Walled Off Hotel: Banksy torna a provocare (e a far riflettere) in Cisgiordania

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Walled Off Hotel: Banksy torna a provocare (e a far riflettere) in Cisgiordania

Walled Off Hotel

Banksy torna a far parlare dì sé: l’artista, notoriamente molto impegnato dal punto di vista sociale, ha compiuto la sua ennesima azione in Cisgiordania, teatro già in passato di sue “incursioni” artistiche, celebre in particolare quella realizzata a Gaza, che vede una bambina librarsi nell’aria trasportata da alcuni palloncini, oppure gli “squarci da lui disegnati, che si aprono su paesaggi idilliaci, come spiagge o montagne. Stavolta però lo street artist di Bristol ha dato vita all’ennesima opera d’arte letteralmente fruibile dal pubblico. Dopo il parco dei divertimenti più triste del mondo, ovvero Dismaland, ora tocca all’albergo più triste del pianeta: a Betlemme, in Palestina nella zona C della Cisgiordania, è nato il Walled Off Hotel (l’albergo murato), la cui vista è sul famoso muro che separa la cittadina da Gerusalemme Est, teoricamente del popolo palestinese ma in pratica occupata dagli israeliani. Il suddetto muro è stato eretto nel 2013 per bloccare l’accesso a potenziali terroristi, ma l’albergo è stato garantito sarà accessibile sia a palestinesi che israeliani e le insegne, oltre che in inglese, saranno anche in ebraico e arabo.

La suite

A differenza di Dismaland, questo albergo, il cui nome gioca su quello della nota catena Waldorf Hotel, sarà permanente: l’inaugurazione è prevista per il 20 marzo e si possono già prenotare le camere, dieci in totale, in ciascuna delle quali è presente un’opera d’arte a tema. Particolarmente significativo è il murale situato nella camera 3 (La stanza di Bansky) che vede un poliziotto israeliano e un palestinese lottare coi cuscini (immagine di copertina). D’altronde Banksy è sempre stato molto sensibile al conflitto palestinese e ha cercato più volte di sensibilizzare l’opinione pubblica coi suoi murali (o meglio, veri e proprio dipinti) realizzati sul muro della discordia. E proprio su quel muro danno le camere con vista dell’albergo, infatti nonostante vi siano un ristorante, una suite (il cui elemento principale è il filo spinato) e tutti i confort di un albergo moderno, la vista su qualcosa di piacevole è l’unica cosa che manca.

Le opere d’arte presenti sono svariate e non solo di Banksy, infatti una stanza è stata decorata dallo street artist Dominique Pétrin, ma sono comunque evocative e spesso angoscianti, come un ascensore murato, un pianoforte che suona da solo posizionato nel ristorante, il murale di una bambina ed un clown nella sala cinema. Lo stile dell’hotel richiama quello coloniale inglese: la Gran Bretagna non solo qua fu presente per alcuni anni, ma fu soprattutto una delle nazioni fautrici dello stato d’Israele. Non a caso nel Walled Off Hotel troviamo l’immagine a grandezza naturale del ministro degli Esteri britannico Arthur James Balfour mentre firma la Balfour declaration, documento del 1917 in cui dichiarava a Walter Rotschild, rappresentante della comunità ebraica inglese, l’impegno del Regno Unito a costituire una nazione ebraica nei territori palestinesi.

Wisam Salsah sarà il direttore dell’albergo, che ha già parlato di «Stanze con la vista più brutta del mondo»: Banksy è riuscito nell’intento di sottolineare la bruttezza non solo estetica ma anche di significato di un muro che squarcia in due una nazione, che simboleggia intolleranza, appropriazione, divisione, scontro.

L’hotel non è solo un’opera d’arte, ma le sue camere saranno funzionali in seguito.

Cosa significa questa dichiarazione pronunciata dal portavoce dell’artista (che potrebbe anche essere l’artista stesso)? Per ora i prezzi vanno dai 30 dollari a notte e tutto sembra ricordare un piccolo albergo (le stanze sono nove) vero e proprio, ma come parte di Dismaland venne donata ai migranti bloccati a Calais, chissà che questa struttura non divenga presto rifugio per chi scappa, è in difficoltà e subisce le terribili conseguenze di un conflitto iniziato oltre 70 anni fa e che sembra proprio non avere una soluzione.

Il Walled Off Hotel è stato realizzato i gran segreto: per quattordici mesi sono stati i fatti lavori nella maniera più discreta possibile anche per mantenere l’anonimato dell’artista, che con questo albergo ha dato vita ad uno degli interventi più significativi degli ultimi anni.

Chissà se molti saranno i turisti curiosi che vorranno accaparrarsi una stanza in questo “esclusivo” albergo, chissà quanti ne usciranno colpiti e cambiati, quanti maggiormente sensibilizzati ad un conflitto talvolta dimenticato grazie ad una situazione di pace e calma apparente. Ma soprattutto chissà cos’altro ha in serbo per noi l’enigmatico ma impegnato Banksy.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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