Giacomo Balla alla Galleria Nazionale: l’importanza della Luce

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Giacomo Balla alla Galleria Nazionale: l’importanza della Luce

Giacomo Balla, Bionbruna, 1926

L’importanza della Luce per il pittore futurista Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958), nella vita come nella sua arte, è il fil rouge della retrospettiva Giacomo Balla. Un’onda di luce alla Galleria Nazionale di Roma fino al 26 marzo.

Balla, non pittore ma Giacomo, era tutto casa e famiglia. Dedito alla moglie e alle due figlie Elica e Luce. Nel suo appartamento a via Oslavia, in zona Prati, si dedicava alla pittura, la sua più grande passione. Non era certo un artista scapestrato della vivace Montmartre ma un padre e marito amorevole rifugiato in un quartiere calmo e borghese di Roma, circondato dai suoi quadri che non riusciva a vendere. Le sue figlie portano un nome indicativo: la luce e il movimento, i grandi campi di studio di Balla.

Sono state proprio le sue amate figlie ad aver donato alla Galleria Nazionale ben 35 opere, nel 1984, del periodo futurista di Balla. Un nucleo consistente che ha colmato un vuoto presente nella collezione permanente della galleria. Nel 1994 poi, Luce Balla dona ancora schizzi, disegni e studi di Balla sul movimento, la velocità e i motivi decorativi da applicare alle arti.

La mostra, a cura di Stefania Frezzotti, concede dunque al visitatore di poter vedere per la prima volta insieme i lavori di Balla, provenienti da donazioni diverse. Approfondisce un ritorno al figurativo di Giacomo Balla, negli ultimi anni di attività, quando dipinge i paesaggi romani, scene familiari molto intime e tutto ciò che gli era più caro nei ritratti.

Tutto diventa, per la qualità della luce, più misterioso e velato, e la materia meno reale…

Giacomo Balla, Noi quattro allo specchio, 1945

Un’onda di luce è proprio quella che invade lo spettatore alla vista di capolavori come le due Compenetrazioni iridescenti, in cui i riflessi del colore sull’acqua diventano forme geometriche ritmiche, e Bionbruna in cui la luce sembra frammentare l’immagine della donna, elegante con la sua lunga collana di perle, intenta a fumare. Un quadro che anticipa il periodo figurativo del pittore, un ritorno al realismo, con la serie di autoritratti in cui ferma l’immagine serena della sua famiglia, allo specchio. Quelle pennellate dai colori chiari, i volti sorridenti inondati dalla luce che immortalano una famiglia felice: sua moglie Elisa, sua madre e le sue figlie. Ritratti fatti con il cuore, in cui spesso sul retro lasciava scritto “Con viva simpatia“.

Balla coglie la realtà nel minimo dettaglio, con sguardo attento. Dalla fredda sperimentazione passa al racconto intriso di sentimento, per la natura e i rapporti umani. Sembra un pittore che ha vissuto due vite. A rimanere una costante nella sua produzione, è però sempre il fascio di luce.

La luce invade e scompone i soggetti dei dipinti, e con il suo movimento diventa lei stessa l’unica protagonista.

La Luce si muove come un’Elica e dà nuova vita all’immagine.

Giacomo Balla. Un’onda di luce
A cura di Stefania Frezzotti
Galleria Nazionale, Roma
Dal 21 febbraio al 26 marzo 2017

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura 

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