Stan Laurel, l’uomo che «portò felicità e leggerezza nel mondo che amava»

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Stan Laurel, l’uomo che «portò felicità e leggerezza nel mondo che amava»

Erano le 13.45 del 23 febbraio 1965, nella suite 203 di un hotel di Santa Monica, quando Stan Laurel ci lasciò. Aveva 74 anni.

Stan LaurelStan Laurel, vero nome Arthur Stanley Jefferson (Ulverston, 16 giugno 1890 – Santa Monica, 23 febbraio 1965), è considerato universalmente uno degli attori comici più grandi di tutti i tempi, conosciutissimo dal grande pubblico italiano prevalentemente per il suo ruolo nel duo comico Stanlio e Ollio, in lingua originale Laurel & Hardy. Oltre che attore fu anche regista, produttore e sceneggiatore.

Figlio d’arte, e più precisamente di una madre attrice e di un padre impresario nel mondo del teatro, attore e produttore, Laurel debuttò come attore all’età di 16 anni, nel 1906. Le sue successive apparizioni in pubblico furono come membro della compagnia Karno, di cui faceva parte anche un giovanissimo Charlie Chaplin, al quale tra l’altro Laurel fece da sostituto. Nel giro di pochi anni tuttavia la compagnia si sciolse, Chaplin prese la strada per il successo, e Laurel fu abbandonato a se stesso. Il Keystone Trio e lo Stan Jefferson Trio furono due goffi tentativi poco riusciti di formare un trio di successo.

Laurel tuttavia non si arrese e nel 1917, dopo che ebbe scelto il suo nuovo nome d’arte, Laurel appunto, la fortuna sembrò finalmente andargli incontro: venne infatti inaspettatamente scritturato come attore nel film Nuts in May. A seguire, passando da una casa cinematografica all’altra, uscirono The Lucky Dog (1921) e The Stan Laurel Comedies, una serie comica di sua invenzione che piacque molto al pubblico, ma che gli creò non pochi problemi a livello personale, tra i quali la fine della relazione con la storica compagna Mae Laurel e il litigio con il produttore Joe Rock, il quale fu accusato da Laurel di brogli economici intorno ai suoi corti.

A partire dal 1925 Laurel si legò agli Hal Roach Studios e qui si cimentò nel ruolo di regista. Il suo primo film come regista fu Yes Yes Nanette, che vedeva come attore anche Oliver Hardy, con il quale Laurel stringerà amicizia di lì a poco. Il loro primo film insieme, nel 1927, intitolato DuckSoup, arrivò assolutamente per caso. Laurel, che avrebbe dovuto dirigere il film, fu costretto di malavoglia a sostituire l’attore previsto nel cast poiché vittima di un infortunio. La loro complicità sul set fu tuttavia subito chiara a tutti e a questo primo film ne seguirono altri.
Qui la famosa coppia si formò, per conquistare il pubblico ed il successo praticamente da subito.

Laurel & Hardy sul set
Stanlio e Ollio

Insieme i due girarono decine di commedie mute, conquistando il pubblico sempre un po’ di più giorno per giorno. È già nel 1929 che i due sperimentano per la prima volta il sonoro con Unaccustomed As We Are. Per motivi economici i due furono costretti a girare i film sonori in tutte le lingue dei paesi di distribuzione: da qui l’accento strambo ma divertentissimo che i due hanno anche nella versione italiana e che li rese definitivamente due stelle del cinema non solo in America ma anche in giro per l’Europa. A confermare il loro successo arrivò infatti, nel 1932, l’Oscar per il loro cortometraggio The Music Box.

Nel 1929 la Grande Depressione colpì anche il mondo del cinema, e duramente. Tagli sugli attori e sulle gag vennero messe in atto nel tentativo di salvare gli Studios, ma il duo non amava affatto i compromessi. Seguirono dunque anni difficili, caratterizzati da crisi ripetute con il loro produttore Roach. A peggiorare la situazione c’era poi la drammatica vita sentimentale di Stan Laurel, che sembrava passare da un divorzio all’altro. Sono di questo periodo i lungometraggi Our Relation e Way Out West.

Nel 1937 Laurel fondò la Stan Laurel Production, che però fu un fiasco fin da subito. Ancora una volta però la sua determinazione si fece sentire: rivediamo Stan Laurel nella sua stanza, chino alla ricerca di un modo per poterla esprimere ancora quella sua voglia di ridere e far ridere, che fu un tratto della sua personalità tanto evidente fin dalla prima infanzia. Una soluzione venne trovata tre anni dopo, nel 1940, quando Stan Laurel, insieme all’amico Oliver Hardy, fondò la casa cinematografica indipendente Laurel and Hardy Feature Productions, che li portò a chiudere per sempre con il produttore che li aveva sì lanciati verso il successo, ma con il quale la situazione era ormai troppo tesa. I due girarono nei due anni successivi l’America, facendo sempre il tutto esaurito.

Il loro “slapstick”, cioè la loro recitazione basata essenzialmente sulla mimica, semplice ma efficace, spopolò ed il loro successo fu paragonabile a quello dei due grandi comici dell’epoca, nonché maggiori comici di tutti i tempi, Charlie Chaplin e Buster Keaton. Fu lo stesso Keaton a definire Laurel il più grande comico di tutti i tempi.

I due firmarono l’anno successivo un contratto con la 20th Century Fox, che però gli impose fin da  subito troppe limitazioni, percepibili in Great Guns, il loro primo film con la casa. I due ripresero allora la via del palcoscenico, prima in America e poi in Europa, quando oltreoceano il loro successo sembrò iniziare a intiepidirsi.

Stan Laurel orzzontaleLa carriera di Laurel si concluse soltanto alla morte dell’amico Hardy, avvenuta nel 1957, che lo segnò irrimediabilmente.

Una carriera tortuosa, ma lunga e piena di soddisfazioni, per un artista eclettico, divertente ma mai maleducato, che ha saputo costruire un personaggio tanto semplice quanto geniale. Al pubblico piace, ed è sempre piaciuta, la semplicità. La semplicità ha il profumo della verità anche quando è ricostruita su un palcoscenico. Laurel & Hardy, nella loro goffaggine marcata, erano veri e sinceri. Parevano ingenui come bambini e la ricordavano a tutti ogni giorno l’importanza di mantenere sempre vivo dentro di noi l’animo giocoso del bambino.

Laurel & Hardy hanno appassionato generazioni e generazioni, e i loro corti sono ancora trasmessi dalle televisioni di tutto il mondo ad oggi. Quasi tutti ci ricordiamo di almeno un pomeriggio speso davanti alla televisione, magari all’ora della merenda, guardando i corti di Stanlio e Ollio dopo la scuola. La  grandezza di Stan Laurel sta in questo, sta nella capacità di aver coinvolto nel modo più naturale possibile migliaia di persone di ogni età nella cosa più semplice del mondo: una risata.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. eugenio garbin dice

    Si colloca sicuramente tra i grandi attori comici di sempre (O.Hardy,B.Keaton e C.Chaplin).quanto manca la sua comicità lieve e garbata.

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