La grottesca vicenda di PewDiePie: satira o antisemitismo?

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La grottesca vicenda di PewDiePie: satira o antisemitismo?

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PewDiePie

Felix Kjellberg, in arte PewDiePie, lo Youtuber più famoso al mondo con circa 53 milioni di iscritti, negli ultimi tempi è stato colpito da una vera e propria tempesta social. Lo Youtuber, infatti, è stato accusato di razzismo dal Wall Street Journal poiché in alcuni video pubblicati su YouTube, secondo la critica, ha inneggiato all’antisemitismo con frasi come «a morte tutti gli ebrei», oppure immortalando un uomo vestito da Gesù che giustificava l’operato di Adolf Hitler.

In realtà PewDiePie giustificandosi per l’accaduto ha spiegato come online abbia trovato un’agenzia specializzata in servizi a pagamento, e abbia poi chiesto a due uomini indiani, analfabeti, di mostrare un cartello con scritte inneggianti all’antisemitismo. Lo stesso Youtuber si è trovato spiazzato di fronte all’accondiscendenza dei due uomini, al posto del netto rifiuto che si aspettava. Dopo aver pubblicato ugualmente questo sketch, contenente la “performance” dei due indiani, è stato sommerso da una marea di critiche, a tal punto che la Disney, partner commerciale dello Youtuber, ha deciso di tagliare tutti i legami procurandogli un notevole danno economico, preoccupata di essere anch’essa coinvolta nella becera vicenda. Di conseguenza PewDiePie alla ricerca di un nuovo sponsor commerciale.

Una situazione assolutamente paradossale, poiché nonostante lo Youtuber venga accusato di antisemitismo da più parti, egli si difende affermando il cosiddetto diritto di satira, e racchiudendo tutti gli aspetti più razziali dei video all’interno di questa sfera satirica. Un obiettivo di PewDiePie, potrebbe essere stato sostanzialmente quello di mostrare come manchi una vera e propria censura in queste grandi piattaforme social, Youtube ad esempio, e come possano essere trasmessi messaggi assolutamente sbagliati, senza nessun tipo di blocco, o più semplicemente come anche sia possibile aggirare questi divieti.

PewDiePie
PewDiePie

In realtà, Youtube stessa dovrebbe essere considerata responsabile a causa della totale mancanza di controllo e soprattutto l’accondiscendenza ai video contestati dello Youtuber. La piattaforma, grazie all’immissione della pubblicità nei video guadagna una fortuna, stimando anche l’alto numero di iscritti al canale di PewDiePie e le milioni di persone che osservano i video di quest’ultimo.

In ogni caso, focalizzandosi sulle motivazioni che hanno spinto PewDiePie alla pubblicazioni di questi “messaggi” contestati, una tematica così delicata e sentita come quella della discriminazione, specialmente in questo periodo di grandi migrazioni, avrebbe dovuto essere esclusa dall’aspetto satirico. 

Satira: Genere di composizione poetica a carattere moralistico o comico, che mette in risalto, con espressioni che vanno dall’ironia pacata e discorsiva fino allo scherno e all’invettiva sferzante, costumi o atteggiamenti comuni alla generalità degli uomini.

Dopo aver dato la definizione di satira, è lecito affermare come a volte sia assolutamente fuori luogo, maldestra e ignobile. È apprezzabile come PewDiePie, attraverso lo stesso Youtube, l’abbia sostanzialmente criticato per mancanza di controlli adeguati che permettono il passaggio di contenuti inappropriati, ma era davvero necessario utilizzare quelle ignobili parole? Oppure sarebbe stato meglio utilizzare tematiche leggermente più soft?

PewDiePie ha infine affermato che uno dei suoi scopi era anche quello di provocare ilarità di fronte alla lettura di queste scritte, come “a morte tutti gli ebrei” mostrate da due persone che si muovevano scimmiottando. Una domanda sorge spontanea: cosa c’è da ridere?

Lorenzo Stangoni per MIfacciodicultura

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