Zelda Sayre e Francis Scott Fitzgerald: storia di un conflitto in una nuova serie TV

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Zelda Sayre e Francis Scott Fitzgerald: storia di un conflitto in una nuova serie TV

Zelda Sayre (Montgomery, 24 luglio 1900 – Asheville, 10 marzo 1948) e Francis Scott Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) si incontrarono in una calda sera di luglio ad un ballo cittadino a Montgomery, Alabama. Lei figlia più giovane di un’illustre famiglia del “deep south”, bellissima, irriverente e spregiudicata. Lui giovane ufficiale, aspirante scrittore con più vanità in corpo che effettive parole battute a macchina. La loro storia verrà trasportata sul piccolo schermo con una mini serie televisiva a loro dedicata: Z: the Beginning of Everything, con una bravissima Cristina Ricci nei panni della Sayre, prodotta e trasmesso da Amazon Video.

L’incontro di due anime affini, forti quanto profondamente fragili, splendenti quanto oscuri. Furono veri pionieri del glamour e fra le prime relazione a finire sui Tabloid di tutta America. Seguiti, amati e imitati, personalità accattivanti e sregolate a cui non piaceva lavare in casa propria i “panni sporchi”, Zelda e Scott furono icone dei Roaring Twenties, affascinanti e irriverenti.

Il loro rapporto stretto, quasi morboso, è rappresentato dal fatto che Scott imbastì la sua vita artistica e la sua produzione letteraria attorno alla figura di Zelda. La moglie è presente in ogni suo scritto: sin dalla sua prima opera, Al di qua del paradisoè fortissima la presenza della Sayre. La trama del romanzo è molto affine alle vite dei due coniugi tanto che la stessa protagonista, Rosalind Connage, è plasmata a immagine e somiglianza della moglie dello scrittore. Nel famoso soliloquio finale di Amory Blane al cimitero, Scott riprese e adattò molti passi tratti dal diario di Zelda.

Ne Il Grande Gatsby alcune frasi di Daisy, bellissima e irraggiungibile protagonista del romanzo, sono delle vere e proprie citazioni di Zelda. Famosa è la battuta riferita alla figlia Scottie: «Spero che sia bella e sciocca – una bella bambina sciocca»: le stesse parole compaiono nel più famoso manoscritto di Fitzgerald, pronunciate dalla protagonista, riferite alla figlia.

La loro fu la relazione del decennio, apparentemente solida e perfetta, bellissima, spregiudicata e scintillante come le due parti coinvolte: l’enfants terribles dell’età del Jazz e la sua musa, famosa per creare tendenza e scompiglio ma a cui non veniva attribuita alcuna velleità artistica. Dimenticate, le sue capacità come ballerina, pittrice e scrittrice, e soprattutto come scrittrice. Scott però è mancante dove Zelda ha sempre eccelso: credere nelle capacità dell’altro e fornire continuo sostegno.

Zelda nel corso degli anni accumula una serie di fallimenti a livello professionale: dal ballo alla carriera di attrice. Per cercare di uscire dall’ombra ingombrante del marito, la Sayre si lancia nei più disparati progetti, senza però mai ricevere vero appoggio da parte del marito. Ma nel corso degli anni, dopo sconfitte, tradimenti, pubbliche accuse e umiliazioni, in Zelda avviene un mutamento: da allieva/musa del grande Fitzgerald ne diviene rivale. Con la stesura di Lasciami l’ultimo Valzer la Sayre trova vera e propria autonomia intellettuale. Scott lavorava da anni a Tenera la notte, narrazione incentrata e ispirata alla loro vita, e avendo il manoscritto della moglie una forte connotazione autobiografica, lo scrittore le impose diverse rivisitazioni e cambiamenti perché troppo simile alla sua ultima fatica artistica.

Lasciami l’ultimo Valzer è testimonianza delle dinamiche oppressive che la società causava nelle donne degli anni ’20. Oggi, a più di novantanni di distanza, Zalda avrebbe ricevuto lo stesso trattamento dalla società? Si sarebbero riproposti lo stesso problema? O sarebbe stata vincitrice la piena parità di diritti tra una coppia di artisti? Il percorso fatto dalle donne dopo di lei è stato faticoso ed è ancora in corso la lotta per il raggiungimento della parità tra uomo e donna.
Sempre parlando del conflitto all’interno di una coppia di artisti, alcuni decenni dopo la nostra Elsa Morante sosteneva che «le coppie di letterati sono una peste», in riferimento al suo matrimonio con Alberto Moravia: il loro rapporto nel tempo si trasformò in rivalità psicologica, portando al naufragio della loro relazione.

Zelda

Oggi? Nel 2017 è possibile una relazione equilibrata tra un uomo e una donna artisti? Un esempio di coppia in tal senso ben riuscita è quella degli scrittori newyorchesi Siri Hustvedt e Paul Auster, che sembrano aver trovato una certa stabilità lavorando in sedi separate. Oggi il problema non sembra più essere rappresentato dalla prevaricazione dell’uomo sulla donna o almeno non in misura simile a ciò che avveniva negli anni ’20, quanto piuttosto dal trovare spazio per entrambi gli artisti all’interno della coppia. Con l’emancipazione della donna gli equilibri all’interno di una relazione sono cambiati: dove prima il potere decisionale pendeva solo da una parte, ora sembra essere condiviso in egual misura.

Su richiesta di entrambi, i coniugi Fitzgerald, Zelda e Scott sono stati seppelliti uno accanto all’altra. Sulla loro lapide è inciso il finale de Il Grande Gatsby: «Così remiamo, barche contro corrente, risospinti senza sosta nel passato». Insieme anche nella morte, che il loro amore oggi possa ancora affascinare ma non essere d’esempio.

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura

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