Steve Jobs: il folle e geniale rivoluzionario che disse ai giovani “Stay hungry, stay foolish”

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Steve Jobs: il folle e geniale rivoluzionario che disse ai giovani “Stay hungry, stay foolish”

Steve Jobs
Steve Jobs

Chi non conosce Steve Jobs, il Re Mida della Silicon Valley, colui che ha inventato, raso al suolo e reinventato nuovamente la tecnologia informatica? Seguito da migliaia di adepti, il guru della Apple per antonomasia, colui che pronunciò la famosissima frase «Stay hungry, stay foolish», pronunciata durante il discorso di Steve Jobs pronunciato il 12 giugno 2005 ai laureandi dell’Università di Stanford.

Ma partiamo dalle origini:  Steven Paul Jobs nacque il 24 febbraio del 1955 a Greenpeace Bay da una coppia di giovani studenti universitari, Joanne Carole Schieble e Abdulfattah John Jandali, i quali lo diedero in adozione, ancora in fasce, a Paul e Clara Jobs, della Santa Clara Valley in California.

Qui, grazie al vicino di casa, iniziò ad interessarsi di elettronica oltre a dimostrare brillanti capacità scientifiche e scolastiche, diplomandosi a 17 anni alla Homestead High School di Cupertino.

Iscrittosi al Reed College, in Oregon, ben presto capì che la vita universitaria non era interessante: inoltre, la vita del college era troppo costosa per la sua famiglia. Steve Jobs decide allora di abbandonare i corsi del piano di studi e di seguire solo quelli che gli interessavano. Contemporaneamente svolgeva i lavori più disparati per cercare di racimolare un po’ di soldi, addirittura iniziò a raccogliere bottiglie di Coca Cola vuote per restituirle ai venditori e avere in cambio cinque centesimi.

Dopo un viaggio in India, tornato in California, iniziò a lavorare presso l’Atari, casa produttrice di videogame, assieme all’amico Steve Wozniak, un vero e proprio hacker e geek ante litteram.

I due amici e colleghi decisero nel 1976 di fondare la Apple Computer, con sede nel garage di casa Jobs: è qui che scelsero l’emblematico logo la mela morsicata. Le finanze, però, erano scarse, tanto che Jobs dovette vendere il suo furgone Volkswagen mentre Wozniak la sua calcolatrice scientifica, Ma le idee erano tante: volevano creare dei computer facili da usare e alla portata di tutti.

Steve Jobs
Steve Jobs e Steve Wozniak

È così che nacque l’Apple I, un computer formato da pochi componenti, poco più di un semplice circuito elettrico: ne furono venduti più di duecento. Seguirono l’Apple II, il primo computer completo di tutto e pronto all’uso, e l’Apple III, che riscosse però un successo minore.

Il dicembre del 1979 è una data memorabile per il mondo dell’informatica: Jobs, grazie ad un vantaggioso accordo, fece visita nei laboratori Xerox, un’azienda informatica che stava studiando un sistema che avrebbe permesso di comandare i computer attraverso semplici menu a icone. Ma serviva un mezzo hardware per utilizzarle più semplicemente: ecco che nacque il mouse, e l’Apple Lisa fu il primo computer ad utilizzarlo.

Seguì, nel 1984, il Macintosh, meglio conosciuto come Mac, il primo PC per la grande distribuzione, compatto e con un nuovo sistema operativo e interfaccia grafica. Nonostante l’innovativo prodotto le sue vendite non furono quelle previste, tanto che le colpe ricaddero sullo stesso Jobs che fu costretto a lasciare l’azienda da lui fondata.

Non si diede per vinto e rilevò la Lucas Films, di George Lucas, che stentava ad affermarsi nel campo della grafica computerizzata: nacque la Pixar che nel 1995 lanciò Toy Story, primo film d’animazione realizzato completamente in computer grafica 3D.

Inoltre fondò subito un’altra azienda la NeXT, con l’idea di produrre computer all’avanguardia: purtroppo i PC venduti furono molto pochi a causa dell’elevato prezzo.

Steve Jobs
Steve Jobs

Nel 1996 la Apple versava in forte crisi. Fu allora che Jobs convinse i vertici della mela a scegliere un rivoluzionario programma sviluppato da NeXT come base per i nuovi computer, gli iMac. Non solo: Apple acquistò la NeXT stessa e nel 1996 Steve Jobs tornò a casa rientrando dalla porta principale.

Il resto è storia recente: grazie alle geniali intuizioni del suo fondatore in Apple rivoluzionarono dapprima il mondo della musica con l’iPod, nel 2001, un lettore musicale cult per tutti, e poi con iTunes, il primo store digitale di musica.

Ma la data della svolta epocale è senza dubbio il 29 giugno 2007, giorno della presentazione dell’iPhone, il primo smartphone della storia,: da quel giorno il mondo della telefonata mobile non è stato più lo stesso, e con la nascita dell’Apple Store tutti i produttori si sono dovuti adeguare allo stile e alla filosofia Apple.

Già dal 2004 le condizioni di salute di Steve Jobs non erano delle migliori: gli fu infatti diagnosticato un tumore al pancreas, ma nonostante ciò non abbandonò mai la sua azienda, ntanto che rivoluzionò nuovamente il mercato mondiale con il primo tablet della storia, l’iPad.

Sempre più sofferente, resosi conto di non avere più energie per guidare l’azienda, nel 2011 passò il testimone a Tim Cook.

A Palo Alto in California il 5 ottobre 2011 non solo ci ha lasciato il fondatore della Apple, ma il più grande visionario della storia contemporanea, un vero sognatore e pensatore che ha rivoluzionato più volte e, nel bene o nel male, per sempre il mondo in cui viviamo.

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

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