“Bill Viola. Rinascimento elettronico”: la videoarte approda a Palazzo Strozzi

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Bill Viola. Rinascimento elettronico: la videoarte approda a Palazzo Strozzi

Nella cornice di uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale fiorentina, la Fondazione Palazzo Strozzi, inaugura oggi la mostra Bill Viola. Rinascimento elettronico, un ingegnoso percorso espositivo atto a celebrare il maestro indiscusso della videoarte contemporanea, a cura di Arturo Galansino (direttore generale, Fondazione Palazzo Strozzi) e Kira Perov (direttore esecutivo, Bill Viola Studio).

Tra Piano Nobile e Strozzina la mostra ripercorre in una straordinaria esperienza immersiva, viaggiando tra spazio, immagini e suoni, le dinamiche artistiche di Bill Viola (New York, 25 gennaio 1951), dalle prime sperimentazioni degli anni Settanta fino alle grandi installazioni successive al Duemila.

Uno dei dibattiti più intensi e spinosi degli ultimi tempi, quello relativo all’utilizzo della tecnologia nell’arte, in questa esposizione si fa pura possibilità di pensiero e concreta attività intellettuale ed artistica, dove ben si fondono le voci del passato con le contemporanee declinazioni del procedimento creativo.

Non a caso, a celebrare il grande artista è proprio Firenze, la città dove ha vissuto dal 1974 e il 1976 e lavorato in qualità di direttore tecnico di Art/tapes/22, centro di produzione e documentazione del video diretto da Maria Gloria Conti Bicocchi.

«Sono davvero felice di recuperare le mie radici italiane e di avere l’occasione di ripagare il mio debito con la città di Firenze attraverso le mie opere» dichiara l’artista dopo aver vissuto e lavorato a Firenze negli anni Settanta, «non avrei mai immaginato di avere l’onore di realizzare una così grande mostra in una istituzione così importante come Palazzo Strozzi».

Bill Viola trascorre la sua “vita creativa” in una continua e fervida attività di analisi che lo conduce a punti elevati di sperimentazione tra ricerca tecnologica e riflessione estetica. Nelle atmosfere rinascimentali di Palazzo Strozzi, la mostra porta alla luce un vivo dialogo tra antico e contemporaneo attraverso il confronto delle opere di Viola con capolavori di grandi maestri del passato, che sono stati per l’artista americano fonte di ispirazione, segnandone l’evoluzione del linguaggio.

 Viola, attraverso la spiritualità, l’esperienza e la percezione indaga l’assoluto dell’umanità: persone, corpi, volti, carne e dinamicità sono gli elementi che muovono la riflessione dell’osservatore, condotto, ad una lettura profonda della chiave umana, dell’ingranaggio fondamento dell’esistenza, attraverso uno stile poetico e altamente simbolico dove l’uomo interagisce con forze ed energie della natura come l’acqua, il fuoco, la luce e il buio, il ciclo della vita e quello della rinascita.

«È una linea sottile, quella tra la vita e la morte. Nessuno di noi vuole pensare a quanto sia fragile la nostra esistenza, ma per me la bellezza dell’universo nasce proprio da questa fragilità».

Bill Viola è un videoartista che da oltre 30 anni crea video-installazioni architettoniche: ambienti compiuti capaci di avviluppare la visione nell’immagine e nel suono adoperando le tecnologie più avanzate, rileggendo anche i capolavori presi della storia dell’arte. Le sue opere sono meditazioni sull’essere umano, sul terreno illusorio tra la vita e la morte.

Conoscitore del mezzo tecnologico, del suo potere e della vivacità manipolatrice, muove la sua esperienza ad una forma di comunicazione dove la contemporaneità attraversa tale dispositivo per giungere ad una forma di comunicazione più elevata, comprensibile, figlia di questo tempo, senza però perdere di vista il senso dell’umanità che rende un uomo vivo nella sua esistenza.

L’era digitale ci travolgerà, come è accaduto con la rivoluzione industriale. Il ruolo degli artisti sarà sempre più importante. La nostra visione dovrà comunicare conoscenza e compassione. Se no, andremo incontro a una rivoluzione vuota.

Bill Viola. Rinascimento elettronico
A cura di Arturo Galansino e Kira Perov
Palazzo Strozzi, Firenze
dal 10 marzo al 23 luglio 2017

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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