Sumida Hokusai Museum: Tokyo rende omaggio all’illustre pittore de “La grande onda di Kanagawa”

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Sumida Hokusai Museum: Tokyo rende omaggio all’illustre pittore de La grande onda di Kanagawa

Katsushika Hokusai, Monte Fuji

Va sempre più di moda interessarsi alla cultura orientale, sia alle tradizioni che ai costumi che la caratterizzano, molte volte travisandoli e scimmiottandoli, come viene raccontato nella canzone Occidentali’s Karma, fresca vincitrice del Festival di Sanremo cantata dal bravo Francesco Gabbani. Ma la moda dell’Oriente con le sue tradizioni millenarie non è un fenomeno recente, anzi ad ondate successive  ha sempre lambito il popolo occidentale.

Senza dubbio l’impatto iniziale fra le due culture si ebbe all’Esposizione Mondiale di Parigi del 1867, quando vennero esposte nel padiglione del Giappone le opere di Katsushika Hokusai (1760 – 1849), senza dubbio l’artista più conosciuto e influente del paese del Sol Levnte.
Famosissimo in tutto il mondo come pittore ed incisore, soprattutto per le sue opere in stile Ukiyo-e, non si mosse mai dalla sua terra natia nei suoi quasi novant’anni di vita, ma furono le sue realizzazioni a viaggiare ed ispirare gli artisti contemporanei, tra cui molti impressionisti europei come Claude Monet e Degas e post-impressionisti come Vincent van Gogh e il pittore francese Paul Gauguin.

Sumida Hokusai Museum Tokyo

In una carriera lunga più di sessant’anni, Hokusai esplorò diverse forme d’arte cimentandosi nella produzione di stampe a soggetto teatrale, fogli augurali, libri gialli, illustrazioni di romanzi popolari, manga, manuali didattici e serie di xilografie profondamente influenzate dalla pittura occidentale e cinese. Nonostante la moltitudine di opere e la poliedricità artistica, rimase sempre attivo nel campo pittorico come in quello grafico, studiando di volta in volta stili diversi ma mantenendo sempre inalterata la sua indipendenza stilistica. Rinomato soprattutto per le rappresentazioni paesaggistiche, sono famosissime le sue produzioni delle grandi serie policrome con protagonista il Monte Fuji, fonte d’ispirazione per molti artisti e pittori per via del suo intrinseco significato simbolico e religioso.

Hokusai cambiò diverse volte nome d’arte così come genere di opere e città (addirittura ogni due mesi in alcuni casi), alcune volte anche per sfuggire ai creditori, ma il nome con il quale è conosciuto in tutto il mondo è Katsushika Hokusai: Hokusai è l’abbreviazione di Hokushinsai “studio della Stella polare” scelto in onore della divinità buddhista Myōken, mentre Katsushika deriva dal nome dell’area in cui sorge il quartiere di Honjō a Tokyo, suo quartiere natale, che oggi corrisponde alla moderna Hokusai-dōri nell’area Kamezawa di Sumida. Il suo quartiere che ricambia oggi il suo illustre cittadino costruendo un museo a lui dedicato, il Sumida Hokusai Museum, progettato e costruito dal celebre studio SANAA, di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, nipponici anch’essi, che ha ricevuto numerosi premi in tutto il mondo oltre che firmato importanti progetti museali, da quello per il New Museum a New York, al Louvre di Lens, fino alla The River – Grace Farms Foundation nel Connecticut.

Il museo ospita le opere più famose dell’artista e la struttura espositiva è connessa ad un percorso nel quale vengono descritte le tecniche da lui usate oltre che la movimentata biografia. I visitatori possono ammirare anche l’atelier del maestro completamente ricostruito sulla base di un dipinto del suo apprendista Iitsu Tsuyuki. 

Sumida Hokusai Museum Tokyo

Il nuovo edificio, strutturato su cinque piani, fondamentalmente è un blocco monolitico: dispone di tagli triangolari e spigoli vivi che portano la luce fino all’interno della struttura e viceversa. Queste forme geometriche continuato anche internamente, dove passerelle e aperture assumono un aspetto anch’esso triangolare. L’intera struttura è rivestita da una facciata sottile e riflettente che permette le permette di adattarsi al contesto in cui è situata, infatti sorge all’interno del Parco Midori-Cho, luogo il cui un tempo aveva sede il palazzo di un signore feudale che commissionò alcune opere proprio all’autore della celebre serie de La Grande Onda.

La zona scelta per la costruzione del Sumida Hokusai Museum è molto dinamica a livello culturale, infatti ospita anche, tra gli altri, l’Edo-Tokyo Museum ma anche il quartier generale di Asahi, dove si trova anche la scultura urbana Asahi Flame disegnata da Philippe Starck, tra i più riconoscibili segni moderni nel paesaggio urbano della città, luogo ideale dove fondere la tradizione millenaria nipponica con la modernità e dinamicità della megalopoli giapponese.

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

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