Chi è Anne Marie Zilberman? Le lacrime d’oro e lo scambio con Klimt

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Les muses de la musique

Un volto di donna a metà, una bocca socchiusa, boccoli d’oro a spirale, un grande occhio chiuso e lacrime d’oro: questa immagine ormai ce l’abbiamo stampata in mente perché è super condivisa sui social, ma anche perché, dopo aver letto una volta che il dipinto è certo di Gustav Klimt, se compare in un post pubblico si legge sempre il seguente commento: “Non è di Klimt!” (più almeno 3 punti esclamativi e faccina furiosa x3). Non è di Klimt, perché è un dipinto di Anne Marie Zilberman. L’opera, a tecnica mista, non è nemmeno intitolata Le lacrime di Freyja, come scrivono gli stessi che urlano Non è di Klimt! eccetera, bensì Larmes d’or, ossia semplicemente lacrime d’oro, senza alcun riferimento alla mitologia norrena.

Anne Marie Zilberman è una pittrice contemporanea francese di cui non si hanno molte informazioni, se non un sito personale scarno di biografia. Di certo sappiamo che ha studiato arti grafiche a Parigi, che dopo il diploma ha lavorato come pubblicitaria e in seguito come stilista per alcune note case di moda, tra cui Kenzo. A questo proposito sarebbe molto interessante capire quanto il contatto con tessuti, modelli e disegni abbia influito nello stabilirsi a Parigi per dedicarsi completamente alla pittura, ma della Zilberman come stilista, ahinoi, nulla sappiamo. Per ottenere qualche informazione sul suo conto non basta googlare il suo nome, ma è necessaria una vera e propria opera di stalking su vari social network: così, ad esempio, su Facebook – mi riferisco a condivisioni pubbliche, poiché l’artista non ha una pagina personale – si scopre che in molti hanno provato a contattarla per comprare le sue stampe e che in moltissimi casi non si è ottenuta risposta, oppure Anne Marie Zilberman ha semplicemente detto di non vendere sue stampe, ma solo opere originali.

Anne Marie Zilberman all’opera al Grand Hôtel Le Touquet-Paris-Plage

Il fatto di non essersi piegata (per ora) al metodo Warhol-Keane, ossia alla vendita di cartoline, poster, calamite, lattine di pomodoro, chewin gum masticata o terra calpestata personalmente dall’artista, è già parecchio significativo, dato che Anne Marie Zilberman è diventata “famosa” per il meccanismo del rimbalzo delle condivisioni online e per lo scioccante (anzi, mostruoso, permettetemelo) scambio con Klimt. Se bastassero oro e spirali per identificare un’opera di Klimt, allora potrebbe sorgerci il dubbio che si tratti invece di uno sfondo di Gentile da Fabriano o che quel ricciolo di capelli a spirale possa essere in realtà un pastorale vescovile dipinto da Masaccio. Si esagera, certo, ma le vie del web e delle catene artistiche di Sant’Antonio (nel 2017, ragazzi) sono infinite e potenzialmente succulente, ma il più delle volte dall’esito non sperato, come il sassolino che diventa frana in Destinazione Piovarolo.

Se quindi Anne Marie Zilberman all’opera in un hotel di Parigi può non necessariamente richiamare alla mente Klimt impegnato al Fregio di Beethoven, è forse il caso di mettere da parte la nostalgia secessionista e guardare alla specificità di questa artista ormai amatissima, ma di cui poco si sa. Le opere della Zilberman, combinazioni di astratto e figurativo e diverse tecniche, presentano una forte simbologia femminile, comunicano un senso di fusione tra la donna e la realtà che la circonda, sottolineato dalla corposità della pennellata, un’armonia con se stessa e con la natura, ma anche una certa nostalgia o un inquietante silenzio. Si avverte come la pittura, per Anne Marie Zilberman, sia un’ode alla femminilità e all’immaginario onirico e allegorico della sfera femminile.

La pittrice si dedica inoltre alla meditazione e alla poesia. Le sue parole ci raccontano molto dell’artista e questo un po’ ci consola del fatto di non sapere nemmeno in che anno e in quale paese della Francia sia nata.

Larmes d’or

All’opera Larmes d’or dedica il componimento Larmes d’or d’après l’oeuvre:

Dors, mon âme, dors
Pleure doucement sur ton sort,
Ton triste sort mélancolique
d’un ange déchu,
au front étrange, fiévreux,
malheureux.
Pleure, mon ange, pleure
Laisse couler tes larmes d’or
comme le pluie d’automne
qui berce amères les langueurs monotones.
Tes ailes sont coupées , ta plume inutile:
pleure donc, tu es si seule.
Le silence t’accompagne ,
cueilli, recueilli: accepte les défaites,
elles aussi donnent du prix à la vie.

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Allie Shane dice

    Love your artwork! Is it available for purchase?

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