“Donne tra analfabetismo ed emancipazione”: una mostra al femminile

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Donne tra analfabetismo ed emancipazione: una mostra al femminile

Donne tra analfabetismo ed emancipazioneDonne tra analfabetismo ed emancipazione: dalle carte di Tommaso Fiore è una mostra, dal titolo emblematico, allestita presso la sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani dal fino al prossimo 15 marzo.
I curatori della mostra sono Rosa Maria Capozzi, Vania Fazio e Loredana Lucchetti, le quali hanno voluto raccontare il profondo nonché fondamentale contributo che hanno avuto le donne nella storia d’Italia nel periodo che intercorre tra la fine della guerra ai primi anni Settanta del Novecento.

Per fare questo sono partiti dal carteggio di uno scrittore e critico originario della Puglia, uno tra i personaggi più importanti del meridionalismo democratico e socialista, autore di Un popolo di formiche: Tommaso Fiore.
Attraverso circa trenta documenti posseduti proprio dalla famiglia Fiore e quelli dei principali archivi italiani, con i carteggi di altre figure rilevanti nel panorama italiano, come Benedetto Croce, Sandro Pertini, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia, è stata ricostruita la storia dell’impegno tutto femminile nella storia italiana.

Quella che è in mostra è la storia d’Italia dal punto di vista delle donne, quelle che si sono impegnate per l’Unità d’Italia, per la sua liberazione, per la liberazione di tutte. Le donne che hanno contribuito con il proprio impegno politico alla ricostruzione democratica. Si traccia la storia – attraverso documenti, filmati, libri, manoscritti – anche di tutte quelle contadine del meridione che hanno lottato per difendere un diritto inalienabile appartenente a ciascun individuo: quello all’esistenza. Se oggi siamo considerate ciò che siamo, se oggi tutte noi donne abbiamo quello che ora ci sembra scontato, come “il diritto alla parola”, è grazie a queste donne che nel fare la loro storia, e la storia di un Paese, hanno fatto anche la nostra.

Donne tra analfabetismo ed emancipazione
Sibilla Aleramo

Vengono ricordate tutte quelle cittadine mobilitate per rivendicare tutti i diritti civili, quelli grazie ai quali oggi possiamo vivere degnamente. Si dà lustro a quelle personalità femminili che scrivendo, come Sibilla Aleramo, hanno scritto per ciascuna di noi un presente – e un futuro – diverso.
Rina Durante, Ada Gobetti, Carla Pertini Voltolina, Anna Maria Ortese, e la già nominata Sibilla Aleramo sono alcuni dei nomi di queste donne che vengono ricordate in questa mostra esposta alla Treccani.
A cavallo con l’8 marzo, la festa delle donne, questa mostra vuole sottolineare la profonda importanza che esse – sempre troppo spesso ancora denigrate – hanno avuto nella ricostruzione d’Italia nel dopoguerra. Un punto di vista tutto femminile con cui vedere – e rivivere – tutto il coraggio posseduto da colore le quali hanno riscritto la storia, di un popolo e di noi donne oggi.

Una mostra dal sapore femminile per riscoprire oggi il coraggio di un tempo, quel coraggio con cui tante donne hanno affrontato una situazione tanto dura come quella di quegli anni.
Troppo spesso oggi noi donne diamo per scontato ciò che abbiamo, ma è bene – almeno ogni tanto – ricordarci le nostre origini, ricordare chi ha lottato per noi, per i nostri diritti, per assicurarci la possibilità di crearci un futuro come lo sogniamo.
Noi siamo il frutto della storia, di una storia così antica che al contempo ci ha regalato un futuro degno di essere chiamato tale: ricordiamocene!

Come può diventare una donna,
se i parenti la dànno, ignara, debole, incompleta,
a un uomo che la riceve come sua eguale;
ne usa come d’un oggetto di proprietà;
le dà dei figli coi quali l’abbandona sola,
mentr’egli compie i suoi doveri sociali,
affinché continui a baloccarsi come nell’infanzia?

Sibilla Aleramo

Donne tra analfabetismo ed emancipazione: dalle carte di Tommaso Fiore
A cura di Rosa Maria Capozzi, Vania Fazio e Loredana Lucchetti
Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma
Dal 24 gennaio al 15 marzo 2015

Vanessa Romani per MIfacciodiCultura

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