Gli Uffizi riscoprono Suor Plautilla Nelli, la prima artista donna di Firenze

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Gli Uffizi riscoprono Suor Plautilla Nelli, la prima artista donna di Firenze

Prova di pulitura della Santa Caterina con il giglio di Plautilla Nelli – Photo Francesco Cacchiani

Verrà inaugurata l’8 marzo, il giorno della festa della donna, presso gli Uffizi la mostra dedicata a quella che la storia dell’arte identifica come una delle primissime donne artiste di Firenze: Suor Plautilla Nelli (1524 – 1588). L’esposizione vuole essere un omaggio non solo a costei ma a tutte le artiste, spesso dimenticate nei magazzini dei musei. Suor Plautilla sarà l’apripista di un progetto ben più ampio, come annunciato dal direttore del museo Eike Schmidt, ovvero un serie di speciali mostre che si inaugureranno ogni anno in occasione della ricorrenza dell’8 marzo per ricordare le numerose protagoniste dell’arte.

Le Guerrilla Girls da anni protestavano per ottenere una maggiore presenza delle artiste nei musei. Gli Uffizi infatti, come molti altri musei del mondo, raccolgono una vasta selezione di opere d’arte realizzate da artiste, opere spesso non mostrate al pubblico. A Firenze nello specifico, si concentrano numerosi capolavori: il capoluogo toscano fu nei secoli uno dei principali poli artistici europei e, soprattutto grazie alle commissioni della famiglia Medici, rappresentò una delle città centrali per le artiste che volevano affermarsi ma che spesso incontravano ostacoli nel farlo dovuti all’impossibilità di studiare nelle botteghe e nelle accademie, l’impossibilità di intraprendere lo studio della matematica e delle discipline scientifiche, considerate ad appannaggio degli uomini, e soprattutto quel pregiudizio ad opera di una società maschile che impediva alle donne di emergere.

La gran quantità di opere d’arte in chiese e musei fiorentini realizzate da artiste donne in un arco temporale immenso, dalla prima metà del ‘500 fino al secolo scorso, colpì Jane Fortune, fondatrice del The Advancing Women Artists Foundation, organizzazione statunitense il cui scopo è quello di salvare e far scoprire al pubblico le opere delle donne artiste spesso nascoste tra le pareti domestiche o nei conventi: veri e propri tesori che celano una visione della storia dell’arte molto più ampia e che grazie al lavoro dell’AWA vengono recuperati, restaurati e ricordati.

Plautilla Nelli, L’ultima cena

Un esempio del grande lavoro dell’AWA lo testimoniano proprio le opere di Suor Plautilla Nelli, ritrovate in numerosi musei toscani: queste opere inedite e mai viste prima si potranno ammirare agli Uffizi fresche di restauro.

Chi era Suor Plautilla? Nata Polissena de Nelli, era figlia di nobili fiorentini e a soli 14 anni entrò nel convento domenicano di Santa Caterina da Siena, considerato uno dei conventi più prestigiosi in Italia, e fu proprio qui che imparò l’arte. Dapprima miniatrice di manoscritti, iniziò poi a dipingere soprattutto soggetti religiosi, ma ottenne commissioni anche dai nobili del tempo che ritenevano le sue opere dotate di un valore spirituale quasi mistico ed era considerato di gran prestigio averne una. Nel 1564 divenne priora e impartì lezioni d’arte a numerose allieve.

Sono poche le opere a lei attribuite e molte sono ancora sotto l’analisi degli esperti, ma tra le opere di sua attribuzione spicca L’ultima cena, una grande tela per un grande tema, caro ai fiorentini: ella fu l’unica donna al mondo a dipingere questo particolare soggetto, ricordato dagli appassionati e non soprattutto per la realizzazione di Leonardo da Vinci.

Suor Palutilla Nelli venne apprezzata dal Vasari stesso che di lei disse:

Avrebbe fatto cose meravigliose se, come fanno gl’uomini, avesse avuto commodo di studiare ed attendere al disegno e ritrarre cose vive e naturali.

La Santa Caterina con il giglio di Plautilla Nelli dopo il restauro – Photo Dominigue Erabatti

Palutilla infatti non poté godere dello studio e della pratica in bottega e soprattutto non poté mai studiare i corpi maschili, cosa che si nota nell’Ultima cena, in cui gli apostoli assumono tratti che Vasari ritiene in parte femminili, ma presenta anche una particolare cura e attenzione per i dettagli che solo l’occhio femminile può avere. Il suo lavoro fu encomiabile e soprattutto rimarchevole per un’epoca in cui non sempre le donne artiste erano viste di buon grado.

La dedizione di Jane Fortune, e della fondazione AWA, ha permesso il salvataggio di oltre quaranta opere di “donne invisibili”, un progetto lodevole tanto quanto l’iniziativa promossa dagli Uffizi. Ci sarà dunque un’apertura nei confronti delle artiste? Di sicuro tali progetti sono encomiabili ma serve ben altro per poter superare il bias di genere presente nei musei e nei libri di storia dell’arte. Serve una nuova consapevolezza da parte di tutti gli “addetti” e di tutti i fruitori dell’arte, in modo tale da non avere solo degli eventi speciali in cui presentare le artiste, ma renderle parte delle collezioni permanenti dei musei, un tassello rilevante dell’arte quanto un Monet o un Van Gogh. E per questo temo ci vorrà ancora molto, troppo tempo.

Suor Plautilla Nelli
A cura di Fausta Navarro
Uffizi, Firenze
Dal 8 marzo 2017 al 4 giugno 2017

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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