Lucio è Bologna – Bologna celebra Lucio Dalla con tre giorni di eventi

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Lucio è Bologna – Bologna celebra Lucio Dalla con tre giorni di eventi

Lucio Dalla
Lucio Dalla

In questo mondo effimero, dove per legge naturale panta rei e per legge dello star-business-system tutto viene triturato come pulcini in un tritacarne, le celebrazioni sono importanti: danno il senso della realtà degli affetti, li fanno assurgere al novero delle emozioni oggettive, ne dimostrano la solidità e la permanenza della memoria, per dirla con Salvador Dalì.
Ecco quindi che sono importanti le celebrazioni al via oggi nell’anniversario della scomparsa di Lucio Dalla, avvenuta il 1 marzo 2012: e prendiamo atto che per la commemorazione del primo lustro senza il cantautore bolognese la fondazione – immancabile – a lui legata porta all’esterno della casa i ricordi. La manifestazione A casa di Lucio, in questa edizione, si sposta e va incontro ai luoghi di Bologna (dove, ricordiamo, non si perde neanche un bambino) più significativi per la biografia umana ed artistica di Dalla: visite guidate in compagnia di relatori speciali, installazioni audio per sorprendere e deliziare la gente per le strade e – ovviamente – le piazze del centro storico.

Ricordiamo Lucio dove vai?, un evento itinerante cura di Giorgio Comaschi, un tour fra aneddoti e magie della Bologna di Lucio, fra trattorie, studioli, sale di registrazioni, piazze grandi, piazze piccole e luoghi dove Lucio potrebbe rispuntare da un momento all’altro; e ancora, La città con le piazze e i giardini e la gente nei bar, Intorno a Lucio, Il gigante un po’ bambino: tutte iniziative che coprono le giornate del 2, 3 e 4 marzo (Qui i dettagli).

Lucio Dalla
Lucio Dalla

Due anni fa, la Fondazione Lucio Dalla decise di aprire al pubblico proprio la casa dell’artista, in via d’Azeglio 15, dove vedere le opere d’arte di cui si circondava Lucio Dalla o semplicemente le stanze dove viveva il suo quotidiano: anche questa una cerimonia speciale cui parteciparono protagonisti della vita di Dalla, come Gaetano Curreri, Ron, Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Noemi, Alessandro Haber, Piera degli Esposti, Samuele Bersani, Renzo Arbore e altri ancora.

Quella di oggi invece è una kermesse dal sapore diverso. Sta alla sensibilità individuale, naturalmente, capire lo spirito con cui avvicinarsi ad una celebrazione in mortem. Certo, non mancano i motivi per partecipare, fermo restando che quelli principali sono le canzoni che sono parte integrante della colonna sonora della nostra vita degli ultimi quarant’anni, tessuto nevralgico di uno Stato che raramente merita simili anime e la loro grandezza; altro motivo è ovviamente l’uomo, una star così lontana dallo star system, che la sua città incontrava appunto ai tavolini dei bar, a fare la spesa nei negozi del Quadrilatero, che non negava mai un saluto.

Abbiamo, in realtà, una sorta di ritrosia intellettuale nell’andare alla scoperta dei luoghi e degli oggetti degli artisti, temendo in massimo grado il rischio della passione per il feticcio, dell’esaltazione della banalità che pure accompagna il più originale degli uomini, e sopporteremmo malissimo la sia pur minima nuance di morbosità che potrebbe accompagnarsi al desiderio di vedere e toccare le cose appartenute agli scomparsi: alla fine, cosa importa se la penna con cui Kafka scrisse La Metamorfosi fosse bianca oppure nera? È buona cosa il tentativo costante di distinguere l’accessorio dal necessario, nell’arte come nella vita; e se non crediamo al potere magico in senso antropologico della parola, pur credendo al potere magico della parola in tutti gli altri sensi, attribuiamo un potere ben più limitato ancora agli oggetti.

Lucio DallaMa la diffidenza lecita nei confronti delle celebrazioni dei vip (o presunti tali) e delle partecipazioni oceaniche e pornografiche che gratificano gli appassionati di statistica cade, a volte, di fronte al sentimento che vi è sotteso. Lucio era Bologna e Bologna è Lucio, dice molto semplicemente il sito della Fondazione: vi è solo affetto, nei ricordare Lucio Dalla; gratitudine anche, a declinare questo affetto, e rimpianto di chi non ha potuto conoscerlo, soprattutto di chi lo ha conosciuto e non lo rivedrà, ma lo rivede nei suoi luoghi.

Col solo rammarico, forse, che non sia potuto morire in Piazza Grande: la sola cosa, probabilmente, che non gli sia riuscita alla perfezione.

Per maggiori info:

www.acasadilucio.it

www.luciodalla.it

 

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

 

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