Pino Daniele: a marzo in 300 sale italiane il documentario sul musicista partenopeo

Pino Daniele: a marzo in 300 sale italiane il documentario sul musicista partenopeo 

Sono ormai passati due anni dal giorno fatale che ha stroncato la vita e la voce di Pino Daniele. Il dolore per la perdita del grande artista continua a farsi sentire e oggi a distanza di tempo, il Nero a metà – soprannome che si è guadagnato con il suo terzo album – viene omaggiato con un documentario interamente dedicato a lui. Si tratta di Pino Daniele. Il tempo resterà, un docu-film distribuito da Nexo Digital e curato dal regista Giorgio Verdelli. Materiale inedito, performance dal vivo, video-testimonianze: Verdelli ha selezionato e montato le scene in modo da creare un unico filo conduttore che ripercorre l’intera carriera artistica del re del blues made in Naples. A narrare è la stessa voce di Pino Daniele, con il contributo di Claudio Amendola.

Il documentario, che sarà distribuito in ben 300 sale italiane dal 20 al 22 marzo, ha visto la collaborazione di numerosi musicisti. Oltre agli storici collaboratori di Pino, infatti, hanno contribuito alla produzione del docu-film anche artisti come Eric Clapton e il rapper Clementino.

Non c’è da meravigliarsi del grande lavoro dietro alla realizzazione di questo docu-film, d’altronde Pino Daniele era un artista di calibro internazionale, molto conosciuto e amato dal pubblico, un uomo che ha fatto della musica il senso di una vita.

Parole e musica nascono assieme. È roba che fa da sempre parte della mia vita. Perché io stesso nasco in musica. […] Scrivo canzoni perché non riesco altrimenti a dire quello che sento. Cerco di non scrivere testi, ma poesie d’amore.

La sua morte, quel 4 gennaio del 2015, ha riempito di cordoglio non solo la Napoli dai mille colori, la “terra sua”, ma ha creato un vero e proprio vuoto all’interno dello scenario musicale italiano.A Pino va infatti senz’altro riconosciuto il merito di aver saputo diffondere un nuovo modo di fare musica, di miscelare stili, contaminare e intrecciare le proprie radici ai ritmi del futuro. Le canzoni si facevano vita e il ritmo della vita si traduceva in musica. Il blues, il soul, il jazz: gli stili musicali di quell’America, così lontana eppure così vicina, si confondevano con le note della tradizionale musica napoletana e del pop. Questo mix tra passato e futuro diventa il marchio di fabbrica di Pino Daniele.

Poco ha importato il progressivo “ritiro dalle scene” che il musicista partenopeo ha attuato negli ultimi anni di vita: Pino è sempre stato un’icona della musica, volente o nolente. A volte questa condizione di celebrità musicale gli sarà andata stretta. La stessa idea artistica cui i media lo avevano legato, nonostante il suo continuo evolversi e mutarsi musicalmente parlando, gli avrà procurato insofferenza, ma non gli ha mai fatto appendere la chitarra al chiodo. Pino non ha mai smesso di fare musica, non avrebbe mai potuto. Basti pensare al suo ultimo periodo di vita, passato, nonostante tutto, in giro a suonare le canzoni che lo hanno consacrato al grande pubblico.

Pino Daniele. Il tempo resterà si propone di raccontare proprio questo: il viaggio del Nero a metà tra sogni, progetti, vita pubblica e privata, ma soprattutto musica.

Il documentario sarà proiettato in anteprima assoluta domenica 19 marzo, giorno del compleanno del grande Pino Daniele, al Teatro San Carlo di Napoli: un modo per omaggiare la città che ha dato i natali al bluesman.

Alessia Aiello per MIfacciodiCultura

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By on marzo 3rd, 2017 in Articoli Recenti, MUSIC, Notizie

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