Abusi su migranti: la nuova frontiera del disumano e del degrado

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Abusi su migranti: la nuova frontiera del disumano e del degrado

Abusi su migranti
Una barca di profughi nel Mediterraneo

Secondo quanto riportato da un rapporto UNICEF del 28 febbraio della serie Child Alert, sarebbero molto diffusi violenze sessuali e abusi su migranti, donne e bambini, lungo le rotte del Mediterraneo. Nei dati del rapporto viene in particolare evidenziato come la quantità dei bambini interrogati e sottoposti a indagine dagli operatori dell’UNICEF che avrebbero subito violenze di differente tipo, fisiche e verbali, sia molto preoccupante.

La tratta che collega il Nord Africa con l’Italia è una tratta molto pericolosa. Le persone che si imbarcano in questo viaggio, cercando di fuggire da zone in cui la loro vita è costantemente in pericolo, sono persone che sperano di trovare un rifugio. Tuttavia, si trovano ad affrontarlo in condizioni molto gravi: sovraffollamento, mancanza di cibo, norme igieniche inesistenti. Inoltre il viaggio non è gratuito e necessita di un pagamento che spesso non può essere effettuato: questo conduce a inevitabili abusi da parte dei trafficanti come metodo per compensare la sua mancanza.

È chiaro come una situazione di questo tipo sia ai limiti dell’umano. Anzi, sarebbe più corretto dire che di umano non vi è più nulla e che siamo di fronte a una vera e propria manifestazione di disumanità. Nessuna persona dovrebbe essere sottoposta a un trattamento di questo tipo in nessun momento della sua vita, in quanto non è attraverso la degradazione né attraverso il tentativo di annullare la dignità degli altri per i propri scopi individuali e edonistici che si possono costruire rapporti di fiducia. Rapporti che, tra coloro che cercano di fuggire da Paesi in guerra e tra coloro incaricati di gestire questa fuga, sembrano invece essere completamente improntati sull’annichilimento e sulla mortificazione.

Abusi su migranti
Afshan Khan

La direttrice dell’UNICEF per l’Europa e Coordinatore per la crisi dei minori migranti e rifugiati nel continente Afshan Khan ha affermato:

50 milioni di bambini sono in fuga; alcuni scappano dalla violenza, dalla guerra, dalla povertà e dal cambiamento climatico. Non dovrebbero essere costretti a mettere la propria vita nelle mani dei responsabili di tratta e traffico. Dobbiamo affrontare i fattori scatenanti della migrazione a livello globale e attuare provvedimenti più efficaci per proteggere i bambini in transito attraverso un sistema di passaggio sicuro per tutti i rifugiati e i bambini migranti. Se questi bambini fossero i nostri, soli e spaventati, agiremmo.

E se questi bambini fossero davvero i nostri? Come ci comporteremmo? L’Italia riceve quotidianamente queste persone sul proprio suolo, e la classe politica deve necessariamente iniziare a interrogarsi su cosa poter fare di più per fermare le atrocità che vengono costante commesse sulle donne e i bambini che giungono come ospiti nel nostro Paese.

Il documentario di Gianfranco Rosi Fuocoammare ha mostrato al resto del mondo la situazione italiana per quanto riguarda l’immigrazione, portando anche sotto i riflettori dell’oltreoceano alcune delle questioni che ci riguardano più da vicino e che qui spesso vengono accantonate in nome della retorica dell’odio e della chiusura verso l’altro. Forse, anche in luce di quanto individuato dall’UNICEF, sarebbe il caso di recuperare parte della nostra umanità e ripensare attraverso una nuova luce l’immigrazione e i suoi problemi.

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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