Henry James e il “ritratto” sociale

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Henry James e il “ritratto” sociale

È l’arte che fa la vita, fa l’interesse, fa l’importanza […] e non conosco alcun sostituto alla forza e alla bellezza del suo processo.

Henry_James_by_John_Singer_Sargent_cleanedHenry James è stato (e continua a essere, fino a prova contraria) uno dei più grandi scrittori della letteratura mondiale contemporanea.

Nato a New York il 15 aprile 1843, Henry James si trasferisce quasi immediatamente insieme ai genitori in Europa, continente che gli offrirà la base e la sostanza per la sua educazione. In casa James erano frequenti le letture ad alta voce: queste avevano luogo nel salotto, quando il padre – rinomato filosofo religioso – si ritrovava con amici intellettuali e il piccolo James origliava di nascosto alla porta. Iniziava così a coltivare un amore per le lettere e percepire l’influenza del mondo dell’intellighenzia.

Sia Henry sia il fratello William subiscono continui spostamenti tra i due continenti, Europa e America, continuando a cambiare scuole e indirizzi di studi. L’eclettismo che ne deriva ha portato persino lo stesso Henry ad accostarsi al mondo della pittura: a Newport conosce infatti John La Farge, amico e pittore che lo influenzò in termini artistici.

La multilateralità dell’educazione ricevuta fa infine entrare Henry James in quello che forse è il campo a lui destinato, quello letterario. Dopo un primo contatto col mondo intellettuale – grazie soprattutto alle conoscenze del padre – inizia le prime stesure come “piccolo” critico. Il primo racconto, invece, da vero scrittore è del 1865, uscito sull’Atlantic Monthly, mentre il primo romanzo è Tutore e pupilla (Watch and Ward), del 1870.

Ma tra i suoi molteplici spostamenti, le tappe dei tragitti di Henry James comprendono anche la nostra Italia. «Finalmente mi sento vivo» è quanto ha scritto al fratello William, una volta arrivato a Roma. Vitalità che rischia di sfiorire quando dovrà, invece, abbandonare Firenze. Nei suoi successivi romanzi aleggia infatti questa passione per l’Italia, anche se è sempre mista a un cupo timore, ovvero quello per un’eccessiva seduzione da cui è sempre meglio tenersi distanti.

9788807900631_quartaLe profonde e analitiche riflessioni all’interno dei suoi romanzi sono il risultato di un duplice sguardo verso due società differenti, per lui di ugual valore: quella italiana e quella americana. Conscio che le realtà sono in continuo mutamento e che, in quello stesso suo presente, la situazione era mobile e gerarchicamente in procinto di modifiche (l’emancipazione delle donne e l’indipendenza femminile ne sono chiari esempi), Henry James si ferma a pensare. Nasce in questo modo uno dei suoi lavori più letti in tutto il mondo, titolo noto e consigliato a ogni figura del settore letterario: Ritratto di signora (1881). Il romanzo racconta la storia di Isabel, ragazza di Albany dalla vita poco colorata, se non addirittura ripetitiva, che segue la ricca zia in Europa, in terra inglese. Rientrano tra le pagine del libro le delicate e nuove – per quei tempi – tematiche del denaro in eredità a una giovane donna ormai ricca e non fidanzata, si ritrova il problema di un amore teso fino allo stremo tra una fedeltà di testa e un’infedeltà di cuore. Si legge il desiderio di autonomia e libertà in contrasto con la necessità di trovar marito. Ovviamente, lo scenario italiano non manca.

Una narrazione densa, corposa e tinta di sfumature psicologiche e sociali che colpiscono.

Scomparso il 28 febbraio 1916, Henry James ci ha lasciato, oltre che un “ritratto di signora”, un ritratto della sua società, di quello che ha vissuto. Abbiamo il prodotto finale di una mente sempre in viaggio, che solo alla fine si stabilisce a Londra, prendendo cittadinanza britannica. Una vita in movimento che trova infine stabilità. Un rapporto tra staticità e spostamento che permea anche il suo prodotto artistico: le visioni che emergono dai suoi romanzi sono il frutto di uno sguardo fisso al momento ma sempre calato nell’evoluzione della società.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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