arte Laguna per la sezione Pittura nel 2011, hanno scelto di osservare la reazione dei fruitori in altri contesti, ad esempio locali pubblici molto frequentati dai giovani, per capire quale potesse essere la reazione al di fuori di un circuito appositamente pensato per l’arte. Fare questo significava anche cercare di proporre al pubblico un esperimento artistico senza quel fastidioso sentore che può assalire un visitatore in una galleria.

Anche l’esposizione presso la sede milanese della Wunderkammern può essere vista come un ulteriore esperimento per capire fino a che punto si può arrivare, fino a che punto un ritratto può essere presentato come avvolto dalla nebbia, senza fattezze riconducibili a una qualsiasi persona del mondo, un ritratto anonimo, spiazzante anche nella didascalia.

Young Man 05 (2016), particolare

I Miaz Brothers sono però abili nel tenere sempre alta l’attenzione, suscitando nel fruitore la voglia di capire e riflettere su possibili parallelismi tra una visione offuscata, seppure familiare, e i meccanismi ansiosi e perversi che la società mette in moto per lasciare un’indelebile traccia di sé. Di fronte a una visione che non ci rassicura e che suscita emozioni contrastanti, lo scopo dei Miaz Brothers non è far sì che di fronte alle loro opere si annuisca per non sentirsi fuori luogo, perché se quelle cose sono lì significa che sono arte e che qualcuno che ne sa ce le ha messe.

Negli ambienti luminosi della galleria milanese, su muri bianchi, sono disposte le tele di formato medio-grande su cui il colore acrilico è stato spruzzato con l’aerografo in strati sottili, strato dopo strato, finché agli occhi degli artisti la visione si è fatta sempre più chiara. Old Man 01, Young Man 06, Young Lady 04, Kawaii 02…

Chi sono queste persone? A chi appartengono questi  volti familiari?

È una visione che non ci rassicura. L’associazione mnemonica ci spinge a fare attribuzioni e i volti familiari, ma non tutti facilmente riconoscibili, emergono per poi essere riassorbiti dalla tela.
È come essere davanti a una finestra e sforzarsi di vedere le montagne all’orizzonte in una giornata di nebbia. Nonostante la testardaggine non apparirà magicamente una chiara figura, nessuno ci racconterà dov’è nata la persona ritratta, in che anno, qual è il suo nome, come passa le sue giornate, se al momento del ritratto sorrideva o piangeva.
Si attua un meccanismo di percezione e interpretazione, si osserva con un’intensità tale da portarci in una sconfinata visione e improvvisamente di nuovo nella realtà.

Ogni giorno miliardi di persone condividono su piattaforme come Facebook migliaia di fotografie, video e pensieri sulla loro vita quotidiana contribuendo così a creare un futuro in cui il nostro passato sarà sempre più presente, scritto e indelebile. […] I Miaz Brothers rendono i soggetti dei loro ritratti un enigma, regalando loro un bene sempre più prezioso: l’anonimato.

Dal testo critico di Jacopo Perfetti

La beauté ne sauvera jamais le monde 01 (2017)

Young Lady 03 non era un ritratto, era uno specchio. Dopo l’input dei Miaz Brothers, il ritratto lo crea lo spettatore, proiettando le sue osservazioni. Hazy state of affairs è anche un monito su quanto sia transitoria l’esistenza e su quanto sia necessario riprendere il controllo su questo stato vago di cose.

Miaz Brothers − Hazy state of affairs
a cura di Giuseppe Ottavianelli
Wunderkammern, Via Ausonio 1, Milano
16 febbraio – 8 aprile 2017
Ingresso libero

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

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