Raffigurazioni femminili o personaggi? L’8 marzo delle artiste

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Raffigurazioni femminili o personaggi? L’8 marzo delle artiste

Guerrilla Girls – Definition of a Hypocrite

L’8 marzo è la giornata in cui si ricordano le tante conquiste e le altrettante fatiche e discriminazioni che le donne hanno subito ed affrontato per raggiungere i pari diritti e le pari dignità. Come ogni anno, a marzo, il National Museum of Women in the Arts lancia la sfida #5WomenArtists, rivolta a tutti, per provare a ricordare 5 artiste e soprattutto per sensibilizzare i curatori dei musei a dare maggiore spazio alle loro opere in quanto, dai dati del NMWA, rappresentano soltanto dal 3 al 5% delle collezioni permanenti di USA ed Europa.

Ovviamente da questo challenge escono i nomi più noti: Frida Kahlo, Georgia O’Keeffe, in Italia ricordiamo Artemisia Gentileschi, ma chi altre? Difficile rispondere, soprattutto per i fruitori di arte occasionali. Ritornano quindi le provocazioni delle Guerrilla Girls che denunciano la quasi assenza delle artiste nei musei a favore di una maggioranza di raffigurazioni femminili da parte di artisti uomini.

L’assenza di interesse nel riscoprire questo lato amaramente celato della storia dell’arte, fa si che moltissime opere di artiste vengano dimenticate dall’usura del tempo o erroneamente attribuite ad altri. È difficile ricollegare l’opera all’artista quando andiamo indietro nei secoli, come nel caso di Caterina de’ Vigri (1413 – 1463), tra le primissime artiste italiane di cui la storia ha conoscenza. La sua volontà di studiare l’arte la portò ad abbandonare i fasti di corte per prendere i voti, all’epoca infatti alle donne era vietato studiare nelle botteghe degli artisti e l’unico modo per poter apprendere l’arte era entrare in convento. La sua passione la portò a divenire Priora e fondò il monastero del Corpus Domini a Bologna, conosciuto per l’ottima educazione che dava alle giovani allieve. Caterina fu d’ispirazione per le artiste e fu lei stessa artista sebbene nel corso del Novecento le sue opere vennero attribuite ad altri artisti più noti. La sua lenta riscoperta, portò alla luce raffigurazioni religiose conservate nel monastero e scritti miniati di inestimabile valore, peccato essi siano per lo più celati agli occhi del pubblico.

Laura Knight – A Balloon Site, Coventry (1943)

Ripensando all’8 marzo, un’artista che più di tutte seppe raffigurare le lotte femminili per l’emancipazione fu Laura Knight (1877 – 1970), poco ricordata nel panorama otto-novecentesco, sebbene i suoi dipinti divennero l’ispirazione per tantissimi manifesti. La Knight sfidò i vincoli dell’epoca che vietavano alle donne di dipingere nudi e con il suo Self Portrait with Nude, scioccò gli accademici e la stampa ma diede la spinta giusta per un nuovo cambiamento di mentalità. Lei soprattutto fu un’artista di guerra, rappresentò le lavoratrici nelle fabbriche, le donne al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale, mostrò il lato forte ed indipendente del cosiddetto “gentil sesso”. Visse quasi un secolo e raffigurò sulla tela i momenti più affascinanti e più terrificanti del Novecento sebbene nessun libro di arte la ricordi.

Le artiste hanno sempre raccontato e denunciato la condizione femminile e in molte si sono prodigate per rovesciarla senza mai arrendersi, nonostante le difficoltà di allora siano tuttora presenti per molte donne nel mondo.

La realtà a volte è tanto sconvolgente da non poter credere che sia vera. In alcune città del Messico, il femminicidio e la scomparsa di tante ragazze è all’ordine del giorno e spesso questi reati rimangono impuniti. La violenza di genere si inserisce all’interno del contesto politico e sociale e le donne ne pagano il prezzo più alto.

Ciò avviene perché c’è un grande disprezzo per la donna.

Teresa Margolles 

Teresa Margolles – Pesquisas (2016)

Teresa Margolles (1963), artista contemporanea messicana, racconta la vita e la morte nelle sue opere e soprattutto denuncia la violenza del suo paese. Le sue opere sono drammatiche e violente come i crimini che vengono perpetrati. I tanti volti di ragazze scomparse le ha raccolte in Pesquisas (Ricerca), un collage di manifesti strappati che nelle città messicane sono all’ordine del giorno, una regolarità tale che sui volti vengono disegnati baffi e pizzetto, tanto questo può essere normale da scherzarci sopra.

Queste sono solo alcune delle tante artiste che si sono susseguite nel tempo, tante sono ancora da riscoprire e molte devono essere adeguatamente ricordate.

In occasione della festa della donna, il MiBACT ha deciso di celebrare il “femminile” sulla pagina Instagram MuseItalianisecondo voi quante artiste sono ricordate e quante raffigurazioni femminili ad opera di artisti uomini ci sono?

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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