Oscar 2017: notte di jazz, omaggi e gaffe memorabili

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Oscar 2017: notte di jazz, omaggi e gaffe memorabili

Alle 6.30 ora italiana si è ufficialmente conclusa l’89° edizione degli Academy Award, i più ambiti premi cinematografici. Ora è tempo di tirare le somme della serata: tra le battute di Jimmy Kimmel e le polemiche anti Trump, i vincitori sono stati quelli che tutti si aspettavano da due mesi a questa parte. Insomma, un’edizione di vittorie meritate, così meritate da sfiorare il prevedibile. Per fortuna, c’è stato anche un colpo di scena – e che colpo, quasi panico! – a far evitare all’edizione l’etichetta di noiosa.

A soli 32 anni, Damien Chazelle vince la statuetta di Miglior Regista per il suo poetico La La Land ed entra a gamba tesa nella storia del cinema. Il suo magico musical, che tiene testa solo a Titanic per il numero di nomination, riesce a conquistare anche i premi per Miglior Fotografia, Miglior Scenografia, Miglior Colonna Sonora, Miglior Canzone Originale per City of Stars, Miglior Attrice Protagonista per la meravigliosa protagonista e sognatrice Emma Stone: la consegna della statuetta da parte di Leonardo di Caprio, lanciato proprio dal plurinominato e premiato film di James Cameron, è stato uno dei momenti migliori della serata.

La La Land verrà ricordato anche per aver vinto come Miglior Film 2017. Per soli cinque minuti. A quanto pare si è trattato di un gioco di buste finito male tra le quinte del Kodak Theatre. Quando ormai la maggior parte del cast è sul palco e ha già iniziato a proferire ringraziamenti, ecco che arriva la disdetta ufficiale: è Moonlight il vincitore della statuetta. Emma Stone e gli altri scendono le scale con lo sguardo basso e il mento aggrottato per l’imbarazzo, mentre Jimmy Kimmel tranquillizza il pubblico sul fatto che non condurrà la cerimonia il prossimo anno.

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Moonlight premia anche il suo Miglior attore non protagonista, Mahershala Ali. Miglior attore il superbo Casey Affleck per il toccante e sobrio Manchester by the sea di Lonergan, vincitore anche come Miglior sceneggiatura originale. Standing ovation per Viola Davis, Miglior attrice non protagonista per Barriere: il discorso dell’attrice è stato uno dei più sentiti e commuoventi della nottata.

C’è un posto che riunisce tutte la persone con grandi potenzialità, il cimitero. La gente mi chiede sempre: «Che tipo di storie vuoi raccontare, Viola?» E io rispondo che la mia intenzione è riesumare quei corpi, quelle storie. Le storie delle persone che avevano grandi sogni ma non hanno mai potuto realizzarli. Le persone che si sono innamorate e hanno perso.

La polemica anti presidenziale è scoppiata con l’assegnazione della statuetta per il Miglior film straniero, vinta da Il cliente del regista iraniano Asghar Farhadi, il quale non ha potuto ritirare di persona il riconoscimento. Gli italiani non tornano a mani vuote: Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini ritirano il premio del Miglior trucco e acconciature per Suicide Squad, peccato davvero per l’intenso Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che figurava tra le nomination per Miglior documentario.

Il vincitore per il Miglior omaggio memorabile? L’arrivo di Michael J. Fox e Seth Rogen che hanno presentato il premio per il Miglior Montaggio con la Delorean e le celebri scarpe autoallaccianti di Ritorno al futuro.

Margherita Montali per MIfacciodiCultura

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