Konrad Lorenz: uno scienziato fuori dagli schemi

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Konrad Lorenz: uno scienziato fuori dagli schemi

 Konrad Lorenz
Konrad Lorenz

Il 27 febbraio del 1989 moriva ad Altengeberg Konrad Lorenz, considerato da tutti il fondatore della moderna etologia, da lui considerata e descritta come ricerca comparata sul comportamento.

Konrad Lorenz si è occupato tutta la vita di filosofia nel campo gnoseologico contribuendo alla epistemologia evoluzionistica. Fu sicuramente il pioniere dell’ambientalismo e considerato da molti studiosi uno scienziato fuori dagli schemi: forse proprio per questo  dobbiamo a lui le pagine più entusiasmanti sul mondo animale.

L’anello del Re Salomone (Adelphi,1949) ne è sicuramente l’esempio più clamoroso che ha tenuto nel corso degli anni un primato indiscusso. Nel suo libro Lorenz sa parlare agli animali, sa calarsi nella loro realtà per mostrarcela in una versione nuova. Gli animali parlano per istinti e comportamenti innati, condizionamenti ambientali, automatismi meccanici, prefissati e processi “intelligenti”. Non si tratta di un semplice frutto di eventi fortuiti: il mondo animale, nonostante la teoria darwiniana, mostra una serie di caratteristiche che entrano in simbiosi o interagiscono in maniera profonda e duratura con l’ambiente.

La cosa più sorprendente è che, nella maggioranza dei casi, l’apprendimento incrementa effettivamente il valore di sopravvivenza dei meccanismi di comportamento che modifica.

Evoluzione e modificazione del comportamento

Leggendo i suoi libri ci colpisce subito la sua attitudine nel saper instaurare un rapporto diretto con la natura, con gli individui che la popolano. Alla base di tutto ciò vi era una predisposizione naturale che gli permetteva di realizzare questa “complicità” uomo-animale, rinforzata da una fortunata condizione ambientale già dai primissimi anni della sua infanzia. Ma per conoscere meglio quest’uomo, dobbiamo riportare le sue parole. È proprio attraverso la sua realtà che ne studiamo l’intimo messaggio.

 Vorrei dire innanzitutto che io non ho cominciato a tenere degli animali perché ne avevo bisogno per scopi scientifici: no, tutta la mia vita è stata legata strettamente agli animali, fin dalla prima infanzia. […] Crescendo ho allevato gli animali più diversi […]. Mi sono comportato sempre in questo modo: per conoscere a fondo un animale superiore, ho vissuto con lui. L’arroganza di certi scienziati moderni, che credono di poter risolvere tutti i problemi studiando un animale soltanto a livello sperimentale, è stata sempre estranea alla mia mente. E i problemi importanti si risolvono soltanto se si conosce l’animale in maniera diretta.

 Konrad Lorenz
Konrad Lorenz

Si tuffava nella natura, nella realtà, nell’interazione simbiotica uomo-animale, senza imprigionarne i comportamenti ma osservandone le interazioni nell’ambiente in cui crescevano entrambi. Nel 1973 conquista il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia con Nikolaas Tinbergen e Karl von Frisch per i suoi studi sullimprinting delle oche selvatiche. Un concetto nuovo con il quale Lorenz intendeva lo studio dell’apprendimento istintivo caratteristico di ogni singola specie, che pare non derivare dall’esperienza individuale.

La fissazione di un istinto innato su un determinato oggetto

chiariva Lorenz nei suoi scritti divulgativi. L’imprinting è circoscritto a una determinata fase di sviluppo e per la sua irrevocabilità si differenza dalle altre fase di apprendimento. Lorenz colse il  significato e valore dell’istinto, inteso come fenomeno autonomo e spontaneo, innato, quindi geneticamente condizionato, ponendo così sotto riflettori nuovi il comportamento animale.

Io mi sento molto seriamente impegnato a risvegliare in quanti più uomini è possibile una profonda comprensione e venerazione per le meraviglie della natura.

Una natura che stiamo cambiando a nostra immagine e somiglianza. Forse se Lorenz fosse ancora vivo ci richiamerebbe all’ordine, adottando forse un paio delle sue stupende oche selvatiche che lo hanno seguito per quasi tutta la vita.

Per farci ritrovare un contatto che è equilibrio e misura dell’altro.

Samantha Terrasi per MifacciodiCultura

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