#1B1W – “Tre volte all’alba”: il tempo e l’amore secondo Alessandro Baricco

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#1B1W – Tre volte all’alba: il tempo e l’amore secondo Alessandro Baricco

Alessandro Baricco

Alessandro Baricco è uno dei più noti romanzieri contemporanei in Italia. Si afferma nel mondo della letteratura con Castelli di Rabbia (1991) e Oceano mare (1993), e ha scritto saggi e romanzi che sono stati tradotti in tutto il mondo. Nel 2012 ha pubblicato Tre volte all’alba, “spin off” di Mr Gwyn (2011).

Tre volte all’alba inizia proprio con una nota dell’autore che spiega che il libro che il lettore andrà a leggere è stato menzionato in Mr Gwyn, citato come «un piccolo libro scritto da un anglo-indiano, Akash Narayan» ma completamente indipendente dal primo. È un bell’espediente che appassiona gli ammiratori di Baricco che hanno letto il libro precedente, ma risulta un’opera che può essere letta da chiunque perché «si tratta di una storia autonoma e compiuta».

L’opera è costituita da cento pagine scarse che si raccontano in tre capitoli apparentemente scollegati tra loro. Tre storie, tre momenti raccontati con qualcosa in comune, la una hall di un albergo all’alba. Troviamo una donna e un uomo che flirtano, un portiere di notte che aiuta una giovane e bella ragazza, e una poliziotta vicina alla pensione che e assiste un ragazzino di tredici anni. Difficoltoso è svelare la trama del libro senza rovinarne la magia che l’autore ha voluto celare tra le sue righe.
Questi sei protagonisti del libro hanno in comune il fatto che per ognuno di loro si chiude un capitolo della vita e se ne riapre un altro. Ognuno di loro affronta un nuovo inizio a modo suo. L’alba, tra le righe, simboleggia proprio questo: ricominciare da capo, dimenticare il buio della notte cercando una luce nuova e migliore.

L’interpretazione primaria che si da al senso della storia non può che essere legata alla temporalità. Il tempo è relativo in Tre volte all’alba ed esce dai consueti schemi mentali che ognuno di noi può avere. Non si parla di tempo di narrazione o di espedienti narrativi che raccontano una storia con un filone temporale ben preciso, ma il tempo è sconvolto profondamente dall’autore. La peculiarità di questo racconto, o di questi tre racconti distinti che dir si voglia, è che i protagonisti si incontrano in tre momenti diversi della loro vita. Abbiamo però un decalage temporale, i due si incontrano in momenti diversi della vita ma non sempre coerenti tra loro ne tanto meno coerenti con la narrazione della storia. Ci sono dunque un lui e una lei che si incontra tre volte in un albergo, in tempi diversi ed in età diversi, cambiando ogni volta il rapporto che si crea tra i due a seconda del momento in cui si incontrano. Questi tre momenti sono legati profondamente tra loro, ma allo stesso tempo in tutte e tre le storie i protagonisti «si incontreranno per tre volte, ma ogni volta sarà l’unica, e la prima, e l’ultima».

Lo stile della scrittura di Baricco e sempre molto elegante e appassionante, ma fondamentalmente essenziale. Lunghi dialoghi popolano le pagine del romanzo, rendendolo molto rapido alla lettura, senza però sembrare approssimativo, riuscendo a descrivere a pieno la storia che l’autore ci vuole raccontare.

Tre volte all’alba risulta un libro criptico e coinvolgente che nel suo mistero non lascia l’amaro in bocca, anzi, riesce nonostante le possibili interpretazioni, a lasciare il lettore con un senso di soddisfazione, chiudendo il cerchio della storia senza farlo per davvero. Da leggere, per uscire dagli schemi tradizionali del tempo e dello spazio.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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