Le contraddizioni dell’Afrofobia, ovvero Africa Vs Africa

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Le contraddizioni dell’Afrofobia, ovvero Africa Vs Africa

afrofobia
Alcuni manifestanti in Sudafrica protestano contro l’afrofobia

Il termine “afrofobia” viene utilizzato in tutto il mondo per indicare uno specifico fenomeno di razzismo nei confronti degli immigrati provenienti dall’Africa. Per quanto possa sembrare paradossale, l’afrofobia è diffusa anche nel continente nero. Il crescente nazionalismo sudafricano ad esempio ha portato negli ultimi anni a diverse ondate di violenza nei confronti di persone provenienti da Stati come il Camerun, il Kenya e la Nigeria. A causa dell’afrofobia, della paura del “diverso”, il Sudafrica sembra aver fatto molti passi indietro ed essere ritornato così all’epoca dell’apartheid.

Segregazione civile, intolleranza, pregiudizi e discriminazioni sociali: è questo ciò che vogliamo trasmettere alle future generazioni? Dobbiamo evitare che gli errori del passato si ripetano.

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Mandela: Long Walk to Freedom

Non dobbiamo inoltre ritenere che questi problemi siano lontani da noi. L’ostilità verso gli immigrati, soprattutto di provenienza africana, è un atteggiamento molto diffuso anche in Italia, spesso fomentato da una parte della classe politica che non riesce a riflettere lucidamente sul suo ruolo. Delegittimare lo straniero e escluderlo dalla partecipazione alla società è un atto di profonda violenza sull’altro che nega la sua umanità. Quando questo atteggiamento viene nobilitato da parte delle persone che dovrebbero rappresentarci, diventa evidente la necessità di una svolta. È necessario un ripensamento collettivo e sociale che metta in luce l’assurdità del negare diritti a un individuo in virtù del colore della sua pelle o del suo paese di provenienza.

Sono necessari pertanto anche movimenti di solidarietà, fondati sull’elemento che più ci unisce: la nostra umanità. Una persona che si è battuta per affermare questo principio è l’ex Presidente del Sudafrica Nelson Mandela. Il film del 2013 Mandela: Long Walk to Freedom, diretto da Justin Chadwick, è un ottimo documento sulla sua lotta contro la segregazione razziale. Soffermandosi in particolare sugli anni di prigionia di <mandela a Robben Island, il film mostra come la forza di volontà di un solo uomo possa essere sufficiente per riunire attorno a sé molte persone in grado di combattere contro i soprusi di una società altamente nazionalista. Il ricorso a una politica di unione piuttosto che di ripercussione violenta è il carattere che maggiormente viene evidenziato della lotta per i diritti umani di Mandela, elevandolo a vero e proprio simbolo della libertà e dell’umanità.

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District 9

Il film di Chadwick però non sembra essere solo una celebrazione della figura di Mandela, ma anche un richiamo alla situazione mondiale attuale. Riflettere sul passato diventa così occasione per ripensare il presente. Nella stessa direzione si è mosso anche District 9, film del 2009 diretto da Neill Blomkamp. Per quanto nelle sue battute iniziali lo scenario presentato dalla pellicola sembri risultare piuttosto irreale a causa della sua natura fantascientifica, i parallelismi con la realtà diventano presto evidenti. Nel film, un’astronave aliena appare sopra Johannesburg. Al suo interno vi sono centinaia di extraterrestri malati e malnutriti che il governo sudafricano decide di segregare nel campo profughi chiamato Distretto 9. I rapporti tra umani e alieni rappresentati nel film di Blomkamp diventano così una metafora del clima di chiusura e indifferenza che possiamo ancora percepire al giorno d’oggi ovunque.

La Johannesburg di Blomkamp rappresenta ogni luogo del nostro mondo nel quale i diritti degli esseri umani vengono continuamente calpestati.

Il nostro compito è cercare di dissuadere chi vede nella violenza l’unico mezzo per risolvere i problemi di una società. Dobbiamo cercare di aumentare la consapevolezza sul fatto che possiamo costruire qualcosa tutti insieme senza ricorrere all’odio. Per farlo, è necessario enfatizzare la necessità del dover ripartire da quei valori che più ci rendono umani: tolleranza, condivisione e empatia.

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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