A Padova la mostra “Love and Violence”: la denuncia dell’arte

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A Padova la mostra Love and Violence: la denuncia dell’arte

È stata inaugurata il 10 febbraio e sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 2 aprile 2017 alla Galleria Cavour di Padova l’esposizione collettiva Love and Violence, in cui ventisette artisti nazionali ed internazionali raccontano nelle loro opere l’amore e la violenza.

Marisa Merlin, Identità. Diario perduto, 2008 tecnica mista su pannelli di cartapesta

Le due curatrici Barbara Codogno e Silva Prelz hanno saputo narrare, tramite un percorso di storie, racconti e segreti, uno dei temi più delicati e purtroppo attuali della società contemporanea. La straordinaria partecipazione e affluenza di visitatori sin dall’apertura della mostra dimostra l’importanza e la necessità di capire e approfondire il rapporto esistente tra amore e violenza, in questo caso sapientemente affrontato con delicatezza e sensibilità.

Love and Violence è un progetto culturale organizzato dal Comune di Padova – settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche e nasce come manifesto di denuncia contro la violenza sulle donne, ma in realtà espone il tema in tutte le sue forme, ricercandone l’origine e mostrandoci come le ripercussioni di qualsiasi atto di violenza si riversano poi nel quotidiano. Per questo motivo non è scorretto considerare Love and Violence soprattutto un progetto sociale e culturale, all’interno del quale sono previste conferenze e momenti di dialogo per approfondire il problema, sviscerandolo, studiandolo e cercando possibili soluzioni.

L’arte può denunciare la violenza senza tradire se stessa, perché ha la capacità di trasmettere messaggi con un linguaggio unico, in grado di creare intensi momenti di riflessione. Le curatrici scrivono nel catalogo edito da Cleup.

 

In questo viaggio nella complessità delle relazioni, la violenza ci ha graffiato l’anima. Dalle nostre ferite abbiamo però attinto consapevolezza e coraggio. Perché il nostro atto politico è la scelta dell’amore. È con l’amore e con la bellezza che vogliamo rifondare il mondo.

Emanuela Callegarin, Love and iolence, 2016, olio su tela

La Galleria Cavour è stata allestita con installazioni, opere fotografiche, dipinti e sculture, così da creare un percorso ragionato, oggettivo e privo di moralismi, volto piuttosto ad esporre le diverse interpretazioni degli artisti sul medesimo tema. Amore e violenza sono due luoghi dell’anima, estremi, ma allo stesso tempo legati indissolubilmente e che si riferiscono a più aspetti: la relazione tra uomo e donna, il rapporto che gli uomini hanno con l’ambiente e gli animali.

La contraddizione è il fil rouge che guida il visitatore all’interno della mostra, tra continue dicotomie: fragilità e forza, libertà e possesso, autenticità e finzione. L’obiettivo è non far restare indifferenti e, infatti, le due curatrici sono riuscite pienamente a dimostrare che la bellezza ha la forza di trovare soluzioni perché «La bellezza è sempre un salto di coscienza». Dunque, si parla di violenza, ma lo si fa tramite la bellezza, entrando dentro la ferita e guardandola da vicino, senza ricadere in luoghi comuni e conclusioni scontate.

Le opere di questa mostra scuotono, trascinano fuori dallo spazio espositivo il visitatore, che bruscamente si ritrova dentro storie reali, come quella, ad esempio, raccontata da Ketra, artista veneta, che espone un’opera dal titolo Quaranta. Sono quaranta, infatti, i giorni che trascorrono dal ritrovamento del corpo di una prostituta uccisa ed abbandonata in un campo; e questo corpo decomposto e lacerato viene pazientemente ricucito dall’artista, che, tessendo le tele che ne ricostruiscono il volto, ridà fisionomia e dignità a questa anonima donna.

Il 23 febbraio si è tenuto il primo interessantissimo incontro, con due filosofe dell’Università di Padova, Emanuela Magno, che ha affrontato l’argomento Arte e Terrore. Botero su Abu Ghraib, e Silvia Capodivacca, che è intervenuta con una relazione intitolata La violenza delle donne. Pratiche di emancipazione alternativa.

Il ciclo di dipinti su Abu Ghraib di Botero ha ricondotto all’attuale fenomeno dell’estetizzazione della violenza, rivelando che proprio ciò che spaventa spesso attrae. Il discorso di Silvia Capodivacca ha, invece, avuto come momenti chiave la riflessione sui testi di Roland Barthes e Simone de Beauvoir, per poi continuare con l’analisi di due film non ancora usciti nelle sale in Italia, Elle (2016) diretto da Paul Verhoeven, con protagonista Isabelle Huppert e Agassi, (2016) un film diretto da Park Chan-woo.

Il binomio amore-follia, il dialogo con la violenza e il ruolo della donna all’interno della coppia sono stati abilmente affrontati dalla filosofa dell’Università di Padova, che insieme a Emanuela Magno ha coinvolto il pubblico che ha partecipato attivamente all’incontro.

Gli artisti in mostra

Ketra, Quaranta

Gesine Arps / Nabil Boutros / Angelo Brugnera / Emanuela Callegarin / Franz Chi / Francky Criquet / Marta Czok / Piera De Nicolao / Adolfina De Stefani / Tetsuo Harada / Ketra / Antonello Mantovani / Marisa Merlin / Shozo Michikawa / Maria Micozzi / Luigi Milani / Angelo Muriotto / Stefano Reolon / Carla Rigato / Jacek Ludwig Scarso / Bärbel Schmidtmann / Ayumi Shigematsu / Andrea Tagliapietra / Roberta Ubaldi / Giovanni Oscar Urso / Shofu Yoshimoto / Grazia Zattarin.

 

Love and Violence
A cura di Barbara Codogno e Silva Prelz
Galleria Cavour, Padova
Dal 10 febbraio al 2 aprile 2017
Ingresso libero

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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