“Arrival” di Denis Villeneuve: fantascienza tra illuminazione e lungimiranza

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Arrival di Denis Villeneuve: fantascienza tra illuminazione e lungimiranza

Arrival di Denis Villeneuve: fantascienza tra illuminazione e lungimiranzaPer la regia di Denis Villeneuve, Arrival è stato uno dei film candidati all’ultima edizione degli OscarAmy Adams splende nel ruolo della protagonista, l’affascinante linguista Louise Banks, affiancata da Jeremy Renner, nei panni del personaggio di Ian Donnelly, fisico teorico studioso del mondo celeste. Entrambi vengono ingaggiati dal colonnello Weber (Forest Whitaker) per cercare di dare risposte al fatto sconvolgente che ha sconvolto il mondo intero: dodici astronavi dalla forma di un guscio, abitate da extraterrestri, denominati eptapodi, sono scese sulla Terra, disseminando panico e terrore. Compito primario di Louise è comunicare con loro, cercare di comprendere il fine ultimo del loro viaggio: sono solo di passaggio o l’invasione aliena è alle porte? Il compito più difficile per l’esercito statunitense è gestire la situazione a causa del linguaggio non verbale degli eptapodi: Tom e Jerry, così vengono soprannominati i due alieni che sono in contatto con Louise e Ian, che spruzzano una sorta di inchiostro dalle terminazioni dei piedi per formare grandi cerchi dalle sporgenze particolari e diverse l’una dall’altra, ognuna veicolo di un messaggio, non di parole, ma di concetti.

Louise sperimenta particolari visioni su un futuro prossimo riguardanti lei e sua figlia Hannah e vive momenti di sgomento che potrebbero portarla a risultare inadatta per la missione che le è stata affidata. Ma Louise nonostante lo sconforto capisce che le armi offerte dagli alieni sono uno strumento, il più potente e rivoluzionario degli strumenti che l’umanità potesse ricevere: un linguaggio nuovo, capace di modificare l’idea stessa di tempo, passato e futuro, ma soprattutto presente.

Arrival di Denis Villeneuve: fantascienza tra illuminazione e lungimiranzaÈ il tempo che le dodici navicelle offrono, una nuova percezione della vita e del suo fluire. Indispensabile però è la cooperazione di tutte le forze del mondo per un fine più elevato, ovvero il “benessere” collettivo. Tutto ciò è carico di significati sociali e umanitari, ci ricorda un concetto / desiderio radicato nel tempo, elaborato dai pensatori e dai sociologi che ci hanno preceduto: la fine della prevaricazione dell’uomo sull’uomo (homo homini lupus) e l’avvio ad un’era di collaborazione per il fine di un reciproco guadagno.

È un gioco a somma zero quello offerto dagli ospiti non-umani ed è un gioco a somma zero quello che devono giocare tutte le nazioni del mondo: non deve esistere né un vincitore né un perdente, ognuno guadagna e si arricchisce dalla presenza dell’altro. È questo il messaggio importante del film, che rende Arrival qualcosa di delicato e profondo: un senso di giustizia e uguaglianza, riconoscenza e intuizione positiva sulle sorti del mondo. Non lascia spazio alle inutili lotte di supremazia, alla psicosi collettiva e all’invasione dai tratti banali ed inverosimili.

Arrival di Denis Villeneuve: fantascienza tra illuminazione e lungimiranzaÈ un film irreale, ma realistico: il messaggio di cui si fa carico è perno centrale attorno cui ruota la credibilità di un film di fantascienza che altrimenti sarebbe risultato senza alcun dubbio monotono e indigesto: la comunicazione, la sintesi complessiva di tutte le parti che prevale sulla singolarità egoistica ed inefficace sono strumenti che l’uomo possiede e deve saper sfruttare al meglio, per rendere ciò che già è il migliore dei mondi possibili.

Arrival sarebbe stato sicuramente un film da Oscar e lascia l’amaro in bocca la mancata premiazione dell’incredibile performance della Adams, in questo caso come per Animali Notturni, visto che l’attrice non è stata candidata per nessuno dei due film per la Miglior Attrice Protagonista. In Arrival la sua bravura è stata determinante: solo quegli occhi grandi, quasi psichedelici, potevano rappresentare lo scombussolamento e la genialità, le principali componenti del film e che portano ad una rivoluzione silenziosa, priva di ogni tipo di parola, ma fatta di rumori e silenzi, guardando con lungimiranza al futuro.

Potremmo sostituire la parola distruzione con costruzione, annientamento con collaborazione, guerra con pace. Proprio per questo Arrival possiede le spiccate peculiarità che lo distinguono dal genere che il film stesso rappresenta.

Valentina Biagini per MIfacciodiCultura

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